RUOLO OPERATIVO DELL'ISPETTORE ANTINCENDI

Nazionale -

 

A: Al Sottosegretario di Stato
On. Emanuele PRISCO


Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco
Prefetto Attilio VISCONTI


Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigli del Fuoco
Ing. Eros MANNINO


E p.c. All’Ufficio per le Relazione Sindacali
Vice-Prefetto Floriana LABBATE

 


Oggetto: Ruolo operativo dell'Ispettore Antincendi – Contratto Nazionale non direttivo e non dirigente.

 

Gentili,


con la presente intendiamo rappresentare le gravi criticità che interessano il ruolo degli Ispettori Antincendi all'interno del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.


Nella maggior parte dei Comandi, gli Ispettori vengono sistematicamente e arbitrariamente esclusi dall'orario operativo 12/24 – 12/48, previsto dal contratto per il personale operativo, e impiegati, di fatto, come personale direttivo. Sono loro affidate attività di prevenzione incendi, partecipazione a commissioni e tavoli tecnici, gestione di uffici, acquisti e numerose altre incombenze amministrative che poco hanno a che fare con il loro profilo professionale.


Tale impiego rappresenta un evidente snaturamento del ruolo e determina un duplice, grave pregiudizio: economico e professionale.
L'esclusione dalla turnazione operativa comporta, infatti, la perdita delle relative indennità, incidendo in modo significativo sul reddito degli Ispettori. Al contempo gli incarichi per la prevenzione, attività incentivata ma di fatto obbligatoria in cui personale diplomato è chiamato a valutare progetti e decisioni di professionisti laureati, elimina per gli stessi la possibilità di gestione del tempo libero, compromettendone la salute e lo stato psicofisico in generale, oltre che danneggiandone irreparabilmente la vita privata.


Va inoltre evidenziato che gli Ispettori provenienti dal ruolo interno non possiedono, come requisito di accesso, il titolo di laurea richiesto per i funzionari direttivi, con i quali sono quotidianamente chiamati a interfacciarsi. L'esperienza operativa legata al soccorso tecnico urgente maturata in anni di servizio viene così svilita: gli Ispettori vengono trasformati in una figura che, pur svolgendo funzioni assimilabili a quelle del personale direttivo, continua a essere retribuita come personale non direttivo e non dirigente.
A ciò si aggiunge un'ulteriore e palese disparità economica.


Pur svolgendo spesso attività proprie del ruolo direttivo, gli Ispettori rimangono esclusi sia dalle tutele economiche previste per quel comparto, sia dalle indennità riconosciute al personale operativo, comprese quelle, derivanti dai fondi, connesse alle funzioni di autista, Capo Squadra, responsabile di Sala Operativa e ad altri incarichi specialistici che molti di loro continuano a possedere.
A nostro avviso, la questione può trovare soluzione seguendo due direttrici chiare e alternative.


Prima direttrice: se gli Ispettori devono essere impiegati stabilmente in funzioni proprie del personale direttivo, è necessario inquadrarli nel relativo contratto, riconoscendo loro tutte le prerogative giuridiche ed economiche previste per quel ruolo.
Seconda direttrice: se, come noi riteniamo corretto, gli Ispettori devono permanere nel comparto del personale non direttivo e non dirigente, allora devono essere ordinariamente impiegati nei turni di soccorso tecnico urgente, secondo l'orario contrattualmente previsto, limitandosi a collaborare con il personale direttivo senza sostituirlo nelle rispettive funzioni.


Qualora il doppio canale di accesso abbia effettivamente generato criticità organizzative, riteniamo indispensabile prevedere un percorso dedicato al personale laureato che consenta l'accesso alla carriera direttiva, evitando di continuare a utilizzare impropriamente il ruolo degli Ispettori come soluzione surrogatoria e sottopagata alle carenze di organico dei funzionari.


Parallelamente, risulta ormai improcrastinabile un incremento significativo delle piante organiche, sia degli Ispettori Antincendi sia dei Vice Direttori, in particolare nei Comandi medio-piccoli, dove le carenze del personale direttivo compromettono quotidianamente la continuità amministrativa e gestionale. Un adeguato aumento degli organici consentirebbe inoltre di garantire la presenza di almeno due Ispettori per turno, valorizzando realmente la progressione di carriera e assicurando stabilità organizzativa ai Comandi. L'eventuale istituzione di un ruolo direttivo ad esaurimento per gli Ispettori già in servizio potrebbe essere valutata esclusivamente su base volontaria, e non quale soluzione imposta dall'Amministrazione.

Come esempio particolarmente grave è la situazione del Comando di Cagliari, sulla quale la USB-VVF ha prodotto nel tempo numerose note di denuncia, fino ad aprire una formale vertenza sindacale.

Proprio a seguito dello stato di agitazione proclamato dalla scrivente, il Comando di Cagliari, per il tramite della Direzione Regionale Sardegna, ha ritenuto necessario sottoporre un quesito interpretativo all'Ufficio del Capo del Corpo in merito all'impiego degli Ispettori Antincendi e all'organizzazione del servizio.


La risposta dell'Ufficio del Capo del Corpo è stata inequivocabile: presso il Comando di Cagliari, al pari degli altri Comandi metropolitani, il servizio di guardia deve essere garantito ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni all'anno, con il conseguente impiego del personale secondo il modello operativo previsto dall'ordinamento.


Nonostante un pronunciamento così chiaro, il Comando ha deliberatamente scelto di ignorare l'indirizzo impartito dall'Amministrazione centrale, riproponendo una turnazione "ibrida" che non trova alcun fondamento nelle disposizioni normative, contrattuali o ordinamentali vigenti e che sta’ generando una dose di stress, ansia e malumori tra i lavoratori.


Si tratta di una scelta che non solo mortifica la professionalità degli Ispettori, sottraendoli al servizio operativo per destinarli a funzioni di mero supporto amministrativo al personale direttivo, ma costituisce anche un pericoloso precedente sotto il profilo del rispetto della gerarchia amministrativa. Non è accettabile che un Comando territoriale possa disattendere un chiarimento espresso dall'Ufficio del Capo del Corpo, perpetuando un modello organizzativo arbitrario e lesivo dei diritti del personale.


La vicenda di Cagliari rappresenta oggi il simbolo delle profonde distorsioni che interessano il ruolo degli Ispettori Antincendi e rende ormai improcrastinabile un intervento dell'Amministrazione centrale che restituisca uniformità applicativa, certezza del diritto e piena dignità professionale a un ruolo fondamentale per il funzionamento del Corpo Nazionale.


Si resta in attesa di urgente riscontro che chiarisca in maniera univoca in ambito nazionale l’importante ruolo dell’Ispettore Antincendi nel Corpo Nazionale.


Cordiali saluti.

 

Per il Coordinamento Nazionale USB VVF

Claudio Mariotti