RISCONTRO ALLA NOTA PROT. COM-MO N. 12779 DEL 15/06/2026
Alla C.A. del Comandante Provinciale
Ing. Ermanno Andriotto
e p.c. al Direttore Regionale dell’Emilia Romagna
Ing. Marisa Cesario
Oggetto: Riscontro alla nota prot. COM-MO n. 12779 del 15/06/2026
La scrivente Organizzazione Sindacale ringrazia il Comando per il tempestivo riscontro fornito alla nota del 09/06/2026 e ritiene opportuno formulare alcune precisazioni al fine di chiarire le finalità della segnalazione avanzata.
USB Vigili del Fuoco non ha mai inteso mettere in discussione le prerogative attribuite alla catena di comando nell'ambito della gestione del Soccorso Tecnico Urgente né la discrezionalità tecnico-operativa richiamata nella risposta del Comando, che costituiscono elementi essenziali per garantire la tempestività e l'efficacia dell'azione di soccorso. La riflessione proposta dalla scrivente nasce proprio dalla volontà di individuare strumenti organizzativi che possano supportare la catena di comando nell'assunzione delle decisioni operative, soprattutto nei contesti caratterizzati da particolare complessità e dalla necessità di operare in tempi estremamente ridotti.
In tale contesto appare utile richiamare come la stessa circolare EM 10/2015, nel definire il riordino del settore SAF, confermi il ruolo del personale SAF Avanzato quale supporto alle valutazioni operative del ROS, prevedendo che esso, nel rispetto del livello di coordinamento stabilito dal DPR 64/2012, affianchi il Responsabile delle Operazioni di Soccorso nella definizione della strategia dell'intervento e nel coordinamento delle attività di specifica competenza. È proprio alla luce di tale impostazione che la scrivente ritiene utile una riflessione sull'opportunità di favorire criteri organizzativi condivisi per l'attivazione delle professionalità specialistiche, quale elemento di supporto alle valutazioni della catena di comando e del ROS sul posto.
La scrivente ritiene altresì opportuno evidenziare come gli interventi richiamati nella precedente nota si siano conclusi positivamente grazie alla professionalità, all'esperienza, alla capacità di adattamento e al senso di responsabilità del personale intervenuto, qualità che rappresentano da sempre uno dei principali punti di forza del Corpo Nazionale.
Proprio tale considerazione rafforza la convinzione che la riflessione proposta non debba essere rivolta all'analisi di singoli eventi o all'operato degli operatori coinvolti, bensì alla verifica dell'adeguatezza del modello organizzativo rispetto agli scenari che potrebbero presentarsi in futuro.
La scrivente ritiene infatti che il buon esito degli interventi oltre che essere affidato all'esperienza e alle capacità dei singoli operatori, debba poter contare su un sistema organizzativo che consenta alla catena di comando di disporre, con la necessaria tempestività, di tutte le professionalità e competenze che l'Amministrazione ha previsto per la gestione degli scenari più complessi. Questo aspetto non mira esclusivamente alla tutela di chi viene soccorso, ma anche di chi porta soccorso. Il soccorritore si tutela grazie alla propria formazione e grazie all’organizzazione di tutto l’apparato del soccorso che lo supporta, fatti di cronaca recenti purtroppo ci hanno ricordato come si possa essere esposti a gravi conseguenze, nel caso il soccorso non abbia dato gli esiti sperati. Questa è l’ottica con cui portare avanti il confronto, senza cedere a speculazioni che possano travisare il nostro pensiero. Dunque una serena riflessione sui criteri di attivazione delle risorse specialistiche, sull'esigenza di fornire un supporto ulteriore alle valutazioni del ROS e di tutta la catena di comando, affinché possano essere assunte, anche nelle condizioni di maggiore urgenza, le decisioni ritenute più efficaci in relazione all'evoluzione dello scenario operativo.
Per USB VVF
Ciro Bartolomei