riforma del CNVVF e controriforma

riflessioni, opinioni, contraddizioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma -

Il percorso della riforma del corpo è quasi compiuto, tuttavia emergono nette contraddizioni in casa dei riformatori. Un chiaro esempio scaturisce dall’emergenza che in questi giorni sta investendo l’intera regione Campania. Abbiamo appreso dal territorio che le OO.SS. confederali hanno esternato il disagio e le difficoltà ad affrontare e gestire l’emergenza rifiuti, avviando una serie di incontri, in prefettura e con il commissario per l’emergenza nonché Capo della Protezione Civile Bertolaso. Ben venga ogni forma di sensibilizzazione avviata da ambo le parti che possa portare benefici al CNVVF. Tutto ciò, tuttavia, è ironico soprattutto oggi, in un momento in cui la riforma del CNVVF è in dirittura d’arrivo e le porte del c.d. “comparto sicurezza” si stanno chiudendo dietro di noi, che i fautori e promotori di questa riforma dialoghino e chiedano risorse alla protezione civile. Proprio ora che il Corpo è stato inglobato ed equiparato agli altri che operano nel campo della sicurezza. Questa riforma sposta i fini e obiettivi da cui deriva l’esistenza del corpo, cioè non si occupa più di safety bensì di security, e rientra indirettamente nella protezione civile non come Attore principale, ma come bacino di manovalanza alle dipendenze di Bertolaso. Stiamo parlando di quella Protezione Civile alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sempre quella con cui si sta stendendo la convenzione per cui mettere a disposizione da un lato la nostra professionalità di Vigili del fuoco e dall’altro i danari della protezione civile. Infatti, nonostante il giro di vite economico che l’attuale governo amico ha imposto alle istituzioni dello stato, la Protezione Civile è la sola che continua ad avere risorse economiche e potere gestionale delle emergenze. Una situazione imbarazzante che a noi dell’RdB CUB fa sorridere, senza scopi strumentali di sorta, ma perché è chiara la contraddizione: “oggi ci hanno portato nel comparto per equipararci alle altre forze che operano nel capo della sicurezza, e proprio oggi i riformatori chiedono i soldi alla protezione civile”. Per chi ancora non lo sa questo è da sempre il progetto RdB, in altre parole i pompieri devono essere colonna portante della Protezione Civile e alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio dei Ministri, poiché vi sono anche le risorse economiche! Un altro aspetto, certamente più serio, in merito all’emergenza rifiuti della Campania riguarda la situazione igienico sanitaria in cui sono costretti ad operare i vigili del fuoco. Lavorare tra la mondezza non è già di per sé piacevole, ma tutti sono consapevoli quali sostanze chimiche nocive siano in grado di produrre la combustione di materie plastiche ecc. Auspichiamo, che il Dipartimento VVF abbia messo a disposizione degli operatori tutti i dispositivi di protezione necessari previsti, e che abbia avviato altresì un monitoraggio sulle condizioni sanitarie la dove sono costretti ad operare in questo caso specifico i vigili del fuoco. Proprio oggi che si discute di parametri psico-fisici tali che il CNVVF del futuro si potrebbe paragonare alla razza ariana. Sapevamo che transitando nel comparto avremmo dovuto fare anche dei lavori sporchi, di bassa manovalanza, ma così tanto bassa non ce lo aspettavamo! Ci chiediamo quando si aprirà un tavole serio, ovvero con interlocutori seri che vogliano ricordare quale è stato il ruolo del CN nella società, come si è radicato nell’immaginario collettivo rispetto le funzioni sociali che ha svolto e deve svolgere. Invece di scimmiottare altri enti cancellando con un colpo di spugna la nostra storia, snaturando la nostra identità poiché assimilati a chi si occupa di ordine pubblico e non certo di soccorso alla cittadinanza. Sono numerosi i segnali d’allarme che fanno comprendere che vi sia oggi una sorta di ripensamento da parte dei distruttori del CN, quali l’adesione di questi ultimi a manifestazioni e/o assemblee da noi organizzate, la condivisione delle nostre parole d’ordine:risorse aggiuntive;diritti sindacali; organici; stabilizzazione dei precari. Ormai è scontato che questa riforma non convince nemmeno i più ferventi sostenitori; a testa alta lavoratrici e lavoratori continuiamo la lotta nelle piazze contro questo governo, contro il ministro dell’interno, contro il sottosegretario e contro la nostra dispotica amministrazione.