Regolamento di servizio; "dietro la maschera dell'armonizzazione il vero volto della repressione"

Nazionale -

Lavoratori, nell’incontro presso il Viminale sul regolamento di servizio del Corpo, che si è svolto il 22/10 è emersa ancora più chiaramente, se mai ce ne fosse stato bisogno, la volontà dell’amministrazione di proseguire nella sua opera coercitiva nei confronti del personale.

Senza voler entrare nel merito dei mille rivoli, sfaccettature e opinioni che ogni articolo e comma comportano, è utile invece comprendere la matrice e gli obiettivi che l’amministrazione vuole raggiungere.

Nella difesa civile, un corpo nella piena facoltà di esercitare i propri diritti sindacali mal si concilia; un ordine si esegue, non si discute. Infatti i militari (titolari della difesa militare che assieme a quella civile determina la difesa nazionale) non hanno diritti sindacali. Il vero volto è facilmente smascherabile soprattutto quando si vuole attribuire un connotato prettamente militare, come quello del saluto, spacciandolo per “armonizzazione”.

Oppure quando in nome del decoro si vogliono attribuire facoltà arbitrarie di giudizio ai sovraordinati rispetto ai “subalterni”. Chiaramente gli zelanti sempre disponibili difficilmente saranno colpiti da punizioni di rigore, allo stesso modo nessuno oserà obiettare qualcosa se quella “mini” un po’ troppo corta è indossata dalla nipote del dirigente.

Il tavolo tecnico paritetico prosegue; siamo arrivati all'art.38 per l'RdB\CUB anche art.40 in quanto il 38 e 39 andrebbero abbrogati come molti altri. E' singolare che dentro un documento che contiene obblighi e doveri per il dipendente alla proposta RdB di creare un'articolo a hoc “è vietato fare il saluto militare” ad insorgere non è l'amministrazione ma altri colleghi seduti a quel tavolo a rappresentare appunto altri lavoratori.

Oppure quando si parla di “contestazione di un ordine palesemente illegittimo” ci si ricordi che il CNVVF è una grande famiglia e il “volemose bene” impera.

Non è sicuramente con un comunicato che riusciamo a spiegare e a raccontare ai colleghi certe dinamiche della riforma, rigettiamo altresì il concetto di delega, come RdB\CUB ci siamo presentati a quel tavolo avendo raccolto le osservazione che i lavoratori ci hanno fatto pervenire avendo pubblicato sul sito sindacale e inviato per email a chi è registrato gli articoli più significativi e lesivi della dignità dei lavoratori contenuti dentro questo regolamento.

Ricordiamo ai lavoratori che qualcuno (e non solo l'amm.) ha voluto questa riforma e nello stesso modo c'è chi vuole sancire obblighi e doveri; l'unico modo per contrastare questo è sostenere l'RdB\CUB il sindacato di base che liberamente è sempre fuori dai cori essendo l'unico elemento intonato dalla parte dei lavoratori.

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