PROPOSTE USB PER TRASPARENZA, CORRETTEZZA E MIGLIORAMENTO ORGANIZZATIVO DEL COMANDO DI VENEZIA

Venezia -

 

Al Sig. Comandante VVF di Venezia

Dott. Ing. Alberto MAIOLO

 

OGGETTO: Proposte USB per trasparenza, correttezza e miglioramento organizzativo del  Comando di Venezia

 


Come Organizzazione Sindacale USB desideriamo innanzitutto augurarle buon lavoro e manifestare la  nostra piena disponibilità a un confronto leale, trasparente e costruttivo, nell’interesse del servizio pubblico  e del personale del Comando di Venezia. In questa prima occasione vorremmo sottoporre alla Sua  attenzione alcune proposte concrete, tutte a costo zero, finalizzate a migliorare la trasparenza, la  correttezza amministrativa e il clima organizzativo.


1. Trasparenza sulle attività straordinarie e sui rientri in servizio: Riteniamo utile prevedere la  pubblicazione con cadenza mensile del monte ore delle attività di soccorso straordinarie e dei  rientri in servizio, in modo che tutto il personale possa conoscere quante ore vengono complessivamente  effettuate e come sono distribuiti i rientri. Questo favorirebbe chiarezza, equità e fiducia nei confronti dell’Amministrazione.


2. Pubblicazione periodica del monte ore di vigilanza: Allo stesso modo, chiediamo la pubblicazione  periodica del monte ore di vigilanza, attraverso una tabella chiara e accessibile che riporti le ore di  vigilanza effettivamente svolte dal personale, così da garantire piena trasparenza nella distribuzione di  tali attività.


3. Avvio della dematerializzazione dei documenti: Proponiamo di avviare un processo di  dematerializzazione della documentazione, con l’obiettivo di sostituire progressivamente i documenti  cartacei con documenti digitali. Ciò consentirebbe una più rapida consultazione dello stato di  approvazione, oltre a una corretta archiviazione e conservazione degli atti, migliorando l’efficienza  amministrativa senza costi aggiuntivi.


4. Regolamento di mobilità interna: Chiediamo la convocazione quanto prima delle Organizzazioni  Sindacali per l’immediata modifica del regolamento di mobilità interna. In particolare, al punto 1.4.10 si  prevede che, in fase di mobilità interna, il personale – anche neoassunto o di recente assegnazione – che,  “a vario titolo”, non abbia partecipato o completato positivamente percorsi formativi non meglio  specificati, perda l’anzianità di servizio e di ruolo nelle assegnazioni delle sedi, potendo addirittura  essere trasferito d’ufficio in base a esigenze mai chiarite in termini di numeri e sedi del Comando.
Al di là della discutibile correttezza, anche legale, di tale previsione, si evidenzia che alcune convocazioni  sono avvenute tramite messaggi WhatsApp serali, a corso già iniziato, oppure con pochissimo preavviso  (2-3 giorni), imponendo rientri a personale già in ferie o fuori regione, con eventuali spese aggiuntive a  proprio carico. A ciò si aggiungono telefonate serali da parte del Vicario per esercitare pressioni sul  personale interessato, modalità inaccettabili in un Comando che si è sempre distinto per serietà,  trasparenza e spirito di collaborazione tra tutte le componenti. Tali criteri risultano penalizzanti e pregiudizievoli, in quanto incidono ingiustamente sull’anzianità di  servizio, così come disciplinata dal DPR 64/2012, e risultano in contrasto con le regole del CCNL e con il semplice buon senso, legando le aspirazioni di mobilità a fattori che non devono e non possono avere carattere punitivo. Inoltre, l’applicazione risulta arbitraria e poco trasparente, con conseguente  incrinamento del rapporto di fiducia reciproca che dovrebbe caratterizzare una gestione basata sulla  collaborazione costruttiva.
Si evidenzia, altresì, che già prima dell’approvazione di questo regolamento vi sono stati casi in cui istanze  di trasferimento motivate e formalmente presentate non sono state accolte senza alcuna spiegazione, e  che, anche di fronte a richieste di chiarimenti, il Comando non ha fornito alcuna risposta, contribuendo a  un clima di sfiducia.
Infine, pur consapevoli delle carenze in alcune specializzazioni, riteniamo inaccettabile tentare di  acquisire competenze complesse con modalità coercitive o minacciose, soprattutto su personale  neoassunto o con minima esperienza operativa. Ad esempio, operatori di S.O. o autisti di III° grado sono  stati formati tra personale con pochi giorni di servizio effettivo, con esperienza praticamente nulla sul  campo, mettendo a rischio l’efficacia operativa e la sicurezza.


5. Assegnazione presso la sede di Mestre: Un altro punto di particolare rilevanza riguarda il numero di  unità assegnate in organico alla Centrale di Mestre, struttura che copre stabilmente, con rinforzi e supporti,  anche buona parte delle esigenze operative dei distaccamenti.
Negli ultimi anni si è registrata una progressiva e consistente riduzione dell’organico operativo. Ad ogni  mobilità si assiste allo spostamento continuo di unità operative verso il servizio giornaliero per lo  svolgimento di mansioni d’ufficio, nonostante le crescenti sofferenze nei turni operativi.
A titolo esemplificativo, nel solo turno C risultano assegnate 27 unità (che per i prossimi sei mesi saranno  26 a seguito del passaggio di un’unità per coprire una carenza al distaccamento di Mira), a fronte delle 32-33 unità presenti fino a pochi anni fa.
Si tratta di una contrazione significativa che incide direttamente sull’operatività e sulla sicurezza del  soccorso, e che riteniamo debba essere valutata con la massima attenzione.


6. Formazione: correttezza e trasparenza: Infine, in materia di formazione, chiediamo – sempre  nell’ottica della correttezza e della trasparenza – tempi consoni nella pubblicazione delle ricognizioni  dei corsi, ma soprattutto la pubblicazione delle graduatorie di selezione. Questo per evitare situazioni  di opacità e possibili favoritismi che, in passato, si sono verificati nel Comando, con il risultato di premiare  chi svolgeva corsi imposti dal Comando e, al contrario, penalizzare chi non riusciva a completarli,  con ricadute anche su mobilità e progressioni.


7. Regolamento delle vigilanze: Riteniamo doveroso evidenziare i miglioramenti introdotti nel  regolamento delle vigilanze, in particolare per quanto riguarda l’impossibilità di effettuare cessioni. 
Questo ha consentito di superare pratiche poco trasparenti e non controllate, evitando la scelta autonoma  e discrezionale del personale a cui assegnare le vigilanza, a beneficio dell’equità e della correttezza  complessiva del sistema.
Allo stesso tempo, riteniamo che vi siano ancora margini di miglioramento, soprattutto per quanto  riguarda la gestione dei periodi critici, come quello natalizio o altre fasi dell’anno caratterizzate da una  maggiore difficoltà nel garantire il servizio. In tali periodi, potrebbe essere utile normare in modo più puntuale le modalità di incentivazione  delle vigilanza, ad esempio prevedendo che quelle svolte in questi contesti particolari:
• non vengano conteggiate nel monte ore ordinario, oppure
• siano oggetto di una forma di riconoscimento, come l’attribuzione di una vigilanza aggiuntiva in  periodi successivi.
Tali correttivi, a nostro avviso, contribuirebbero a rendere il sistema delle vigilanza ancora più equo,  trasparente e funzionale, garantendo al contempo la continuità del servizio senza ricorrere a soluzioni  emergenziali.


Concludiamo ribadendo la piena disponibilità e collaborazione di USB a un confronto serio, costruttivo e continuativo, nella convinzione che trasparenza, regole chiare e rispetto del personale siano elementi fondamentali per migliorare il funzionamento del Comando e la qualità del servizio reso ai cittadini.
Abbiamo inoltre molto apprezzato le Sue parole nel presentarsi come Comandante che desidera essere  concretamente vicino al servizio operativo, poiché siamo convinti che questo Comando abbia un grande  bisogno di un Dirigente che rimetta finalmente al centro il soccorso, valorizzando il personale e le  attività operative.

 


per il Coordinamento USB VVF Venezia
Pier Davide Spavone