PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE USB PRESSO LA DIREZIONE REGIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA
Sottosegretario di Stato all'Interno
delega ai Vigili del Fuoco
On Emanuele PRISCO
Dipartimento dei Vigili del Fuoco S.P. e D.C.
Capo Dipartimento
Pref. Attilio VISCONTI
Ufficio I - Gabinetto del Capo Dipartimento
Capo del Gabinetto del Capo Dipartimento
Dott.ssa Angelina TRITTO
Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Eros MANNINO
Dipartimento dei Vigili del Fuoco S.P. e D.C.
Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Floriana LABBATE
Direzione Regionale per il F. Venezia Giulia
Ing. Luigi GIUDICE
Oggetto: Dichiarazione dello stato di agitazione regionale presso la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia del personale del C.N.VV.F. - Volontà di promuovere lo sciopero della categoria Vigili del Fuoco. Richiesta attivazione del tavolo di conciliazione ai sensi della legge 146/90 e/o legge 83/2000 e successive modifiche.
La scrivente Organizzazione Sindacale, con riferimento alla nota della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per il Friuli Venezia Giulia prot. n. 5244 del 14.04.2026, concernente l’individuazione di personale Formatore SAF da inviare in missione presso le strutture centrali per le esigenze del 103° corso AA.VV.F., prende atto del contenuto del provvedimento e, in particolare, della previsione secondo cui, in assenza di disponibilità volontarie, si procederà all’individuazione d’ufficio del personale.
Tale determinazione, sebbene correlata alla richiesta della Direzione Centrale per la Formazione di cui alla nota prot. n. 15380 del 13.04.2026, evidenzia rilevanti profili di criticità sotto il profilo organizzativo, procedurale e delle ricadute sul personale, tali da determinare una situazione di diffusa preoccupazione e malcontento tra gli operatori interessati e, più in generale, tra il personale istruttore dei diversi settori formativi.
In primo luogo, si rileva come l’eventuale individuazione di criteri applicativi in ambito regionale, pur se funzionali alla gestione contingente della richiesta, non possa in alcun modo assurgere a criterio di riferimento di carattere nazionale, come invece la materia richiederebbe. La gestione del personale formatore, specie in relazione a esigenze formative centrali, necessita di indirizzi uniformi e condivisi a livello dipartimentale, al fine di evitare disomogeneità applicative tra le diverse realtà territoriali.
In secondo luogo, si evidenzia come il ricorso a modalità di individuazione coattiva del personale per attività di formazione rappresenti un elemento di assoluta discontinuità rispetto alle prassi consolidate. L’invio in missione mediante disposizione d’ufficio, in assenza di adesione volontaria, costituisce una modalità operativa che non risulta essere mai stata adottata in precedenza per analoghe attività formative e che, per la sua rilevanza, avrebbe richiesto un preventivo confronto in sede sindacale, nonché una adeguata informazione al personale interessato. Al contrario, tale impostazione risulta essere stata introdotta senza alcun passaggio partecipativo, quale diretta conseguenza di un indirizzo proveniente dalla Direzione Centrale per la Formazione.
Si osserva inoltre che un simile approccio non appare coerente con le finalità di valorizzazione e sviluppo della funzione di istruttore. Il ricorso a forme di individuazione non volontaria rischia di produrre effetti disincentivanti sia nei confronti del personale attualmente impiegato in attività formative, sia nei confronti di coloro che potrebbero intraprendere tale percorso professionale, con conseguente possibile indebolimento, nel medio periodo, del sistema formativo del Corpo.
Tale criticità si inserisce, peraltro, in un contesto già caratterizzato, negli ultimi anni, da un progressivo irrigidimento delle condizioni di impiego del personale istruttore nei corsi nazionali, con un aumento degli oneri e delle limitazioni che rischiano di incidere negativamente sull’attrattività e sulla sostenibilità del ruolo, pur trattandosi di una funzione strategica e imprescindibile per il mantenimento degli standard operativi del Corpo Nazionale.
Ulteriore elemento di preoccupazione è rappresentato dalla possibile estensione di tale modalità operativa anche ad altri ambiti formativi e ad altre discipline. Una simile eventualità determinerebbe un impatto sistemico sull’intero modello organizzativo della formazione, con ricadute che si ritengono meritevoli di attenta valutazione a livello centrale, regionale e locale.
Permangono inoltre criticità connesse alla mancanza di criteri preventivamente definiti, trasparenti e uniformi per l’individuazione del personale, nonché all’assenza di una valutazione puntuale delle ricadute organizzative sui Comandi, delle programmazioni in essere e delle condizioni individuali degli operatori, con possibili effetti sull’efficienza del dispositivo di soccorso e sul benessere organizzativo del personale.
Alla luce di quanto sopra, la scrivente Organizzazione Sindacale dichiara formalmente lo stato di agitazione del personale. Si richiede pertanto l’attivazione delle procedure conseguenti allo stato di agitazione in oggetto, nonché un tempestivo intervento delle SS.LL., ciascuna per quanto di competenza, finalizzato al riesame delle modalità di individuazione del personale e alla riconduzione della gestione della problematica nell’ambito di criteri chiari, uniformi e rispettosi delle prerogative del personale e delle esigenze operative del Corpo.
La scrivente si riserva, in difetto di riscontro ovvero in assenza di iniziative idonee a superare le criticità evidenziate, di intraprendere ulteriori azioni sindacali nelle sedi competenti.
La presente viene trasmessa per il tramite della struttura sindacale territorialmente competente.
Distinti saluti
per il Coordinamento Regionale U.S.B.
Roberto Pipan