FORMAZIONE IN SICILIA: "QUALQUADRA NON COSA" DIREBBE QUALCUNO !

PIANIFICAZIONE DIDATTICA 2026 – DIREZIONE REGIONALE SICILIA

Catania -

 

USB SICILIA scrive al Direttore Centrale della Formazione per fare un pò di chiarezza su una ripartizione dei corsi provinciali che ci lascia a dir poco perplessi. Come al solito i comandi più piccoli (Enna, Caltanissetta, Siracusa) vengono penalizzati in favore di alcuni comadi (Palermo, Messina e Trapani)🤔  che - come ha risposto il direttore regionale alla nostra nota - sono più virtuosi ed in grado di erogare più corsi😯. Ovviamente tutto ciò con la compiacenza delle segreterie regionali degli altri sindacati che sembra non si siano accorti di questo piccolo particolare "palermocentrico".

La USB non ha ne compari ne orticelli da difendendere e, com'è sempre stato nel nostro stile, sulle questioni pretendiamo chiarezza e trasparenza perchè la formazione è un diritto di tutti, non certo di amici, parenti o compari di scampagnate!
 

 

 

 

 

Al: Direttore Centrale Formazione
Dott. Ing. Francesco Notaro

E p.c.:
Coordinamento Nazionale USB - Vigili Del Fuoco

 

Direttore Regionale – Sicilia

Dott. Ing. Sergio Inzerillo

 

 

Oggetto: Pianificazione Didattica 2026 – Direzione Regionale Sicilia

 

Egregio Direttore,

La presente, in accordo con il Coordinamento Nazionale USB-VVF, per rappresentare alcune decisioni in ambito formativo della Direzione Regionale Sicilia che ci lasciano assolutamente perplessi circa la liceità di quanto disposto.

In premessa, riteniamo doveroso rappresentare che la scelta di neo direttore è stata quella di escludere la USB da ogni forma di partecipazione sindacale, tutto ciò si traduce nell’impossibilità di dare un contributo fattivo nelle scelte dell’amministrazione, relegando al Sindacato un mero ruolo di contestazione su decisioni già prese. Se tale pratica, forse astrattamente legittimata da artificiose interpretazioni normative, non è certamente utile alla costruzione di un proficuo rapporto «costruttivo e trasparente», così come declarato dall’art. 37 del DPR 121/2022. Tantomeno, nulla osta il coinvolgimento di un’organizzazione sindacale come USB che storicamente è sempre stata parte attiva a livello nazionale.

Fatta questa doverosa premessa, vorremmo segnalarLe due decisioni della Direzione Sicilia che possono avere pesanti ricadute verso il personale, anche in ambito nazionale:

  • Pianificazione didattica 2026: con nota prot. 4397 del 1-12-2025, il Direttore informava le parti sociali circa la ripartizione del numero dei corsi finanziabili in ambito provinciale (allegato 1). La USB ne chiedeva chiarimenti (allegato 2) poiché tale ripartizione non rispettava il criterio di proporzionalità in relazione alle dimensioni dei singoli comandi con uno sbilanciamento a favore di alcuni comandi come Palermo, Trapani e Messina (notoriamente “di arrivo”, con personale mediamente più anziano e con più corsi di formazione all’attivo), a discapito di comandi più piccoli. Con nota prot. 46508 del 12/12/2025 (allegato 3) il Direttore rispondeva che: “le attività formative da svolgere non possono essere determinate in relazione al numero di personale operativo in forza ai singoli Comandi, bensì al numero di istruttori dei vari settori presenti in regione tenendo anche conto che questi ultimi dovranno espletare anche attività formative di rilevanza nazionale”. E che quindi “viene formulata sulla scorta della capacità formativa che ciascun Comando ha dimostrato di potere produrre nel corso degli anni, misurandola in base al numero di corsi realmente svolti annualmente”.

 

Su questo primo punto appare chiaro che la risposta, da noi ritenuta insoddisfacente, evasiva e per certi versi incomprensibile (dato che gli istruttori vengono inviati in missione nei vari comandi della regione in base alle esigenze formative), innesca una spirale negativa laddove i comandi che non riescono a svolgere corsi per carenza di personale o di istruttori, saranno condannati negli anni a svolgerne sempre meno, a discapito del personale ivi presente. Tutto ciò si tradurrà in personale di serie A e serie B in base a dove si svolge servizio. Non solo, ma la discriminazione basata su elementi aleatori (come il numero di istruttori) rischia di innescare carenze formative in comandi minori dove, al contrario di comandi maggiori, non sono presenti funzioni specialistiche dedicate (squadre SAF, TAS, NBCR etc.), quindi con possibili ricadute negative nel soccorso stesso.

In merito alla seconda doglianza riportiamo la quanto segue:

  • Divieto per istruttori Aeroportuali di svolgere corsi in ambito nazionale: la Direzione Regionale con nota prot. 46222 del 12-12-2025 (allegato 4), informava la superiore DCF – Ufficio Pianificazione Controllo e Sviluppo, che gli istruttori aeroportuali della regione Sicilia non potevano essere impiegati in attività formative in ambito nazionale poiché impiegati dal 26 gennaio in attività regionali per il 101° corso.

Tale disposizione contrasta palesemente con le continue richieste del predetto ufficio di istruttori aeroportuali da impiegare sia presso SCA e SFO, sia presso sedi in carenza di istruttori in ambito nazionale. Tra l‘altro, dall’allegato calendario formativo del 101° corso, i primi corsi da svolgere presso l’aeroporto siciliano di Palermo sono pianificati a partire 16 febbraio. Non si comprende pertanto il diniego all’espletamento di attività didattiche presso altre sedi nel mese di dicembre e gennaio, così come lamentato da diversi istruttori aeroportuali. Non solo, ma tale disposizione contraddice quanto affermato nella nota di risposta a questa organizzazione dove, l’impiego di istruttori in ambito nazionale rientrava tra i vincoli di assegnazione dei corsi provinciali (allegato 3). Paradossalmente, ad evidenziarne la contraddizione di certe affermazioni, Palermo è assegnatario del maggior numero di corsi in ambito provinciale e, nello stesso tempo, il comando che fornisce più istruttori per corsi in ambito nazionale. Prese di posizioni in contrasto con l’esigenza formativa in ambito nazionale, oltre a privare gli istruttori siciliani di un indispensabile confronto formativo con istruttori da ogni parte d’Italia, rischia di “ghettizzare” la proposta formativa ad un ambito locale.

Alla luce di quanto esposto, riteniamo che la gestione della formazione regionale risulti alquanto discriminatoria e, per certi versi, contradditoria. Pertanto, con la presente, si chiede alla superiore DCF di valutare l’emanazione di linee guida nazionali da applicarsi in ambito locale, così da evitare disposizioni foriere di ambigue interpretazioni o, peggio ancora, condotte lesive per una parte di personale. Non è accettabile infatti che si possa decidere sulla ripartizione di risorse in maniera del tutto arbitraria e senza valide motivazioni a supporto.

Con l’auspicio la presente possa trovare un positivo riscontro, si porgono i Distinti Saluti.

 

Per il Coordinamento USB Vigili del Fuoco - Sicilia

Salvatore Sanfilippo