PERSONALE SAPR NEL DISPOSITIVO DI SOCCORSO – CRITICITA' ORGANIZZATIVE, GESTIONE DELLE DISPONIBILITA', TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE
Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Marco GHIMENTI
Al Direttore Centrale per l’Emergenza
VICARIO Ing. Lorenzo ELIA
Al direttore della Direzione Centrale per la Formazione
Ing. Francesco NOTARO
Tramite Ufficio Relazioni Sindacali
Vice Prefetto Floriana LABBATE
Oggetto: Personale SAPR nel dispositivo di soccorso – criticità organizzative, gestione delle disponibilità, tutela del personale e valorizzazione del settore
La scrivente Organizzazione Sindacale intende richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sulle modalità di impiego del personale SAPR nell’ambito del dispositivo di soccorso, alla luce delle continue e crescenti richieste di intervento che rendono sempre più frequente il ricorso a tale componente specialistica.
L’utilizzo dei SAPR rappresenta ormai un elemento importante del sistema di soccorso, in particolare nelle operazioni di ricerca di persone disperse, negli interventi in zone impervie e in tutti quegli scenari nei quali l’impiego di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto consente di aumentare le capacità operative del Corpo.
Proprio per questa ragione, USB ritiene non più rinviabile il superamento di una gestione che troppo spesso appare legata alla disponibilità contingente del personale e che determina una continua movimentazione di piloti tra regioni anche molto distanti.
Le esigenze operative non possono essere affrontate attraverso un utilizzo occasionale e non omogeneo del personale SAPR. Una componente specialistica sempre più frequentemente richiesta dal dispositivo di soccorso necessita di una pianificazione organica, capace di garantire una presenza territoriale adeguata e una copertura equilibrata nei diversi turni di servizio, con particolare attenzione al turno notturno.
In tale contesto riteniamo debba essere attentamente valutata e sviluppata l’esperienza del servizio dedicato SAPR già presente in alcune regioni, superando una gestione disomogenea sul territorio nazionale.
USB ritiene che il servizio dedicato debba diventare parte di un modello organizzativo nazionale, analogamente a quanto avviene per altre specializzazioni, come il settore cinofilo, attraverso una pianificazione che consenta di conoscere preventivamente le risorse effettivamente disponibili e di garantire una risposta specialistica organizzata e immediatamente attivabile.
Laddove la consistenza numerica del personale SAPR di una singola regione non consenta di assicurare autonomamente una copertura adeguata, il modello potrebbe prevedere già in fase di pianificazione l’accorpamento operativo di due o più regioni, individuando preventivamente personale, turnazioni, aree di competenza e modalità di attivazione.
Una pianificazione interregionale strutturata sarebbe certamente più efficace ed efficiente rispetto alla ricerca estemporanea, nel momento dell’emergenza, del primo equipaggio disponibile sull’intero territorio nazionale.
In questo modo sarebbe possibile costruire una rete nazionale SAPR nella quale ogni territorio sappia preventivamente quale nucleo garantisce la risposta specialistica, evitando di scoprire soltanto al momento della richiesta di soccorso che una o più regioni risultano prive di personale disponibile e che occorre movimentare operatori da territori molto distanti.
Le criticità già riscontrate hanno infatti determinato situazioni nelle quali personale SAPR è stato chiamato a percorrere diverse ore di viaggio prima ancora di iniziare l’attività operativa.
Tale modalità organizzativa non può diventare strutturale.
Un lavoratore che raggiunge uno scenario emergenziale dopo tre o più ore di guida viene inevitabilmente sottoposto a un carico psicofisico che deve essere tenuto in debita considerazione prima dell’impiego nelle successive operazioni di volo. La necessità di garantire tempestivamente il soccorso non può essere contrapposta alla tutela del lavoratore: una corretta organizzazione deve garantire entrambe.
Per queste ragioni riteniamo necessario che la Direzione competente per l’Emergenza proceda alla definizione e all’attuazione di un piano organico nazionale del dispositivo SAPR, individuando il fabbisogno reale di piloti, la distribuzione territoriale del personale, la copertura nei diversi turni, le eventuali aggregazioni interregionali, i criteri di attivazione e movimentazione e le condizioni nelle quali il personale può essere impiegato dopo trasferimenti particolarmente lunghi.
A ciò si aggiunge una problematica che USB ritiene particolarmente delicata e sulla quale chiediamo un immediato approfondimento da parte dell’Amministrazione.
Alla scrivente risultano infatti segnalazioni secondo le quali, in alcune realtà, capi turno o funzionari di guardia avrebbero invitato o richiesto ai piloti SAPR di registrarsi come indisponibili sul sistema informatico AFM.
Qualora confermata, una simile modalità operativa risulterebbe estremamente critica.
La registrazione dell’indisponibilità del personale può infatti determinare una rappresentazione del dispositivo territoriale non corrispondente alla reale presenza di personale qualificato, facendo risultare nuclei scoperti o piloti non disponibili e determinando conseguentemente l’attivazione e la movimentazione di personale proveniente da altre regioni.
Si rischia così di produrre un evidente paradosso organizzativo: personale SAPR presente sul territorio risulta informaticamente indisponibile mentre altri piloti, talvolta situati a centinaia di chilometri di distanza, vengono movimentati per garantire il medesimo servizio.
Una situazione del genere, oltre a risultare difficilmente comprensibile sotto il profilo organizzativo, rischia di determinare un ritardo nell’attivazione e nell'arrivo della componente SAPR sullo scenario di soccorso, aumentando contemporaneamente l’esposizione dei lavoratori a lunghi trasferimenti.
USB chiede pertanto all’Amministrazione di verificare con urgenza tali segnalazioni e, qualora riscontrate, di stigmatizzare e interrompere qualsiasi prassi che comporti un utilizzo improprio dello stato di indisponibilità sul sistema AFM.
È indispensabile che le informazioni presenti nei sistemi gestionali restituiscano in maniera corretta la reale disponibilità del dispositivo SAPR nazionale e che nessun lavoratore venga invitato a modificare il proprio stato di disponibilità per esigenze organizzative estranee alla sua reale condizione operativa.
La crescita dell’impiego dei SAPR deve necessariamente essere accompagnata da una crescita altrettanto concreta dell’organizzazione del settore.
Non si può valorizzare questa specializzazione aumentando progressivamente le richieste operative senza garantire contemporaneamente personale sufficiente, programmazione, formazione, adeguata distribuzione territoriale e condizioni di impiego rispettose della sicurezza e della dignità dei lavoratori.
La tutela del personale assume particolare rilevanza proprio in relazione ai lunghi trasferimenti. Un pilota SAPR chiamato ad operare deve essere posto nelle condizioni psicofisiche necessarie per svolgere un’attività specialistica che richiede attenzione, concentrazione e lucidità. La sicurezza del lavoratore, quella delle operazioni di volo e l'efficacia dell'intervento di soccorso sono aspetti che non possono essere separati.
Parallelamente alla riorganizzazione del dispositivo, USB ritiene indispensabile proseguire concretamente nel percorso di valorizzazione della componente SAPR.
In tale prospettiva si sollecita l’emanazione di una procedura concorsuale per istruttori SAPR, necessaria per rafforzare la capacità formativa del settore, garantire il mantenimento delle competenze esistenti e consentire la formazione di nuovo personale in misura coerente con le crescenti necessità operative.
Se l’Amministrazione considera strategico l’impiego dei sistemi SAPR nel soccorso tecnico urgente, alla crescita delle funzioni e delle richieste deve necessariamente corrispondere un investimento sulla struttura organizzativa, sulla formazione e sul personale.
Per quanto sopra, USB chiede l’apertura di uno specifico confronto nazionale sul settore SAPR, finalizzato alla definizione di un modello organizzativo uniforme che introduca e consolidi il servizio dedicato su scala nazionale, anche attraverso aggregazioni interregionali preventivamente definite laddove la consistenza numerica del personale non consenta una copertura autonoma.
Occorre superare una gestione basata sulla ricerca contingente del personale disponibile e costruire una programmazione strutturale capace di garantire contemporaneamente tempestività del soccorso, presenza territoriale, efficienza del dispositivo, valorizzazione della specializzazione e tutela dei lavoratori.
USB continuerà a sostenere lo sviluppo e la valorizzazione del settore SAPR, ma ritiene che tale sviluppo debba necessariamente essere accompagnato da regole chiare, programmazione, formazione e condizioni di lavoro adeguate alla delicatezza e alla responsabilità dell’attività svolta.
In attesa di un urgente riscontro, si chiede l’avvio di uno specifico confronto sul tema.
per l’Esecutivo Nazionale
CARMELO COSIMO PETITI