Per fare un po' di chiarezza

Pavia -

La RdB è sempre stata un’OS che si è distinta per onestà e lucidità, doti non così frequenti, cosa che l’ha portata ad avere un rapporto corretto con i lavoratori, iscritti e no, ed a fare scelte di lotta adeguate e politicamente corrette.

Questa caratteristica, purtroppo, sembra mancare nelle parole del comunicato n. 3263 “Chi soccorre chi” emanato da Torino il 04/01/10, dal quale spiccano delle inesattezze, forse solo puramente tecniche ma, poiché nel nostro lavoro le diatribe tecniche si trasformano, ça va sans dire, inevitabilmente in questioni gestionali d’importanza politica, mi sembra corretto fare alcune precisazioni.

Premetto che il gruppo di lavoro del Soccorso Acquatico ha, dalla sua nascita, lavorato slegato da sigle sindacali e, nella sua eterogeneità, lo ha fatto unicamente con l’obbiettivo di implementare ed arricchire una branca importante del nostro compito ma veniamo al dunque…

Nel merito della composizione delle CM sono state emanate recentemente circolari che, nell’ambito del soccorso acquatico, determinano le qualificazioni del personale che è tenuto ad intervenire in zone operative; sono comprese naturalmente: figure specialistiche come i Sommozzatori e non specialistiche cioè i Soccorritori Acquatici di superficie e i SAF Flu.

Spetta alle Direzioni Reg.li nelle convocazioni inviate ai vari Comandi specificare che tipo di mezzi e personale debbano raggiungere le zone interessate dalla calamità. In questo sono ovviamente coadiuvate dagli Esperti di settore: SMZT, SAF e SA.

In seguito poi i Comandi invieranno le CM sulla base di queste indicazioni.

Dal momento che, sia i SAF Flu che i SA di superficie possono, o quanto meno dovrebbero, garantire una qualità del soccorso efficiente devono, assieme ai SMZT, assolutamente essere figure principali di queste CM.

Rimarco che i SA hanno nei loro requisiti obbligatori il SAF Flu ( perciò sono SAF a tutti gli effetti ) e quindi, per quanto concerne il soccorso in ambito acquatico, hanno seguito lo stesso percorso formativo; in seguito implementato da altre tecniche di salvataggio.

La presenza di SA non deve escludere però la necessità di far intervenire i SAF Flu, anzi il contrario!

Queste figure quando interagiscono, compresi i SMZT, sono l’ideale strumento negli scenari incidentali alluvionali.

Nonostante la diffusione delle Circolari, purtroppo, queste informazioni non sono patrimonio di tutti gli operatori VVF nemmeno di coloro che dovrebbero gestire le immediate operazioni di soccorso: addetti di SO, Capi Servizio, ecc., ecc. Ciò comporta errori gestionali importanti che possono inficiare l’intervento e la sicurezza.

Va quindi, piuttosto che sparare nel mucchio generando ulteriore confusione e malumore, accertato dove è venuto a mancare questo modus operandi. Invitando inoltre chi, per ignoranza o imperizia, ha lavorato in questo modo ad improntarsi affinché non si ripetano più questi spiacevoli episodi.

Le informazioni date nel comunicato in questione sono frutto, secondo me, di un’analisi poco approfondita.

In quanto tali sono destinate a creare, laddove il terreno è più facile a sterili chiacchiere da cortile, sempre più disamore per le problematiche serie sul nostro lavoro e sulle questioni sindacali.

Penso che se l’RdB debba occuparsi dei temi come la gestione del soccorso, debba farlo con lo stesso criterio di quando lo fa per altre realtà oggettive, cioè come lo ha sempre fatto: in modo corretto ed intelligente.

Restando a disposizione per qualsiasi confronto vi saluto.

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