ONDATA DI CALORE E ATTUAZIONE DI MISURE FINALIZZATE A SCONGIURARE LO STRESS TERMICO – RICHIESTA INTERVENTO URGENTE

Padova -

 

Alla Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco
del Veneto e Trentino Alto Adige

Ing. Cristina D’ANGELO


 

Ai Comandi dei Vigili del Fuoco della Regione Veneto


 

Oggetto: Ondata di calore e attuazione di misure finalizzate a scongiurare lo stress termico – Richiesta intervento urgente.


 

Spett.li,

come preannunciato, l’ondata di calore che sta interessando il nostro territorio sta provocando seri disagi alla popolazione e condizioni operative particolarmente gravose.

Al fine di fronteggiare le elevate temperature che stanno interessando gran parte del territorio regionale, la Regione del Veneto ha emesso l’Ordinanza n. 58 del 16 giugno 2026, raccomandando inoltre l’applicazione delle Linee di indirizzo per tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati, fortemente condizionati dalle condizioni meteorologiche esterne.

Alla luce di quanto sopra, risulta essere stata comunque attivata l’esercitazione nazionale denominata EXE PO, che vede impegnati numerosi colleghi provenienti da tutta la regione in una simulazione volta a testare la capacità di risposta della macchina dei soccorsi a fronte di una piena straordinaria, ispirata alla storica alluvione che, nell’ottobre del 2000, colpì il Nord-Ovest del Paese.

Pur riconoscendo l’importanza dell’esercitazione quale momento di verifica e addestramento del sistema di protezione civile, la scrivente Organizzazione Sindacale rileva la mancata predisposizione e applicazione di un protocollo specifico finalizzato alla mitigazione dello stress termico derivante dalle elevate temperature di questi giorni prevedendo turnazioni del personale e rispetto del riposo psicofisico.

Siamo inoltre a conoscenza che parte del personale risulta impegnato, oltre alla normale turnazione ordinaria presso il proprio Comando, anche presso il campo base dell’esercitazione, senza che venga garantito il necessario recupero psicofisico e il dovuto periodo di riposo. Tale organizzazione del servizio, in presenza delle attuali condizioni climatiche, potrebbe determinare un ulteriore aggravio delle condizioni operative, aumentando il rischio di malori e infortuni.

A conferma delle criticità evidenziate, si segnala che, proprio in occasione delle attività esercitative, si sono verificati alcuni episodi di malessere che hanno interessato personale dei Vigili del Fuoco impegnato nelle operazioni, evidenziando concretamente i rischi derivanti dalla combinazione tra elevate temperature, prolungata esposizione agli agenti climatici, intenso impegno fisico e mancata previsione di adeguate misure di prevenzione.

Tale circostanza assume particolare rilevanza considerato che il personale coinvolto proviene dal Comando di Rovigo e che, attualmente, il Comando stesso risulta impegnato nella gestione del servizio ordinario e nell’esercitazione attraverso una turnazione caratterizzata dal raddoppio dei turni, con conseguente aumento dei carichi di lavoro e riduzione dei tempi disponibili per il necessario recupero psicofisico.

La concomitanza tra il normale svolgimento del servizio di soccorso tecnico urgente, il raddoppio dei turni presso il Comando di appartenenza, l’impiego presso il campo base dell’esercitazione e le condizioni ambientali particolarmente gravose rappresenta un insieme di fattori che può determinare un significativo incremento del rischio di affaticamento, malori e infortuni.

Considerata la natura esercitativa dell’attività, si ritiene non opportuno prolungare gli orari di permanenza operativa del personale senza prevedere adeguati ricambi degli operatori e necessari periodi di recupero psicofisico, condizioni che possono aumentare il rischio di eventi dannosi durante il servizio.

Inoltre, da segnalazioni pervenute alla scrivente, anche quest’anno non risulterebbe previsto l’approvvigionamento di integratori salini nei Comandi della Regione Veneto, strumenti utili a ridurre i rischi connessi a una prolungata esposizione lavorativa in condizioni di elevato stress termico, né una pianificazione strutturata di continui ricambi del personale impegnato in interventi particolarmente prolungati.

Ci vengono inoltre segnalate rilevanti difficoltà presso il Comando di Belluno, dove è in corso il corso di formazione SAF basico rivolto agli allievi. Gli stessi risultano impegnati in attività fisicamente gravose e alloggiati, per il riposo notturno, in ambienti che, a causa delle elevate temperature raggiunte, non risultano adeguati a garantire condizioni idonee di recupero psicofisico.

In particolare, le stanze ricavate al di sopra dell’autorimessa degli automezzi, con copertura in cemento e prive di un adeguato impianto di climatizzazione, risultano assimilabili a locali non idonei alla funzione di riposo. Inoltre, la necessità di mantenere aperte le finestre per favorire il ricambio d’aria comporterebbe l’ingresso dei fumi di scarico degli automezzi, rendendo difficoltosa la permanenza prolungata negli ambienti e compromettendo il necessario riposo notturno.

Si evidenzia inoltre che le criticità riscontrate presso il Comando di Belluno non riguardano esclusivamente il personale operativo e gli allievi impegnati nel percorso formativo, ma interessano anche gli uffici amministrativi, dove permangono condizioni ambientali e organizzative che necessitano di un’adeguata attenzione e di interventi finalizzati a garantire idonee condizioni di lavoro anche al personale non operativo.

Alla luce di quanto esposto, si chiede l’immediata attuazione di tutte le procedure necessarie a mitigare il rischio di malori e conseguenze derivanti dallo stress termico in tutte le sedi del Veneto, prevedendo adeguate misure di prevenzione, organizzazione dei turni, ricambio del personale e recupero psicofisico.

Si chiede inoltre l’adeguamento degli ambienti del Comando di Belluno destinati ad ospitare il personale per il periodo di permanenza previsto e per i prossimi in programma, estendendo le verifiche e gli interventi necessari anche agli ambienti destinati agli uffici amministrativi.

Certi di un urgente riscontro e di una immediata azione a tutela della salute dei lavoratori, si porgono distinti saluti.

 

Per il Coordinamento Regionale USB VVF Veneto
Enrico Marchetto