MOBILITA' INTERNA CONSEGUENTE ALLA MOBILITA' NAZIONALE E ALL'ASSEGNAZIONE DEL PERSONALE DEL 102° CORSO AVVF
A: Comando Provinciale Vvf Padova
Ing. Ermanno ANDRIOTTO
Oggetto: Mobilità interna conseguente alla mobilità nazionale e all’assegnazione del personale del 102° Corso AVVF
La scrivente Organizzazione Sindacale USB VVF si trova, ancora una volta, nella ormai tutt’altro che sorprendente condizione di dover intervenire sulla gestione della mobilità interna conseguente alla mobilità nazionale e all’assegnazione del personale del 102° Corso Allievi Vigili del Fuoco.
La problematica, infatti, è sempre la stessa. Cambiano i corsi, cambiano le mobilità, cambiano i numeri, cambiano le unità assegnate. L’errore, invece, rimane ostinatamente immutato.
Ancora una volta, infatti, codesto Comando intende mettere a disposizione per la mobilità interna un numero di posti superiore al numero delle unità effettivamente in ingresso.
USB VVF ha già rappresentato la questione innumerevoli volte in occasione delle precedenti mobilità. Evidentemente, però, senza riuscire nell’impresa di rendere sufficientemente chiaro un concetto che, francamente, ritenevamo non necessitasse né di particolari approfondimenti interpretativi né, tantomeno, di essere periodicamente rispiegato.
Proviamo pertanto, ancora una volta, a sintetizzarlo nella forma più semplice possibile:
SE ENTRANO X UNITÀ, POSSONO ESSERE MOVIMENTATE X UNITÀ.
Non X+1, non X+5, non il numero che consente di riempire tutte le caselle teoricamente vacanti sulla carta ma X.
Il principio non appare particolarmente rivoluzionario e, soprattutto, coincide sostanzialmente con la logica adottata dallo stesso Dipartimento nella gestione della mobilità.
La mobilità interna conseguente all’arrivo di nuovo personale dovrebbe infatti consentire ai lavoratori già presenti di muoversi verso le sedi disponibili senza creare, contemporaneamente, nuove carenze nelle sedi dalle quali quei lavoratori vengono movimentati.
Diversamente, si realizza un meccanismo tanto semplice quanto paradossale: si utilizza il personale in ingresso per coprire una sede e, contemporaneamente, attraverso una mobilità interna sovradimensionata rispetto agli ingressi, se ne scopre un’altra.
A quel punto non siamo più di fronte a una razionale distribuzione delle risorse umane. Stiamo semplicemente spostando la carenza da una casella all’altra. Con il non trascurabile particolare che, alla fine dell’operazione, si creerebbero ulteriori carenze nelle sedi distaccate quando le carenze andrebbero “riversate” nella sede Centrale.
A sostegno di tale impostazione viene inoltre richiamato il decreto relativo alla distribuzione delle piante organiche. Ed è proprio a questo punto che la questione diventa ancora più difficile da comprendere.
Non si può infatti richiamare il DM sulle piante organiche quando serve a giustificare la messa a disposizione di ulteriori posti e, contemporaneamente, dimenticare che quello stesso riferimento stabilisce una consistenza di 8 unità per turno nei distaccamenti.
Non soltanto quando il dato risulta funzionale alla tesi che si intende sostenere.
USB VVF ritiene pertanto necessario evitare di trasformare ogni singola procedura di mobilità interna nell’ennesima occasione per riproporre una discussione già affrontata, spiegata e formalmente rappresentata più volte negli anni.
Il criterio richiesto è di una semplicità che, francamente, risulta ormai difficile semplificare ulteriormente:
PERSONALE EFFETTIVAMENTE IN ENTRATA = POSTI DA RENDERE DISPONIBILI PER LA MOBILITÀ INTERNA.
Le eventuali ulteriori carenze rispetto alla pianta organica rappresentano una problematica diversa, una problematica certamente reale, certamente grave, meritevole di soluzione.
Ma che necessita, per essere risolta, di personale aggiuntivo.
Non di una moltiplicazione meramente cartacea dei posti disponibili.
Perché dichiarare disponibili più posti rispetto alle unità che effettivamente entrano non crea nuovi Vigili del Fuoco.
Se entrano dieci unità e se ne movimentano quindici, le cinque unità mancanti non compaiono per effetto della procedura di mobilità: semplicemente, mancheranno da qualche altra parte.
USB VVF chiede pertanto a codesto Comando di rivedere il numero dei posti messi a disposizione per la mobilità interna, rapportandolo alle effettive unità in ingresso derivanti dalla mobilità nazionale e dall’assegnazione del personale del 102° Corso AVVF.
Chiede inoltre che il tutto venga finalmente chiarito, una volta per tutte, così da evitare che questa Organizzazione Sindacale sia costretta, ad ogni nuova assegnazione di personale, a trasmettere una nuova nota per ricordare esattamente lo stesso principio.
Perché dopo le numerose osservazioni già formulate negli anni, dopo le note già trasmesse e dopo aver affrontato più volte la medesima questione, continuare a discutere se il numero delle unità che escono da determinate sedi possa essere superiore al numero delle unità che effettivamente entrano nel dispositivo provinciale non può più essere considerato soltanto una divergenza di interpretazione sindacale.
A questo punto la questione è molto più elementare. Se entrano X Vigili del Fuoco, X Vigili del Fuoco possono sostituire. X entrano. X si muovono.
Tutto ciò che supera X necessita di ulteriori unità reali, non di ulteriori caselle su un prospetto.
Diversamente, più che di mobilità interna, saremo costretti a discutere di aritmetica.
In attesa di un sollecito e puntuale riscontro.
Per il Coordinamento Provinciale USB VVF Padova
Enrico Marchetto