MOBBING al comando di Milano

Milano -

Lavoratori,

 

in barba alle circolari dipartimentali, il dirigente decide quali sono e quali non sono i corsi obbligatori....

qualcuno dirà che non è la prima volta, forse fino ad ora i lavoratori intimoriti hanno abbassato la testa, un po' per il quieto vivere, un po' confidando che il loro sacrificio servisse a migliorare il “servizio”…

questa volta però arriva addirittura l'illecito nei confronti di un lavoratore.

scenario: Sala Operativa– corso 115.

dopo aver demolito la precedente organizzazione, ed aver raggiunto limiti gestionali e ritmi di lavoro insopportabili, il dirigente ha istituito dei corsi per 115 e visto che, per i motivi di cui sopra, non ci sono più molte adesioni…. ha pensato bene di inserire, contrariamente a quanto previsto dal dipartimento e senza tenere conto delle esigenze del personale, a forza i lavoratori.

…e pensare che a dire di tutti, la SO è sempre stato un settore particolare da tenere in considerazione, da cui parte qualsiasi intervento e che il personale assegnato deve esserne consapevole, convinto e motivato!!!...

però, visto che la cosa girà così… il comando emana la DdS 349 e con l’aiuto del capo turno, il lavoratore si trova inserito nel corso di una settimana, senza aver prodotto domanda di partecipazione.

Innanzitutto il lavoratore ha fatto domanda per partecipare ad un corso di una giornata che si svolgeva lunedì e non avendo il dono dell'ubiquità, non poteva partecipare ad entrambi.

tanto per capire come funziona la splendida organizzazione del comando….

il lavoratore si reca all’Ufficio Formazione, fa presente la cosa e l’impiegata gentilmente annota per produrre, come da prassi usuale, comunicazione di rinuncia.

in seguito inoltra una lettera al comando, spiegando quanto sopra e comunque per questioni personali avrebbe delle difficoltà a parteciparvi....

il giorno successivo il dirigente incontra il lavoratore casualmente in sede e lo convoca, dopo le solite prolisse circumnavigazioni per cercare di convincerlo a recedere dal corso scelto e fare invece quello dov’era obbligato, di fronte alla fermezza dell’interessato, gli viene detto di rivolgersi al proprio capo turno (!?!...)

la domenica di servizio, l’interessato avvisa quindi il suo capo turno di quanto avvenuto e che il lunedì avrebbe fatto il corso da lui scelto e non il corso 115.

siccome il corso in questione, è durato una sola mattina, il lavoratore si presenta regolarmente al lavoro la sera del lunedì, chiedendo al capo turno di essere ammesso al servizio; qui viene inviato al Funzionario di turno, che non lo inserisce in servizio e nemmeno mette per iscritto la richiesta del lavoratore, che comunque diligentemente si ferma in sede, per tutta la durata del turno notturno.

la mattina il lavoratore protocolla un’altra lettera al comando, spiegando gli ultimi eventi della nottata, ribadendo la sua intenzione a non partecipare ad un corso che non ha scelto e chiedendo di essere riammesso in servizio il diurno successivo.

questi i fatti, ognuno tragga le sue conclusioni...

Questa Organizzazione non puo' che attivarsi immediatamente sia a livello provinciale che nazionale, a tutela di un lavoratore che sta affermando i propri sacrosanti diritti.

Ribadendo che il corso SO 115 non rientra nei corsi obbligatori e che comunque non è possibile cambiare orario di lavoro a un lavoratore, che non ha prodotto domanda per partecipare ad un corso.

questa O.S., qualora il comando non receda da questi atti di caporalato, chiederà l’urgente istituzione di commissione paritetica e relativa procedura di conciliazione ai sensi di legge per dimostrare, come già avvenuto in altre regioni, che non è possibile inserire il personale in corsi non obbligatori, qualora non sia stata prodotta domanda di partecipazione.

 

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