MANTENIMENTI S.F.A. PRESSO IL POLO FLUVIALE DI TERNI. ORARIO DI SERVIZIO, RIENTRO DEL PERSONALE E TRATTAMENTO DI MISSIONE

RICHIESTA IMMEDIATA MODIFICA DELLE DISPOSIZIONI

Bari -

 

Al Direttore Regionale della Puglia
Ing. Vincenzo CIANI

 


Oggetto: Mantenimenti S.F.A. presso il Polo Fluviale di Terni – Orario di servizio, rientro del personale e trattamento di missione – Richiesta immediata modifica delle disposizioni


Egregio,
La scrivente Organizzazione Sindacale USB contesta con fermezza le modalità con le quali questa Direzione Regionale ha organizzato i mantenimenti S.F.A. presso il Polo Fluviale di Terni, con particolare riferimento alla gestione dell’orario di servizio e del rientro del personale inviato fuori regione.


Il personale viene comandato dall’Amministrazione a partecipare a un’attività obbligatoria articolata su tre giornate, lontano dalla propria sede di servizio. Non è pertanto accettabile che, una volta completato l’orario programmato, il successivo tempo necessario per rientrare presso la sede di appartenenza venga considerato, di fatto, tempo gratuito del lavoratore.


Il D.P.R. 17 giugno 2022, n. 121, all’art. 14, come modificato dal D.P.R. 23 giugno 2025, n. 125, disciplina il trattamento del personale inviato in missione e le relative ore di viaggio, prevedendo altresì il trattamento del lavoro straordinario nei casi contemplati dalla norma, compreso il tempo di conduzione dei mezzi di servizio preventivamente autorizzato.


Non è quindi possibile stabilire luogo, durata, mezzi e modalità del trasferimento e considerare concluso ogni obbligo dell’Amministrazione mentre il personale si trova ancora, per esclusiva esigenza di servizio, a centinaia di chilometri dalla propria sede.


Allo stesso modo, l’utilizzo del codice 55 relativo alla missione non può diventare lo strumento per collocare il personale in una sorta di limbo amministrativo: se il dipendente è ancora impegnato nel trasferimento disposto dall’Amministrazione, la sua posizione deve trovare corretta copertura negli istituti contrattuali previsti.


USB richiama inoltre l’art. 22 del D.P.R. 23 giugno 2025, n. 125, che ha modificato la disciplina della banca delle ore. La scelta di destinare le prestazioni aggiuntive alla banca ore e di fruirle mediante riposo compensativo compete al lavoratore secondo la disciplina contrattuale e non può essere imposta dall’Amministrazione per compensare le esigenze derivanti dalla propria organizzazione del servizio.


Risulta pertanto incomprensibile un sistema nel quale, al momento del rientro, venga riconosciuta la prestazione soltanto agli autisti e non anche agli altri lavoratori che l’Amministrazione ha obbligato a trascorrere tre giorni fuori regione e che si trovano ancora sul mezzo di servizio diretto verso le rispettive sedi. La specifica prestazione dell’autista ha certamente una propria disciplina, ma ciò non significa che gli altri dipendenti possano essere considerati automaticamente liberi dal servizio mentre il trasferimento imposto dall’Amministrazione è ancora in corso.


Dopo tre giorni di attività obbligatoria fuori regione, il lavoratore deve essere ricondotto alla propria sede secondo modalità organizzative e contrattuali corrette. Non essendo ancora disponibile il teletrasporto, non può essere il dipendente a sopportare gratuitamente il tempo necessario a colmare la distanza tra Terni e la propria sede di servizio.


USB chiede quindi che la disposizione venga immediatamente modificata, prevedendo una gestione del trasferimento e del rientro di tutto il personale coerente con il trattamento di missione, con l’orario di servizio e con gli istituti contrattuali applicabili, riconoscendo le prestazioni aggiuntive quando dovute e senza trasformarle unilateralmente in ore a recupero.


Qualora la Direzione Regionale ritenga di non poter garantire tali condizioni, si chiede di sospendere immediatamente i mantenimenti fino alla definizione di un’organizzazione rispettosa dei diritti economici e contrattuali del personale.


In assenza di un immediato intervento, USB procederà all’attivazione delle procedure per la proclamazione dello stato di agitazione regionale, non essendo ulteriormente accettabile che le conseguenze economiche e organizzative di attività obbligatorie disposte dall’Amministrazione vengano scaricate sui lavoratori.

 


per il Coordinamento Regionale USB Puglia
CARMELO COSIMO PETITI