Ma dove stiamo andando!

Se le premesse del nuovo governo sono quelle che abbiamo captato dalle varie interlocuzioni di questi giorni, c’è da stare poco allegri

 

 

Roma -

Abbiamo verificato sul sito del dipartimento che all’avvenuto insediamento del sottosegretario Rosato, lo stesso è stato accolto dai Castellani e portato in rassegna nei meandri del palazzo. Tuttavia questo rientra nella normalità, anzi pensiamo che il sottosegretario avendo una propria soggettività politica, non abbia fatto altro che stimolare i normali rituali di ospitalità.

All’indomani dell’insediamento è stata fissata una prima riunione che per ordine di altri impegni è stata rimandata al giorno 6 giugno p.v. .

I vari coordinamenti RdB-Cub di tutto il territorio nazionale, nel frattempo, hanno colto l’occasione offerta dallo stesso sottosegretario e da parlamentari della maggioranza, partecipando agli incontri in cui questi soggetti istituzionali hanno salutato i loro elettori. Dalle interlocuzioni si è percepita una palese difficoltà di questi soggetti ad affrontare questioni che riguardano il mondo del lavoro e quello del Corpo Nazionale.

Infatti, il Sottosegretario con delega per i vigili del fuoco, ha affermato:

“ho votato la legge di militarizzazione con consapevolezza non certo per ordine di partito”.

Egli non ritiene nemmeno di poter riconsiderare un ritorno alle origini, ossia a cinque anni fa, cioè fino a quel momento in cui i vigili del fuoco erano lo strumento volto al soccorso tecnico urgente, di protezione civile e con regolare contratto privatistico.

Non ci aspettavamo grossi cambiamenti, ma almeno un minimo segnale all’indomani delle elezioni, un segnale diverso rispetto il modello imposto dal governo di destra. Questa situazione ci pone di fronte ad alcuni punti di domanda che si stanno materializzando in continuità con il passato e che solo con la mobilitazione dei lavoratori possono trovare una risposta.

Ciò diviene un atto improcrastinabile per realizzare una frattura con il passato. Un atto che riconduca gli interlocutori istituzionali all’interno delle corrette relazioni sindacali così come prevedono i sani principi democratici e costituzionali.

È nostra convinzione che il Sindacato sia tenuto a riprendere le battaglie di sempre, altrimenti difficilmente si assisterà ad una presa di posizione coraggiosa da parte di questo governo. Dispiace per qualcuno in categoria che pensava di avere “un governo amico” con cui affrontare seriamente la situazione drammatica del corpo, a partire dagli organici per finire alla militarizzazione; il solo fatto che il ministro abbia delegato le sue funzioni al sottosegretario non si pone comunque sotto buoni auspici. Considerato che ancora non abbia espresso l’intenzione di aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali, e quindi assumere una posizione in merito agli indirizzi politici da trasmettere al dipartimento, riteniamo che ultimi eravamo nel contesto politico ed ultimi rimarremo.

È nostra opinione che più tempo passa più i problemi del corpo nazionale si complicano. Questi ritardi avvantaggiano di fatto solo i sostenitori della 252/04 e 217/05, che hanno prima imbrigliato tutta l’organizzazione e poi dequalificata, rendendola tangibilmente subordinata in tutto ad un unico vertice prefettizio.

Oggi abbiamo di fronte uno scenario di incertezza pertanto si ravvisa la necessità di manifestare un forte segnale di discontinuità col recente passato, immediato e senza ambiguità, rivolto a questo governo, inaugurando iniziative di piazza poiché unico strumento per farci ascoltare.

 

La RdB-Cub, ha aperto le danze a Roma alla contro parata militare

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