LETTERA AL TECNICO … PRESIDENTE: il posto fisso… !!! LETTERA AL MINISTRO CANCELLIERI …

I figli vogliono lavorare vicino le mamme!!!!

Carissimo Presidente Monti, Gentilissimo Ministro e Prefetto dell’Interno,

ritenevo importante il mio lavoro, ma ormai sono arrivato alla fase ultima di repulsione di tutto ciò che mi circonda all’interno del mio posto di lavoro; lo scenario dove opero non è fisso, perché è ovunque c’è bisogno di me; dovunque la cittadinanza lo richieda. Io sono colui che con le orecchie sempre tese si allerta alle richieste d’aiuto. Ma non un aiuto convenzionale o simbolico: molto spesso anche solo una mano per riuscire a rimanere su questa parte del mondo … la parte della vita!

Il mio lavoro, spesso, si può svolgere dentro una cisterna piena di esalazione con corpi umani da recuperare, o una nave incagliata in attesa d’affondare nella quale bisogna entrare per recuperare i cadaveri o cercare i sopravvissuti, oppure un paese spazzato via dal fango e dai detriti dentro il quale scavare, anche a mani nude per cercare vita o morte. Una piazza od una strada investita dalle fiamme, che ne cambiano il paesaggio, umori, colori come a Viareggio.

La mia sede di lavoro, di contro, dovrebbe essere un posto confortevole dove poter recuperare energie psicofisiche, un posto pulito e sicuro dove far convivere professionisti statali che la comunità paga per garantirsi soccorsi ed aiuti. Anch’io vorrei avere la possibilità di cambiare lavoro, perché anche se del mio ne sono innamorato, di “Lui”, non tollero che :

  • non pagano il lavoro straordinario;

  • non consentono di vivere in ambienti sicuri, puliti, salubri;

  • non consentono di poter consumare un pasto dignitoso;

  • non ci consentono di pulire i nostri automezzi;

  • non abbiamo un parco automezzi efficiente;

  • non abbiamo una palestra funzionale dove poterci mantenere in forma ed in attività;

  • non abbiamo opportunità di poterci aggiornare e formarci con continuità;

  • non abbiamo il riconoscimento della categoria particolarmente usurante;

  • non abbiamo nessun riconoscimento economico;

  • non abbiamo tempo libero e diritto alle ferie, o recupero, o tempi necessari di relazione e per le nostre famiglie;

  • non abbiamo al nostro fianco colleghi formati professionalmente, ma spesso solo precari formati in 120 ore;

  • non abbiamo una classe dirigente “tecnica”, ma burocrati che svendono le competenze VVF alla politica;

  • non abbiamo possibilità di carriera;

  • non abbiamo voce in capitolo sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro;

  • non abbiamo voce in capitolo sulla commissione grandi rischi;

  • non abbiamo voce in capitolo sulla Protezione Civile, ma siamo sottomessi alla stessa (S.p.A. mancata).

 

Allora, caro il mio presidente Monti e carissima prefetto ministro, delle medaglie e di qualche elogio e titoloni mediatici non so cosa farmene, perché chi come me fa questo lavoro sa che: le nostre famigliole hanno bisogno di pane, i nostri figli hanno bisogno di formazione e cultura, per non di finire manovali dei tedeschi!

Per tutti questi motivi, caro presidente Monti, caro ministro Cancellieri, Vi chiedo di aiutarmi a trovare un altro lavoro, al posto del mio posto fisso che fisso non è!!! Vi chiedo di mettermi in mobilità per tornare dalla mia mamma!!!! Almeno lei mi sostiene economicamente e non mi saccheggia!!

Monti; mi serve un lavoro che mi consenta di rompere la monotonia di cui parlavi tu, in uno dei tuoi memorabili “sobri” discorsi. Cancellieri; visto che ogni giorno mi sballotti da nord a sud, dammi una sede stabile dove lavorare vicino alle mie origini.

Cerco un posto, quindi, che mi consenta di consentire ai miei figli d’avere un futuro, e magari anche un’occupazione, per loro che hanno ormai quasi trent’anni di media, con una laurea in tasca e nessun futuro all’orizzonte e sono costretti a dormire sino alla tarda mattinata, per cercare di dimenticare che non hanno nulla da fare!