L’EMERGENZA AUTOSCALE NEL CORPO NAZIONALE
Il problema della disponibilità delle autoscale nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco non è più episodico, ma strutturale, e negli ultimi anni ha assunto dimensioni tali da compromettere l’efficienza del dispositivo di soccorso tecnico urgente su tutto il territorio nazionale.
A fronte di un parco mezzi complessivo di circa 370 autoscale, l’età media risulta ormai avanzata e oltre 140 di queste hanno superato i venti anni di servizio. Si tratta di mezzi sottoposti a usura costante, impiegati in scenari complessi e gravosi, che richiederebbero programmi di sostituzione pianificati e non interventi emergenziali. Di fatto, le autoscale realmente operative sono circa 200, con inevitabili ricadute sull’organizzazione dei turni, sulla copertura territoriale e sulla tempestività degli interventi. Le 60 autoscale acquistate recentemente e presentate nel gennaio 2023 come segnale di rilancio del parco mezzi rappresentano certamente un passo avanti, ma non sono sufficienti a colmare il divario accumulato negli anni. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: continui spostamenti di mezzi da un Comando all’altro, assetti territoriali temporaneamente scoperti, ricorso sistematico a soluzioni tampone che non possono garantire stabilità né programmazione.
Il fabbisogno è chiaro e non più rinviabile. Servirebbero almeno 50 nuove autoscale nel breve periodo e ulteriori 50 nel medio termine, per un investimento complessivo stimato intorno ai 50 milioni di euro. Una cifra importante, ma proporzionata alla rilevanza strategica di questi mezzi, indispensabili per interventi in quota, soccorso a persone, incendi in edifici multipiano e scenari urbani complessi. Parlare di autoscale significa parlare di vite umane.
A rendere ancora più critica la situazione vi è una cornice normativa superata. La circolare del 2015 che stabilisce i numeri minimi di autoscale sul territorio necessita di una revisione urgente. Prevedere una sola autoscala per Comando, salvo limitate eccezioni nelle aree metropolitane, non tiene conto dell’estensione delle province, dei tempi di percorrenza reali, della conformazione orografica e della crescita verticale dei centri urbani. Un mezzo unico su un territorio vasto non rappresenta una garanzia, ma un punto di vulnerabilità. In caso di contemporaneità di interventi o indisponibilità tecnica del mezzo, l’intero dispositivo entra in sofferenza, con evidenti rischi per l’efficacia del soccorso e per la sicurezza degli operatori.
La situazione è vissuta con crescente preoccupazione in tutti i Comandi. Gli operatori sono chiamati quotidianamente a garantire standard elevati di professionalità con dotazioni spesso insufficienti o obsolete. Non si può continuare a chiedere efficienza senza assicurare strumenti adeguati.
Chiediamo con forza che la politica e i vertici del Dipartimento affrontino questa criticità con un piano straordinario di investimento e con una revisione organica dei criteri di distribuzione delle autoscale sul territorio nazionale. La sicurezza dei cittadini e degli operatori non può essere affidata alla fortuna o alla disponibilità occasionale di un mezzo proveniente da un altro Comando. Serve programmazione, serve visione, serve responsabilità.
il Coordinamento Nazionale USB Vigili del Fuoco