L'Aran continua con l'ostruzionismo

La RdB-Cub risponde con la mobilitazione

 

 

Roma -

Lavoratori,

nel corso della trattativa all’Aran, nonostante ci si aspettasse una risposta concreta rispetto alle arcinote rivendicazioni salariali, ci si è ritrovati davanti l’ennesima presa in giro.

In sostanza l’Aran ci ha informato di essere impegnata a convincere il Governo ad assecondare un escamotage tecnico-contabile che permetta di considerare un più ampio monte salari così da garantire un ulteriore aumento di risorse per il rinnovo contrattuale.

Il tentativo di rispondere tecnicamente ad un problema di tipo politico ha suscitato la nostra perplessità; infatti, le dichiarazioni dell'Aran, quelle cioè di aver preferito non prospettare con una tabella sintetica gli effetti di tale sforzo per evitare sgomento indignazione dalla parte sindacale, ha dato ancor più forza alle nostre rivendicazioni.

A tali affermazioni la delegazione RdB-Cub ha rigettato il modello di relazioni sindacali contestando fortemente il modo di portare avanti la trattativa abbandonando il tavolo negoziale e rifiutando anche la proposta di affrontare le questioni normative, che seppur importanti, rivestono un ruolo secondario rispetto all’emergenza salariale.

Nel frattempo, alla notizia che all'Aran non c'era stata data alcuna risposta concreta in termini economici, l‘assemblea che si stava svolgendo in contemporanea presso il comando di Roma, si è immediatamente portata a ridosso di Palazzo Chigi chiedendo di incontrare l'unico vero titolare della trattativa in grado di sbloccare la vertenza in atto: la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il risultato di tale iniziativa ha portato all'incontro con la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Funzione pubblica, disponibili ad individuare nel più breve tempo possibile le risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto.

Inoltre, nella stessa giornata abbiamo incontrato il rappresentante del dipartimento della sicurezza di Alleanza Nazionale On. Filippo Ascierto il quale, ascoltate le nostre richieste, ha dato piena disponibilità a adoperarsi in prima persona per aprire un tavolo di confronto all'interno della coalizione di Governo, per valutare sin da subito la nostra proposta di sospendere la discussione del DDL di trasformazione del rapporto di lavoro, e utilizzare i fondi per questo contratto.

Di fatto le perplessità sulla trattativa, erano già state annunciate il giorno prima dallo stesso Capo Dipartimento pref. Morcone che, incontrando le organizzazioni sindacali rappresentative, ha voluto esplorare se sul piano normativo era possibile trovare un punto di incontro. Anche in questo caso la RdB-Cub, ha ribadito che sulla piattaforma contrattuale presentata più di due anni fa all'Aran, sono ricomprese le rivendicazioni dei lavoratori sul piano normativo, a partire da quella più volte proposta del ruolo logistico, che garantirebbe una volta per tutte, di superare il decreto ministeriale sulle inidoneità fisiche concertato da CGIL CSIL e UIL e rivelatosi fortemente penalizzante per il personale.

Si è chiesto infine, l'eliminazione definitiva dell'area A, previa trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato di tutti i lavoratori coinvolti, nonché l'immediata valorizzazione economica di tutto quel personale operativo impegnato nelle attività di soccorso e l'istituzione di altre indennità per il personale previste peraltro da alcune norme vigenti.

Continuano le mobilitazioni

Sciopero nazionale il 30 gennaio