La via crucis per diventare capo squadra

Torino -

Ma questa riforma, questo ordinamento, questo comparto non doveva essere l’eldorado per i Vigili del Fuoco?

 

Abbiamo perso le RSU, abbiamo acquistato i gradi para-militari, non abbiamo incrementato l’organico e ne acquisito competenze, solo grazie al rinnovo contrattuale firmato da colleghi che ci rappresentano in modo responsabile e lungimirante (vista la caduta del governo Prodi) è arrivato qualche soldino in più in busta paga altro che comparto.

 

A tutto questo e molto altro, oggi si aggiunge anche l’odissea per i passaggi di qualifica!

 

Ricordiamo ai colleghi distratti che il passaggio a capo squadra di tanti troppi volontari e la semplicità del loro percorso e del loro rapporto con il CNVVF è dettato dal fatto che LORO (i volontari) sono ancora inquadrati e restano inquadrati con il sistema privatistico e non assoggettati come NOI permanenti al regime pubblicistico, imposto da questa riforma e da questo comparto, ma soprattutto da questo assurdo ridicolo tentativo di equiparazione alle altre forze che operano nel campo della sicurezza di questo bel paese.  

 

Ieri per diventare capo bastava l’anzianità di servizio di circa una quindicina d’anni e la voglia di far le valige e andar fuori casa; oggi 15anni non bastano, serve anche qualche corso e la stessa valigia di prima! bella conquista.

 

Ma la vera chicca di tutto il sistema è il passaggio di qualifica per il restante 40% del personale vigile che abbia almeno 6 anni di servizio e un numero (per ora non preciso) di corsi di formazione fatti negli ultimi anni! Ma attenzione! Tanto per fare un esempio, hanno inserito l’abilitazione alla guida con la patente di  4^ categoria, forse per dare un contentino anche a coloro che al momento delle discussioni su come distribuire le poche risorse del FUA, non vengono mai presi in considerazione, nonostante il tipo di impiego al qual vengono sottoposti.

 

Aspetto incredibile è il percorso formativo del personale (compreso quello amministrativo); i Dirigenti della periferia, opportunamente sollecitati da Funzionari che devono avere una bella pagellina, ottenibile anche attraverso la direzione dei corsi di formazione, anche ben pagati, si inventano i più svariati corsi tutti opportunamente al di fuori di quanto indicato dal Dipartimento, sul percorso formativo previsto per tutto il personale e soprattutto dal LIF, infatti basta poi guardare i corsi necessari sia per il punteggio che per la preselezione necessaria al passaggio a CS/CR (ma di quest’ultima figura non se ne parla più? altra cosa da rivedere, l’ennesima, del nuovo ordinamento), e confrontarli con le programmazioni didattiche degli ultimi anni nei vari Comandi e Direzioni Regionali. Quel LIF che pochi Comandi e Direzioni stanno usando, nascondendosi dietro al malfunzionamento del programma; però SO115, GAC, Statistica, ecc non funzionano bene ma li “dobbiamo” usare ugualmente! e non abbiamo mai notato tutta questa discrezionalità nelle circolari del Dipartimento sull’uso di tutti questi applicativi. 

 

Ora che siamo al dunque in alcuni Comandi sono stati avviati i corsi per i “rimandati a settembre”, corsi per pochi eletti ovviamente, corsi poco pubblicizzati a cui è stato dato l’accesso a pochi intimi, mentre in altri Comandi tutto tace.

 

Quel che appare stano ed incomprensibile è come questi Comandi possano modificare la loro pianificazione didattica senza riaprire il tavolo di contrattazione sindacale e ancor più strano e incomprensibile è capire il ruolo in tutto questo delle Direzioni Regionali, opportunamente distratte o cieche quando fa comodo.

 

Ma chi autorizza questi corsi??

 

Ma non sarebbe più logico monitorare il territorio, verificare chi ha e chi non ha il “pacchetto formativo base” e concordare in sede di contrattazione regionale l’accesso a sto benedetto concorso da CS con riserva per il 40% ed avviare un percorso preferenziale concordato, per il personale che in questi anni NON ha avuto la possibilità di accedere alla formazione?

 

L’RdB\CUB invita tutti i colleghi che ritengono di non aver avuto la possibilità in questi anni di accedere a qualsivoglia percorso formativo di porgere istanza al proprio Dirigente, chiedendo la possibilità di poter essere formato in tempo utile per l’accesso a questo passaggio di qualificafrutto di questo comparto sicurezze e della riforma.  

 

Alleghiamo alla presente qualche lettera che i delegati RdB\CUB locali hanno inviato ai propri Dirigenti e ai Direttori Regionali per sollecitare il rispetto del LIF, della formazione base e delle pari opportunità per tutti i lavoratori del CNVVF.

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