LA "CASERMA" NON S'HA DA FARE.

GRAZIE A: REGIONE LOMBARDIA, PROVINCIA E COMUNE DI LECCO ED AL PARCO ADDA NORD

Lecco -

Lavoratori,

perché ringraziare? Perché potremmo festeggiare i 60 anni della sede operativa dei VIGILI DEL FUOCO di Piazza Bione 12; infatti nella conferenza dei servizi “decisoria” di venerdì 23 gennaio 2015, dove si discuteva della realizzazione della nuova SEDE OPERATIVA (“CASERMA”) dei Vigili del Fuoco di Lecco, presso il Provveditorato delle Opere Pubbliche di Milano, tutti questi Enti hanno dato il loro parere contrario alla realizzazione dell’opera in quanto…. E ognuno ha dato la sua giustificazione.

Regione Lombardia (ma Roberto Formigoni figlio dell’Ufficiale delle Repubblica Sociale Italiana di Salò che ordinò la fucilazione dei partigiani a Casatenovo Valaperta, non è nato a Lecco e ogni tanto viene a trovare la sorella e suo cognato Giulio Boscagli?) ha detto che essendo quello un luogo unico in Lombardia la caserma verrebbe costruita in zona non densamente edificata… e altre decisioni dell’Ufficio Direzione Ambiente.

La Provincia di Lecco, attuale proprietaria della caserma di Piazza Bione, ha dato il suo parere contrario motivandolo con il fatto che l’Area e affacciata su una strada provinciale ed in prossimità di due curve creando problematiche di sicurezza durante l’uscita degli autoveicoli di soccorso; ma in prossimità di una curva il conducente di autoveicoli non rallenta la marcia visto che siamo in ambito urbano, tra l’altro?

Prima di parlare del comune di Lecco, dove a primavera ci saranno le elezioni del sindaco (si è apertala campagna elettorale!!!), vediamo il parere contrario dell’Ente Parco Adda Nord; l’ingegnere relatore ha esordito dicendo che hanno avuto poco tempo a disposizione per esaminare la documentazione su cui dovevano dare il loro parere (solo 10 giorni). Ebbene in soli 10 giorni di esame della documentazione (!?) il Parco Adda Nord ha trovato ed elencato ben 13 punti dove esordiva sempre con “la documentazione presentata è carente….bla, bla, bla, ecc., ecc.”. Di questi 13 punti ben 3 o 4 riguardano il pontile di attracco delle imbarcazioni VF che servono a portare in salvo chi non è più in grado di tornare a riva con l’imbarcazione. Ci domandiamo quante altre osservazioni avrebbero potuto fare agli elaborati grafici presentati se avessero avuto più tempo a loro disposizione.

Dulcis in fundo il comune di Lecco; prima dell’ingresso in Sala alcuni rappresentanti si sono defilati facendo dichiarazioni del tipo ”non ho pratiche di prevenzione incendi” oppure a domanda ”siete del comune… quindi dalla nostra parte suppongo” l’interlocutore si lasciava sfuggire un’esclamazione “AIUTO”!!!

In rappresentanza del sindaco Brivio, un noto ingegnere lecchese in veste di assessore.

Il rappresentante tecnico del comune esordisce dicendo che due delibere della giunta comunale hanno dato il loro parere negativo alla realizzazione dell’opera (la caserma) vista la localizzazione urbanistica in un terreno demaniale (una volta) che ora, con decreto del Ministro dell’Ambiente, sdemanializzato e di proprietà del Ministero dell’Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile per la REALIZZAZIONE DELLA SEDE VF DI LECCO.

Ma allora uno si chiede: perché è stata scelta quell’area? Perché l’allora sindaco leghista Dott.ssa Faggi (ma l’attuale governatore della Lombardia non è della Lega Nord?) ha detto che andava bene l’area e la localizzazione. Vedete che come cambia sindaco (carica politica) cambia l’opinione e anche i tecnici (dipendenti del comune) cambiano il parere pur rimanendo in vigore le norme tecniche/urbanistiche.

Il delegato del sindaco, appartenente ad Appello per Lecco che sostiene(?) il sindaco Brivio, tramite il portavoce Corrado Valsecchi (che lavora in ECO NORD che ha l’appalto per il ritiro dei rifiuti a Lecco), rincara la dose dicendo che il sottosuolo dell’area va bonificato, senza sapere che la caserma verrebbe edificata su fondamenta palificate (non conosce neanche il progetto), in quanto quell’area è stata per anni la discarica di Lecco e tutto il terreno è di riporto! Mette quindi in discussione tutta la progettazione fatta da consulenti esterni all’Amministrazione dell’Interno e pagati dai contribuenti italiani.

Quindi il comune di Lecco, nella figura dei tecnici presenti, dicono che dovevamo quasi ringraziarli per non dare un parere favorevole se la caserma non verrà realizzata, perché pensa alla salute dei lavoratori VF che non lavoreranno sopra un’area contaminata da chissà quali materiali inquinanti provenienti dal territorio del comune di Lecco (forse amianto? Forse terre di industrie galvaniche quali fanghi contenenti cianuri?) e lì depositati negli anni 60 e 70.

Ma le indagini geognostiche e geologiche svolte, sono servite a nulla? Inoltre conclude il tecnico comunale che non è stata presentata la documentazione circa i sottoservizi (tubazioni tipo luce, acqua, gas, fognatura, ecc.).

In conclusione il comune di Lecco, chiamato ad esprimersi tecnicamente sul progetto, risponde politicamente che la caserma lì non la vuole e la vuole in altra zona tipo l’area di Piazza Bione attualmente occupata da linee Lecco.

Quella era la prima ipotesi che il Ministero dell’Interno aveva paventato al comune di Lecco; il comune in risposta positiva affermava che Linee Lecco si doveva spostare nell’ex cava Mossini di Pescate!! Correva l’anno 1992!!! Dove sono le Linee Lecco attualmente ?? Sempre LI’!!!!

Altre volte il comune di Lecco si è espresso sulla caserma dei pompieri; il sindaco Bodega dichiarava che era favorevole al decentramento e si poteva fare la caserma a Civate nell’ex BLACK & DECKER!!!!!!

I pompieri avevano anche cercato un’area in un comune limitrofo; ma a Valmadrera l’allora minoranza della giunta comunale aveva detto no alla caserma. Problemi di inquinamento ambientale ed acustico (il rumore delle sirene che alle ore 8 e ore 20 durante il cambio turno di servizio).

A nulla sono serviti i volantini, gli articoli, i servizi della RAI Lombardia; i pompieri possono riamnere dove sono; il comune di Lecco ha altre priorità.

Restaurare l’ex cinema Lariano che l’allora giunta leghista ha pagato quasi un miliardo di lire ad un noto imprenditore/costruttore lecchese8proprietario dello stabile) che ha restaurato l’edificio a fianco destinandolo a civile abitazione e lasciando in abbandono quell’edificio facendo un grosso affare;

Mettere le telecamere e afre entrare a 5€ al giorno chi vuole raggiungere i binari del treno con le valigie;

Costruire il porto turistico alle Caviate;

Completare il Palazzo di Giustizia(da quanti anni è così??) pagando un affitto ad un privato che ha ristrutturato uno stabile in abbandono;

……. E potremmo continuare con altre grandi opere.

Quest’ Organizzazione Sindacale di Base USB VF di Lecco ritiene che non si possa utilizzare la politica per obbligare i tecnici a dare pareri in base a chi li retribuisce; il provveditorato alle Opere Pubbliche ha sottolineato il fatto che si tratta di un’opera che ha aspetti di obiettivo strategico riguardante la sicurezza pubblica.

NIENTE!!! EN PLEIN di PARERI CONTRARI!!!!!??????

I POMPIER SI SONO ESTINTI!!!

Forse che lì “deve” sorgere un’albergo, un auditorium, una tribuna sportiva,……??????

Ah, dimenticavamo che la Sovrintendenza per i beni archeologici vuole chelo scavo sia “assistito” perché….forse…. si potrebbe trovare qualche reperto tipo ::::”pitale”….o lavandino d’epoca???

La Sovrintendenza ai beni architettonici ha chiesto ulteriori documenti; ma forse è un bene tutelato la caserma di Piazza Bione che a dicembre 2015 soffierà su 60 candeline!!!!

Adesso una provocazione….. e ancora grazie a tutti gli enti sopra richiamati che non sono Ufficiali di Polizia Giudiziaria come il personale vigile del fuoco:

Se tutto quello che abbiamo scritto non corrisponde al vero…. DENUNCIATECI, SMENTITECI, insomma diteci che abbiamo detto delle falsità come hanno detto in conferenza dei servizi determinati personaggi.

A NOI vigili del fuoco l’unica ricompensa a cui teniamo è il GRAZIE delle persone ed il SORRISO della gente quando riusciamo a dare loro un pò di serenità.

Per cui cari cittadini e contribuenti lecchesi (intesi come abitanti di tutta la provincia dalla Brianza a Colico) preparatevi a ritornare indietro come quando la sede VF di Lecco era un distaccamento di COMO; l’amministrazione dell’Interno, visti gli esiti della conferenza dei servizi, potrebbe decidere di chiudere gli uffici e quindi dovreste andare a Como per consegnare una pratica di prevenzione incendi, per chiedere una copia di un rapporto d’intervento, per presentare tutta una serie di altri documenti per chiedere i corsi di formazione alle aziende…ecc…ecc…

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