ITALIA - PCM personale di serie "A" - Vigili del fuoco personale di serie "B"

Nazionale -

Alcune volte sembra di essere in mondi diversi come in Svizzera. L’Italia è una ma con una bilancia dai pesi e dalle misure alquanto diversi, specialmente in un momento come questo, così delicato per tutti gli italiani, nonostante le rassicurazioni che ogni giorno vengono date dalla classe politica ma che puntualmente i media con i dati alla mano rendono sempre più improbabili e precarie. D’altra parte ogni giorno la massaia che si reca al mercato o al supermercato si rende conto che giorno per giorno è sempre più difficile portare avanti il proprio menage familiare. I prezzi salgono alle stelle e mantenere costante il proprio tenore di vita è sempre più difficoltoso. Si devono fare rinunce sempre più pesanti. Ieri si è rinunciato alla vacanza, oggi all’automobile per recarsi in ufficio, domani anche alla gita fuori porta, ed andando avanti così fino alla pizza sotto casa al sabato sera. E’ questo un quadro che certo non da una spinta positiva all’uomo qualunque, al cittadino medio che dopo tutto conduce una vita tranquilla e che vorrebbe continuare a fare almeno questo. Ovvero una vita non esagerata ma compensata con qualche nota positiva una tantum e non alla rinuncia totale o quasi totale di tutto. E proprio con l’avvicinarsi del Natale, che sotto l’albero, ci saranno regali anche per gli impiegati statali, ma solo per alcuni. Anche se i benefici non saranno disponibili e spendibili in occasione delle feste, la decisione per materializzare e quantificare il tutto sarà presa nel giro di qualche settimana. Scendendo nel particolare, il personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a fronte di un aumento di sole due (2) ore settimanali da  36 a 38, avrà un incremento stipendiale tra 600 e 900 euro di indennità mensili. Mentre per i Vigili del fuoco gli aumenti sono praticamente sempre molto irrisori, di pochi euro o addirittura assenti, nonostante la professionalità del personale operativo tecnico ed amministrativo. Personale che rischia tutti giorni la vita per la sicurezza e la difesa della popolazione. Quello che sconcerta e rende basiti e sbigottiti è che personale della Protezione Civile in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sarà fra i destinatari di questo cospicuo aumento mensile come la PCM tutta. Questa è l’Italia che va a due velocità per un servizio che viene frammentato e diviso fra Corpo Nazionale VVF e Protezione Civile PCM. Penso che queste strutture debbano essere unificate una volta per tutte al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza in entrambe le amministrazioni per consentire ai lavoratori tutti di avere stipendi allineati agli standard europei ed avere una vita dignitosa. Ed oltretutto il trattamento economico dovrebbe essere esteso a tutto il Pubblico Impiego per una giusta ed equa ripartizione delle risorse economiche di tutto il paese Italia.  

 

Qui di seguito l’articolo de: Il Messaggero “Presidenza Consiglio, per i dipendenti orario di 38 ore e 600 euro di indennità” di Pietro Piovani  

ROMA (26 novembre) – Un’indennità mensile che in media ammonterebbe a oltre 600 euro, ma che per i funzionari più alti in grado può arrivare anche a 900 euro. È la ricompensa che dovrebbero ricevere i 2.500 dipendenti della Presidenza del Consiglio, in cambio di un allungamento dell'orario di lavoro settimanale: 38 ore, anziché 36 come per gli altri ministeriali. Così ha disposto il governo nella sua direttiva per il rinnovo dei contratti nazionali. Il cambiamento dunque dovrebbe avvenire quando sarà firmato il nuovo contratto, cosa che dovrebbe avvenire nel giro di qualche settimana. In realtà, per i lavoratori di Palazzo Chigi e delle altre sedi presidenziali non si tratterebbe di una novità assoluta. Già da qualche anno il 90 per cento del personale ha adottato volontariamente un orario prolungato di 39 ore e quaranta minuti, ottenendo in cambio una consistente indennità. Si potrebbe dunque dire che il nuovo contratto comporterà una riduzione dell'orario, se non fosse che fra il vecchio e il nuovo regime si segnala una differenza sostanziale: oggi la settimana di 39 e passa ore è solo un’eventualità, nel senso che il dirigente «può chiedere» all’impiegato di lavorare un po’ di più ma può anche non chiederlo; domani invece le 38 ore diventeranno un obbligo da rispettare tutte le settimane. Per il dipendente resta comunque la possibilità di non aderire al nuovo orario, rinunciando all'indennità. Le risorse con cui si pagano i 600 euro medi sono grosso modo le stesse con cui fino a qualche anno fa venivano pagati gli straordinari. In passato infatti i dipendenti della Presidenza erano gli unici a poter contare su una rilevante voce aggiuntiva in busta paga legata alle ore lavorate in più. Il passaggio dal sistema degli straordinari a quello dell’indennità fissa forfettaria arriva quasi in coincidenza con l’installazione dei tornelli per controllare le presenza. Anche per questo la Cgil  (che alla Presidenza è esclusa dalle trattative, non avendo un sufficiente numero di iscritti e di voti) commenta la notizia con sarcasmo: «Al “personale caro” può essere riconosciuta una sorta di indennità-tornello», commenta il segretario della Fp-Cgil Carlo Podda.«Mi chiedo se non debba essere estesa a tutti gli altri lavoratori». Alle dichiarazioni della Cgil ha replicato il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, ricordando che questa indennità non farà aumentare la retribuzione complessiva media dei dipendenti della Presidenza, visto che utilizzerà risorse già esistenti per altre voci della busta paga. Va detto che la cifra finale dell’indennità non è ancora stata concordata con precisione. Dovranno discuterne l’Aran (in rappresentanza del governo) e i sindacati. È probabile che al tavolo della trattativa l’Aran provi a utilizzare solo una parte delle risorse disponibili per premiare l’allungamento dell’orario, proponendo di destinare i soldi restanti per incentivare la produttività. Oltre all’indennità il nuovo contratto prevederà il normale aumento di stipendio, con una rivalutazione pari al 3,2% rispetto al salario attuale.

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