IL MESSINESE A RISCHIO EMERGENZA MENTRE GRAZIE AL RIORDINO NON RIUSCIAMO A FARE LE PARTENZE

GRAZIE AI SINDACATI “FIRMAIOLI” LA PROVINCIA È IN GINOCCHIO

Messina -

 

Lavoratori,

era il 25 ottobre del 2007 quando dopo un violento temporale, una valanga di fango aveva invaso il messinese; i danni alle cose furono elevati ma non vi furono vittime. La circolazione ferroviaria sulla linea Messina-Catania rimase interrotta fino al 10 novembre. In quell'occasione furono molti gli abitanti a denunciare il pericolo di nuovi crolli e smottamenti fino all'11 dicembre 2008 dove un altro allarme maltempo si abbatte su questa provincia.  

L’allora sottosegretario Guido Bertolaso indicò nell'abusivismo edilizio una delle concause di quanto avvenuto. La procura di Messina, al tempo, aprì un'inchiesta per disastro colposo.

 

  • l'abbandono del territorio in termini di coltivazione agricola e gestione forestale;
  • l'intensificarsi degli eventi di piogge torrenziali;
  • l'estrema lentezza burocratica nella definizione e messa a punto dei piani di protezione ambientale e di messa in sicurezza del territorio;
  • l'errata o carente valutazione delle aree a rischio: Giampilieri, ad esempio, non era compresa in tali elenchi;
  • la riduzione delle dotazioni finanziarie occorrenti allo scopo.

Sono tra le tanti principali ragioni che portarono a quel disastro. E poi arrivò l'alluvione di Messina del 2009 che è stata una calamità naturale verificatasi in un'area ristretta della Sicilia nord-orientale causata da un violento nubifragio, iniziato nella serata del 1º ottobre 2009 e durato tutta la notte fino al mattino del giorno successivo. Il nubifragio ha provocato lo straripamento dei corsi d'acqua e diversi eventi franosi, a cui è seguito lo scivolamento a valle di colate di fango e detriti.

 

L'evento ha colpito una zona immediatamente a sud della città di Messina. I centri più colpiti furono: Scaletta Marina, nel comune di Scaletta Zanclea e diverse località del comune di Messina: Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo. Si sono avuti anche ingenti danni nella frazione di Guidomandri Superiore e nelle altre località del comune di Scaletta Zanclea e nel comune di Itala.

Il disastro è avvenne in una zona a elevato rischio idrogeologico, già colpita in precedenza da eventi franosi e alluvionali. Secondo l’allora Dipartimento della Protezione Civile, in alcune delle zone colpite caddero fino a 220/230 millimetri di precipitazioni nell'arco di 3-4 ore.

La portata dei danni, alle prime luci dell'alba, si rilevò preoccupante e più seria del previsto: numerose le vittime sepolte sotto il fango, incerto fu per molto tempo il numero dei dispersi (oggi sappiamo che vi furono 23 morti e 40 dispersi, 29 feriti ricoverati e 564 sfollati ospitati negli alberghi della zona).

Potremmo continuare a descrivere quei periodi vissuti da noi non soltanto come messinesi ma anche come operatori del soccorso praticamente inermi di fronte ad un tale disastro. Ma ad oggi non riusciamo ad immaginare un tale scenario affrontato con le forze, ormai ridotte al lumicino, di cui dispone la macchina del soccorso qui in provincia.

Ad oggi, colpa le scellerate scelte politiche al ribasso, nella provincia di Messina si conta su troppe poche forze… siamo in emergenza costante nel solo tentativo ordinario di resistere quotidianamente alle richieste di soccorso. Il tutto mentre la Sicilia diventa, in questi giorni uno scenario di roghi.

Grazie ai sindacati “firmaioli” che hanno firmato il riordino che di fatto distrugge tutta la provincia a pagarne il prezzo saranno i cittadini che ogni giorno saranno sempre meno salvaguardati.

 

LAVORATORI CANCELLATEVI DA QUESTE SIGLE “FIRMAIOLE” CHE SOSTENGONO CHI A ROMA HA DECISO LA MORTE DEL SOCCORSO TECNICO URGENTE. QUESTI “CIARLATANI” VI ILLUDONO E FIRMANO DOCUMENTI “FALSI” PER SALVARE LA LORO POLTRONCINA DI PERIFERIA. USB È L’UNICO SINDACATO CHE NON HA FIRMATO IL RIORDINO… GLI ALTRI VI PRENDONO PER I FONDELLI!!!

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