IL FUTURO DEI SAF 2B E' IL FUTURO DEI VIGILI DEL FUOCO

 

Lavoratori, a distanza di un mese dalla famigerata ed inutile riunione del 9 marzo, vogliamo parlarvi ancora dei SAF 2B, ma non solo, vogliamo parlarvi del futuro del Corpo Nazionale. Troverete in allegato una richiesta chiara, semplice, indirizzata all’amministrazione per avviare un percorso di riconoscimento di questa categoria di lavoratori. Perché è importante fare questo?

Concediamoci un minimo di astrazione e valutiamo la situazione attuale: nel Corpo nazionale sono nate negli anni molte “specialità”, vedi SAF appunto, NBCR, TPSS, SA, GOS, TAS, ecc.. , ma mai per nessuna è stato previsto un inquadramento particolare o un riconoscimento economico specifico. Nascono dunque una serie di legittimi dubbi:

  • si vuole specializzare tutti per non specializzare nessuno?
  • Quale fine si prevede per questa miriade di specialità?
  • Si crede davvero che si possano individuare tanti percorsi diversi da far seguire a tutti?
  • Possiamo davvero credere nei superuomini?

Il mito del superuomo è passato da un secolo, dunque non è possibile concentrare tante “conoscenze/capacità” in una sola persona. C’è la necessità di indirizzare la formazione su percorsi certi, creando progetti credibili, evitando di disperdere energie e soprattutto trovando la strada che motivi veramente il lavoratore. Crediamo essenziale aver chiaro da subito l’impegno di spesa che comporterà una data scelta, i tempi di realizzazione che questa richiede, le possibilità del futuro mantenimento e soprattutto le potenzialità di sviluppo e relativo inquadramento di una eventuale specialità.

Quindi non si parla solo del futuro dei SAF 2B, in senso lato si parla di tutto il Corpo Nazionale. Se non riconosciamo il valore di un percorso come quello dei SAF 2B che richiede come minimo 7/8 anni di impegno continuo, un investimento di migliaia di euro da parte dell’Amministrazione, per raggiungere una preparazione ad alto livello quale è quella di un aerosoccorritore, quale futuro potremo aspettarci per tutti noi?

Il ricorso al TAR promosso da alcuni lavoratori SAF 2B dimostra il livello di scontento che in categoria ha raggiunto il limite. La frustrazione di non vedersi riconoscere nulla per il maggiore impegno e il maggiore rischio (vedi indennità di volo) ha determinato questa scelta. Il TAR non ha accolto le motivazioni dei lavoratori perché la nostra Amministrazione gli ha dato, non può essere diversamente, validi supporti a sfavore dei SAF 2B.

Quando si sentenzia che i SAF2B sono solo dei trasportati, viene spontaneo domandarsi perché allora sono ancora a bordo degli elicotteri? …Cosa ci stanno a fare? …Zavorra?

La circolare Pini ci toglie ogni dubbio, ci riferiamo alla n°0003589 del 25/03/2011, nella quale si prende immediato spunto dal responso del TAR per ribadire che i SAF2B , circolare che arriva con una solerzia impressionante, forse perché la sentenza era a favore dell’Amministrazione (permetteteci la polemica), stessa sorte non capita quando le sentenze l’Amministrazione le perde, come quella sui capi squadra, non si osserva la stessa solerzia… chiusa parentesi, tornando alla circolare, si scrive:

[ … La pretesa dei ricorrenti di ottenere per via giudiziaria il riconoscimento di siffatta “specialità” è, peraltro, inammissibile. Ed invero, ammesso anche che i ricorrenti svolgano compiti in qualche modo corrispondenti a quelli di “aerosoccorritore”, non può l’autorità giudiziaria sostituirsi all’amministrazione nella valutazione della relativa professionalità, ovvero obbligarla ad adottare atti che impingono profili di organizzazione, in assenza di una fonte normativa o pattizia che abbia regolato: i requisiti di accesso al corso abilitante, la dotazione organica e le modalità per assicurarne la sua copertura permanente, i compiti e le funzioni degli aerosoccorritori nonché la loro attività operativa; e che abbia, altresì, indicato la relativa copertura finanziaria … ]

Le parole sono importanti, “in qualche modo” è grossolano ed offensivo (in qualche modo si porta a spasso un cane), non si soccorre una persona appesi ad un verricello sospesi ad un AB 412! L’approssimazione, la superficialità con cui il Capo del Corpo affronta l’argomento è sintomatico di un atteggiamento schizzo frenico.

Le contraddizioni sono tante, i paradossi all’ordine del giorno. In questa circolare c’è tutto, c’è il fallimento di un progetto, c’è l’inettitudine della nostra Amministrazione. La stessa che si fa scudo con le proprie mancanze, parla di piante organiche, di requisiti di ammissione, di compiti e funzioni … ma di cosa parla?

Le funzioni sono chiare, i compiti anche, per quanto riguarda la copertura la offre le convenzioni regionali, la pianta organica è strutturata presso ogni direzione, poi i requisiti sono anch’essi chiari, c’è un percorso ben definito. In tutto questo, mentre la nostra Amministrazione è impegnata a difendersi dalle cause dei propri dipendenti il Soccorso Alpino che ha l’idee più chiare di noi Vigili del Fuoco, si accaparra convenzioni al giro per l’Italia e ci mette in angolo a leccarci le ferite. Non vogliamo la guerra con il Soccorso Alpino, non ci interessa, ma vogliamo veder riconosciute le nostre competenze, vogliamo poter dare al cittadino un servizio con costi minori e di qualità. Il “volontariato” spesso ha costi maggiori che paga tutta la comunità, quindi poter offrire al cittadino un servizio ad alta professionalità è un nostro dovere. Lasciare campo ad associazioni diverse non è responsabile e può nel lungo periodo creare grave danno a tutto il dispositivo di soccorso in questo Paese.

In definitiva i SAF 2B devono avere un riconoscimento, in primis giuridico, l’iscrizione all’albo dell’ENAC degli aerosoccorritori potrebbe aiutare, poi il riconoscimento si deve tradurre in denaro, vedi indennità di volo.

La situazione dei SAF 2B oggi è paradossale, niente indennità supplementari, però in compenso li si obbliga ai mantenimenti, alle visite specialistiche, che rischiano di porli fuori dall’operatività ordinaria con conseguente danno emotivo ed economico, inoltre li si obbliga a turni che rendono più complesso usufruire delle ferie e dei permessi limitando di fatto la loro vita privata e li si sottopone al rischio connesso al volo. Tradotto: a fronte di tanto impegno, tanti oneri e nessun onore.

Abbiamo visto in TV i vertici, dirigenti del Corpo, parlare di come l’alta professionalità dei Vigili del Fuoco risolveva problemi, ci riferiamo al caso Costa Concordia, ma è solo l’ultimo in ordine di tempo, stessa cosa era avvenuta per le varie alluvioni, per il terremoto e via di seguito. Hanno sfoggiato i loro migliori sorrisi grazie all’abilità e alla professionalità di molti lavoratori del Corpo Nazionale.

Però a telecamere spente, una volta tornati ai loro uffici non sono stati capaci di riconoscere il nostro vero valore, anzi sono stati i primi a denigrare il nostro lavoro, considerandoci niente più che manovali del soccorso. Pagati da operai, nemmeno specializzati. Noi facciamo soccorso tecnico urgente, siamo tecnici e professionisti del soccorso.

Con quale forza contrattuale ci porremo domani davanti ai tavoli di un futuro Governo per chiedere un giusto riconoscimento economico, quando proprio voi per primi (vertici del Corpo Nazionale) non volete riconoscere nulla a chi si impegna per migliorarsi, raggiungendo livelli di alta specializzazione?

L’esempio sono proprio i SAF 2B. Se a loro non verrà riconosciuto nulla, quale speranza ci sarà per tutti noi di aspirare ad un futuro migliore, fatto di crescita professionale ed economica.

Basta con questa mentalità che porta tutti a livellarsi verso il basso, tutti specializzati, nessuno specializzato è una idiozia. Non vogliamo diplomi, vogliamo in caso brevetti, non vogliamo medaglie ma soldi. Non vogliamo sentirci dire che questo attiene alla politica, perché è una menzogna, la responsabilità di questa situazione è della dirigenza attuale e di quella passata, perché non sono stati capaci di scommettere su un moderno Corpo Nazionale, ma su una accozzaglia di specialità date come “premio”, lottizzate a volte da alcuni sindacati, per un gioco a punti, che doveva portare ad una brillante carriera da capo squadra. Abbiamo visto tutti come è andata a finire.

La storia dei SAF 2B è emblematica perché è il fallimento di una idea, è la prova della poca considerazione che l’Amministrazione ha per noi della truppa.

Siamo disponibili a discutere della bozza SAF 2B, ma prima bisogna avere le idee chiare su chi siamo e dove vogliamo andare. Se i SAF 2B verranno considerati dei semplici trasportati, dei vigili come tutti, allora avremo veramente fallito, perché non ci saranno speranze per nessuno di crescere all’interno di questo Corpo.

Concludiamo con una riflessione: ci vogliamo veramente differenziare dalla componente volontaria? Vogliamo essere veramente la componente professionista? Allora riconosciamo le professionalità, le specialità. Il risultato altrimenti è sotto gli occhi di tutti, il paradossale ordinamento che vede un capo squadra volontario sovra ordinato ad un vigile permanente ne è la prova!

L’assurdo si è compiuto con buona pace di chi ci dovrebbe tutelare, i vertici del Corpo Nazionale sono i veri responsabili di tutto questo e spetta solo a loro trovare le soluzioni in tempi rapidi.

Non staremo come USB inerti ad attendere, se non si troveranno a breve soluzioni intraprenderemo azioni di denuncia e lotta.

 

- USB P.I. VV.F. Nazionale –


Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile
Capo Dipartimento

Prefetto Paolo Francesco TRONCA

Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Vice Capo Dipartimento Vicario
ing. Alfio PINI


Oggetto: SAF 2B.

Vi inviamo la presente per sollecitare da parte dell’Amministrazione una maggiore attenzione verso la componente SAF 2B. Abbiamo letto la vostra bozza, se da una parte apprezziamo il fatto che c’è la volontà di dare una riorganizzata a tutto il settore, dall’altra non si intravedono gli strumenti che necessitano ai SAF per vedersi riconoscere qualcosa di concreto. Non entriamo nello specifico della bozza, anche perché la discussione si è già arenata il 9 marzo ed è oggi inutile ripartire da lì. Bisogna invece andare oltre e prevedere da subito delle azioni concrete da mettere in campo per poter risolvere le problematiche dei SAF 2B, come per esempio l’iscrizione di questi uomini all’albo ENAC, un rilascio di un brevetto invece dei soliti “diplomini” interni che sono cartastraccia per chiunque fuori dai Pompieri.

Soprattutto bisogna trovare una copertura finanziaria che consenta ai SAF 2B di percepire l’indennità di volo. Questa è il vero vulnus amministrativo, non si capisce perché i nostri aerosoccorritori non hanno diritto all’indennità di volo nonostante operino all’interno di un elicottero. Questa chiara volontà di mantenere i SAF 2B in una situazione ibrida, in una sorta di limbo, ha nel tempo dato maggiore forza ad associazioni ed organizzazioni esterne, gestite spesso da “volontari” a pagamento, che hanno promosso cause sul territorio italiano per aggiudicarsi il servizio di aerosoccorritori in determinate province e regioni.

Vogliamo ricordarvi che il servizio SAF 2B è un servizio ad alta professionalità e richiede caratteristiche fisiche e tecniche particolari e nulla ha da invidiare a quello offerto da altri.

Dunque è dovere di questa Amministrazione garantire ai cittadini questo servizio, senza demandarlo ad altri. Servizio fondamentale anche per la componente aerea del Corpo Nazionale, infatti l’istituzione degli aerosoccorritori ha esaltato l’opera dei nuclei elicotteri, che senza questo importante tipo di servizio risulterebbero meno versatili, dunque in un prossimo futuro rischiare di essere considerati meno necessari, in un ottica di tagli operati da governi presento o futuri. A buon intenditore poche parole.

In definitiva ci aspettiamo che si finisca di produrre bozze ed organizzare incontri inconcludenti: i problemi li conoscete, le soluzioni anche. Meno dichiarazioni di intenti, più fatti.

Attendiamo speranzosi vostre nuove.

USB-VV.F.

IL FUTURO DEI SAF 2B E IL FUTURO DEI VIGILI DEL FUOCO

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