IL CAPO DEL CORPO SOLO CHIACCHIERE E SCIARPETTA
Per il Capo del Corpo l'importante è la sciarpa azzurra...le magliette invece possono strapparsi tranquillamente
IL CAPO DEL CORPO SOLO CHIACCHIERE E SCIARPETTA
L’Amministrazione continua a non fornire risposte reali e convincenti sull’imbarazzante vicenda delle polo che si disfano a contatto con l’acqua, una questione che ha ormai avuto vasta eco sui quotidiani nazionali e sulle testate online.
L’unica risposta arrivata finora è quella con cui si è tentato di circoscrivere il problema ad appena 300 capi difettosi. NON PRENDIAMOCI IN GIRO!
I numeri sono ben diversi. Basta fare un giro di telefonate tra i colleghi per rendersi conto che 300 potrebbe essere, al minimo, il numero dei capi difettosi di un solo Comando medio-grande. Altro che fenomeno limitato.
Di fronte a una problematica che riguarda direttamente l’uniforme utilizzata quotidianamente dal personale, sarebbe stato lecito aspettarsi ben altra attenzione e, soprattutto, risposte immediate e trasparenti.
È evidente, però, che le priorità di chi ci dirige sono state e continuano ad essere altre.
A tal proposito torna utile ricordare la nota n. 11528 del 18 maggio 2026, a firma del Capo del Corpo, emanata per illustrare dettagliatamente il corretto utilizzo delle decorazioni e degli ornamenti sulle uniformi dei nostri dirigenti.
Particolare attenzione viene dedicata alla sciarpa azzurra, che deve essere portata “ad armacollo, dalla spalla destra, al fianco sinistro, passando sotto la controspallina ed al di sotto del risvolto del bavero destro della giacca”, avendo inoltre cura che “lo stemma araldico dei Vigili del Fuoco ricamato sulla sciarpa, viene esposto sul davanti”.
Non minore è l’attenzione riservata ai nastrini e alle decorazioni, distinguendo minuziosamente tra “decorazioni (medagliere) in formato ridotto” e quelle “in formato normale (da indossare esclusivamente sull’uniforme ordinaria)”, fino a stabilirne ordine e sequenza.
E i particolari, naturalmente, non mancano: “Il nastro a cui è appesa l’insegna metallica della decorazione è largo mm 37 e lungo mm 50, distanza quest’ultima calcolata tra il bordo superiore del nastro e il punto di applicazione dell’anello dell’insegna...”
Cinque pagine e sei immagini, tuttavia, non sono sufficienti a dissipare ogni dubbio, tanto che per l’impiego delle decorazioni “sull’uniforme da gala si rimanda a successive disposizioni”.
Sia chiaro: a noi fa piacere che si presti tanta cura a questi particolari. L’immagine del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco deve certamente essere rappresentata al meglio in ogni occasione, perché dovrebbe essere espressione dell’efficienza, dell’organizzazione e della capacità del Corpo di rispondere rapidamente ed efficacemente alle emergenze.
Ma una domanda sorge spontanea: l’uniforme ordinaria indossata ogni giorno dalle donne e dagli uomini che affrontano concretamente i rischi del soccorso non meriterebbe almeno la stessa attenzione riservata a sciarpe, nastrini e medaglie?
Perché mentre si stabiliscono al millimetro la larghezza e la lunghezza del nastro di una decorazione, ancora aspettiamo di sapere come sia stato possibile distribuire al personale dei capi di vestiario che, a contatto con acqua e sudore, presentano criticità tali da aver prodotto una vicenda ormai di rilevanza nazionale.
E soprattutto aspettiamo di sapere quanti siano realmente i capi interessati, quali verifiche siano state effettuate sull’intero lotto, quali siano le responsabilità e quali provvedimenti l’Amministrazione intenda assumere.
Purtroppo, l’unica risposta che possiamo darci è l’amara constatazione che da troppo tempo sfilate, cerimonie e passerelle istituzionali sembrano essere diventate una priorità del Corpo, mentre passano in secondo piano le condizioni reali nelle quali il personale è chiamato quotidianamente a svolgere l’attività operativa.
SULLA SCIARPETTA SAPPIAMO PERSINO DOVE DEVE PASSARE E QUANTI MILLIMETRI DEVE MISURARE IL NASTRO DELLA MEDAGLIA.
SULLE POLO CHE SI DISFANO, INVECE, ANCORA CHIACCHIERE.