I portuali

Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco Soccorso Pubblico e Difesa Civile pref. Giuseppe Pecoraro

 

Nazionale -

Egregio Capo Dipartimento,

portiamo alla sua attenzione un problema divenuto praticamente ingestibile e che deve trovare soluzione al più presto. La questione riguarda il servizio portuale del Corpo nazionale ed in particolare l’utilizzo degli specialisti nautici.

I colleghi nautici di numerosi distaccamenti portuali rappresentano un disagio generalizzato della loro condizione di cui in qualche modo, a meno di prova contraria, il Dipartimento risulta essere disinteressato e pertanto favorisce la continuità di tale condizione.

Non si tratta di rappresentare questioni di singoli, ma dell’intero organico dei distaccamenti portuali, che i rispettivi Dirigenti provinciali del Corpo trattano indiscriminatamente da tappabuchi relativamente a tutte le questioni inerenti al servizio di istituto e di soccorso.

Elenchiamo di seguito una serie di disagi che auspichiamo di potere rappresentare in sede negoziale:

  • sono distratti dal servizio nautico per svolgere servizio terrestre e quasi sempre non per esigenze di servizio impellenti, ma per la gestione ordinaria relativamente alle assenze dal servizio - si fa presente che ogni sede centrale e distaccata ha un suo organico e che in condizioni di normalità dovrebbero essere in grado di far fronte a tutte le esigenze di servizio. L’utilizzo di detto personale dovrebbe essere limitato al servizio di soccorso e in casi eccezionali. Al contrario, in diverse province in cui esiste un distaccamento portuale, le condizioni di eccezionalità sono diventate la norma. Ciò detto, azzardiamo a considerare i diversi comportamenti dei Dirigenti nei confronti degli specialisti nautici, azioni mirate a colpire tali colleghi, tanto che alcuni lamentano di essere mobbizzati;
  • non riescono a svolgere la normale formazione e addestramento così come regolamentato dalle circolari in materia, per tale servizio specialistico, e in contraddizione con le stesse circolari in quanto prodotte da questo Dipartimento. Si rappresenta che i nautici per le loro competenze hanno delle grosse responsabilità, che non sono solo quelle di condurre mezzi navali del Ministero dell’Interno molto costosi, ma anche nel dover rispondere in prima persona alle responsabilità stabilite del Codice Internazionale della Navigazione, oltre che nei confronti di chi è rivolto il soccorso. Certamente essere distratti dalle normali attività formative e addestrative non aumenta le personali capacità operative. Si aggiunge peraltro che la consapevolezza di non essere preparati, in quanto i Comandanti provinciali, utilizzandoli per altri servizi, non permettono loro di esserlo, diminuisce anche quella condizione mentale di certezza , sicurezza e autostima relativamente alle loro personali capacità. Questione che sta già sollevando numerose perplessità proprio da parte di questi lavoratori in quanto si sente già da tempo parlare di restituzione del brevetto nautico. Non è garantita la continuità della loro professionalità e ciò porta i lavoratori a ricorrere ai ripari in forma di autotutela in quanto l’amministrazione li sta spingendo verso una dequalificazione;
  • l’indennità di turno, fino ad oggi non percepita in quanto nautici, ma utilizzati regolarmente per espletare servizio terrestre in barba a tutte le circolari e leggi che regolano tale servizio;
  • sono discriminati inoltre dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco e della Difesa Civile in quanto è certamente al corrente della condizione in cui versano i portuali, ma ha sempre voltato lo sguardo dal lato opposto poiché, nella condizione di carenza d’organico che lamentano i dirigenti provinciali, ha deciso di lasciare mano libera agli stessi. Ciò comporta un utilizzo sperequato di questi localmente, all’interno delle rispettive province, e su tutto il territorio nazionale.

 

Sarebbero molte altre le situazioni da denunciare inerenti a tale materia, ma crediamo che queste siano sufficienti a delineare il particolare stato di abbandono di tale servizio e di scarsa attenzione, per non dire altro, nei confronti di coloro che lo espletano.

E’ nostra convinzione che sia necessaria una seria riflessione su tale settore così com’è gestito presenta discrepanze che devono trovare soluzione. Se il Dipartimento ritiene utile questo servizio, e intende quindi dare continuità allo stesso, riteniamo sia necessario produrre regole precise che evitino discriminazioni tra lavoratori e tra settori specialistici.

A tale proposito ci permettiamo di suggerire una soluzione al problema, ovvero, che una volta per tutte vengano scritte regole precise, non interpretabili, e suggellate dalla pretesa che tutti si conformino a tali disposizioni.

Altra strada sarebbe farlo ricadere sotto la competenza delle Direzioni regionali (così come per elicotteristi e sommozzatori), considerato che il servizio nautico per la sua particolarità e limiti logistici abbraccia spazi portuali e marini di competenza che vanno al di là degli ambiti portuali ed anche regionali.

Ribadiamo che il problema che stiamo segnalando ha necessità di urgente attenzione, e le chiediamo l’apertura di un tavolo di discussione su tale materia.

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