GRAVISSIME CRITICITÀ NELLA GESTIONE DEL RISCHIO AMIANTO E NELLA MANCATA TEMPESTIVA DECONTAMINAZIONE DEL PERSONALE E DEI MEZZI INTERVENUTI NELL’INCENDIO DI MASSANZAGO DEL 7 OTTOBRE 2026

RICHIESTA URGENTE DI ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITÀ E ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI A TUTELA DELLA SALUTE DEL PERSONALE

Padova -

 

A: Comando Vigili del Fuoco Padova

Ing. Ermanno Andriotto
 

Servizio di Prevenzione e Protezione del Comando di Padova

Ing. Antonio Crivello
 

e, p.c. Direzione Centrale per la Salute

Ing. Ennio Aquilino
 

Direzione Interregionale Veneto e T.A.A.

Ing. Cristina D’Angelo

 


 


 

Oggetto: GRAVISSIME CRITICITÀ NELLA GESTIONE DEL RISCHIO AMIANTO E NELLA MANCATA TEMPESTIVA DECONTAMINAZIONE DEL PERSONALE E DEI MEZZI INTERVENUTI NELL’INCENDIO DI MASSANZAGO DEL 7 OTTOBRE 2026 – RICHIESTA URGENTE DI ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITÀ E ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI A TUTELA DELLA SALUTE DEL PERSONALE

 

 

La USB Vigili del Fuoco denuncia con estrema fermezza la gravissima gestione delle criticità connesse al rischio di esposizione all’amianto durante l’intervento di soccorso effettuato il 7 ottobre 2026 presso uno stabilimento industriale a Massanzago, in provincia di Padova, che ha visto impegnate squadre e mezzi dei Comandi di Padova, Venezia e Rovigo.

L’intervento, caratterizzato da un importante dispiegamento di risorse per le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’area, ha richiesto ai Vigili del Fuoco un significativo impegno operativo. Il personale ha assolto il proprio compito con professionalità, senso del dovere e spirito di servizio, operando in uno scenario complesso e potenzialmente pericoloso.

Proprio per questo, risulta particolarmente grave che, a fronte di un possibile rischio di contaminazione da fibre di amianto, emergano rilevanti criticità nella valutazione del pericolo, nell’organizzazione delle procedure di decontaminazione e nella gestione successiva del personale e dei mezzi potenzialmente esposti.

La tutela della salute degli operatori non può essere subordinata a valutazioni approssimative, ritardi organizzativi o decisioni che rischino di compromettere l’efficacia delle misure di prevenzione. In presenza di un sospetto concreto di contaminazione da amianto, il principio di precauzione deve tradursi in provvedimenti tempestivi, coerenti e adeguati alla gravità del rischio.

Secondo le informazioni in nostro possesso, il funzionario di guardia, recatosi sul luogo dell’intervento, non avrebbe adeguatamente considerato la presenza di una copertura sospettata di contenere amianto e i rischi derivanti dalla possibile dispersione di fibre conseguente all’incendio.

Tale circostanza, confermata dagli accertamenti, rappresenta una criticità di particolare rilevanza nella gestione della sicurezza del personale. La possibile presenza di materiali contenenti amianto in un edificio coinvolto da un incendio avrebbe dovuto determinare un’attenta valutazione del rischio e l’adozione tempestiva delle misure precauzionali necessarie, compresa la pianificazione della decontaminazione degli operatori e dei mezzi potenzialmente contaminati.

Non si tratta di una questione meramente procedurale o amministrativa, bensì di una problematica direttamente connessa alla salvaguardia della salute dei lavoratori.

Il furgone NBCR del Comando Provinciale di Padova, preposto anche ad attuare la procedura di decontaminazione da amianto, era stato inizialmente inviato sul luogo dell’intervento per fornire supporto in relazione alle bombole di ricambio per gli autorespiratori. Successivamente, il funzionario di guardia ne avrebbe disposto il rientro. Soltanto in un secondo momento, a seguito della richiesta formulata dalle squadre operative presenti sul posto, il mezzo è stato nuovamente richiesto per effettuare le operazioni di decontaminazione.

La sequenza degli eventi solleva interrogativi estremamente seri. Occorre chiarire per quali ragioni sia stato disposto il rientro in sede del mezzo senza considerare le richieste di personale NBCR2 presente sul posto, quali valutazioni del rischio abbiano preceduto tale decisione e per quale motivo la necessità di organizzare la decontaminazione sia stata sollevata dalle stesse squadre operative anziché risultare adeguatamente affrontata nell’ambito del coordinamento dell’intervento.

È inaccettabile che il personale impegnato nelle operazioni di soccorso debba far notare al responsabile delle operazioni di soccorso di sollecitare misure fondamentali per la propria sicurezza, mentre permane una situazione di potenziale esposizione a un agente cancerogeno.

Ulteriori perplessità riguardano l’organizzazione del successivo intervento di decontaminazione. Non risulta che sia stata adeguatamente valutata, sin dalle prime fasi, la disponibilità e l’opportunità di impiegare attrezzature specifiche e personale con formazione adeguata approntando una decontaminazione con personale impiegato nelle operazioni di soccorso e quindi contaminato. Secondo le informazioni ricevute, sarebbe stato disposto l’invio del furgone NBCR del Comando di Padova con un solo operatore, privo della formazione NBCR2. È pertanto indispensabile verificare quali valutazioni tecniche e operative siano state effettuate, quali procedure fossero applicabili nelle circostanze concrete e se le risorse impiegate fossero adeguate alle attività richieste.

Le operazioni di decontaminazione avrebbero interessato esclusivamente il personale ancora presente sul luogo dell’intervento al momento del secondo arrivo del mezzo preposto. Nel frattempo, il personale dei Comandi di Venezia e Rovigo avevano già intrapreso il viaggio di rientro, senza poter beneficiare della medesima procedura.

Si configura, pertanto, una criticità che l’Amministrazione non può ignorare: operatori che hanno partecipato allo stesso intervento, in un contesto caratterizzato da un potenziale rischio amianto, potrebbero essere stati sottoposti a misure di protezione differenti, senza che risulti chiarito se tutti i soggetti potenzialmente esposti siano stati adeguatamente tutelati.

È necessario ricostruire puntualmente la posizione di ciascuna squadra, i tempi di permanenza sul posto, le attività svolte, gli eventuali dispositivi di protezione utilizzati e le misure adottate prima del rientro in sede. La partenza dal luogo dell’intervento non può essere considerata, di per sé, una condizione sufficiente a escludere la necessità di specifiche misure precauzionali.

L’eventuale esposizione deve essere valutata sulla base delle circostanze concrete, evitando che omissioni organizzative si traducano in ulteriori rischi per il personale.

La gravità della vicenda è ulteriormente accentuata dagli esiti delle analisi effettuate da ARPAV , che, in data 28 ottobre 2026, avrebbe confermato la presenza di amianto nel materiale della copertura del capannone interessato dall’incendio.

Tale riscontro rende imprescindibile un approfondimento rigoroso delle decisioni assunte durante l’intervento e delle misure di prevenzione effettivamente adottate. L’accertamento della presenza di amianto non consente di affermare automaticamente che ogni operatore sia stato esposto a una determinata quantità di fibre; rende tuttavia necessario verificare con la massima urgenza se vi siano state condizioni di esposizione e se le misure di protezione, decontaminazione e gestione successiva siano state adeguate.

L’Amministrazione deve chiarire quali informazioni fossero disponibili durante le operazioni, quali valutazioni siano state effettuate e se siano state attivate tutte le procedure previste per la gestione di un possibile rischio di contaminazione da amianto. Non è ammissibile che un riscontro analitico di tale rilevanza venga affrontato senza un’immediata verifica delle possibili conseguenze per il personale intervenuto e senza una ricostruzione documentata della gestione del rischio.

Un ulteriore elemento di estrema preoccupazione riguarda il comportamento che, secondo le informazioni ricevute, sarebbe stato tenuto dal funzionario di guardia al rientro dal luogo dell’intervento. Il funzionario non avrebbe provveduto alla propria decontaminazione e avrebbe proseguito regolarmente il turno di servizio, frequentando i locali interni del Comando senza che risulti l’adozione di specifiche precauzioni volte a escludere il rischio di contaminazione degli ambienti e delle persone presenti.

Qualora confermata, tale circostanza assumerebbe particolare gravità, poiché la gestione di un possibile rischio da amianto non può limitarsi alla fase operativa sul luogo dell’incendio, ma deve comprendere anche le misure necessarie a prevenire l’eventuale trasferimento della contaminazione al di fuori dell’area interessata.

La questione non riguarda esclusivamente la condotta individuale, ma investe direttamente l’organizzazione della sicurezza e la capacità del Comando di impedire che un rischio presente sul luogo dell’intervento possa propagarsi negli ambienti di lavoro.

USB segnala inoltre che, secondo le informazioni disponibili, non sarebbero stati sottoposti a un’adeguata verifica e alle eventuali necessarie operazioni di decontaminazione gli automezzi intervenuti, compresa la vettura di guardia, che avrebbe continuato a essere utilizzata dal personale in servizio.

Anche questo aspetto richiede un intervento immediato. I mezzi impiegati in un incendio nel quale sia constatata una possibile presenza di amianto devono essere valutati sulla base delle effettive condizioni di utilizzo e del possibile contatto con polveri o residui contaminati. La mancata verifica del loro stato, ove confermata, potrebbe aver determinato il protrarsi di una situazione di rischio e una possibile diffusione della contaminazione all’interno delle sedi di servizio.

È inaccettabile che automezzi potenzialmente interessati da contaminazione possano continuare a essere utilizzati senza che sia stata preliminarmente accertata la necessità di adottare specifiche misure di sicurezza. Si richiede pertanto di verificare con urgenza lo stato dei mezzi coinvolti e le misure da adottare per garantirne il sicuro utilizzo.

Alla luce della gravità delle circostanze esposte, USB Vigili del Fuoco chiede formalmente al Comando Provinciale di Padova di attivarsi immediatamente per avviare un’indagine interna approfondita e documentata, finalizzata a ricostruire integralmente la gestione dell’intervento e ad accertare le eventuali responsabilità di chi era preposto al ruolo di coordinamento presente sul posto.

È necessario acquisire e verificare le disposizioni impartite, le comunicazioni intercorse, i rapporti di intervento e ogni altra documentazione utile a chiarire le decisioni assunte dal funzionario di guardia, con particolare riferimento alle ragioni del rientro del furgone NBCR dopo il primo invio e ai tempi di attivazione delle procedure di decontaminazione.

Il Comando dovrà inoltre verificare le condizioni del personale di tutti i Comandi coinvolti, ricostruendo le possibili condizioni di esposizione e le misure di protezione adottate durante l’intervento e al momento del rientro. Si chiede che, con il coinvolgimento del medico competente e delle strutture sanitarie competenti, siano attivate le opportune valutazioni sanitarie e di medicina del lavoro, individuando le misure di sorveglianza sanitaria e di monitoraggio eventualmente necessarie sulla base delle valutazioni specialistiche.

Si richiede altresì una verifica immediata delle condizioni degli automezzi e delle attrezzature impiegati, compresa la vettura di guardia, nonché degli ambienti del Comando potenzialmente interessati da contaminazione. Dovranno essere adottate le misure precauzionali necessarie e disposte, ove indicate dalle valutazioni tecniche, le attività di verifica, pulizia o decontaminazione prima di un ulteriore impiego dei mezzi o della normale fruizione degli ambienti interessati.

Dovranno inoltre essere accertate l’adeguatezza delle risorse disponibili e la corretta applicazione delle disposizioni e delle procedure di sicurezza pertinenti alla gestione degli incendi che coinvolgono materiali contenenti amianto.

USB chiede che siano individuate le eventuali responsabilità derivanti dalle decisioni assunte e dalle omissioni riscontrate, adottando, ove ne ricorrano i presupposti, i conseguenti provvedimenti previsti dall’ordinamento. Si richiede, inoltre, un riscontro formale, puntuale e documentato sugli accertamenti avviati, sulle misure urgenti adottate e sulle iniziative programmate per impedire il ripetersi di situazioni analoghe. Si ritiene altresì indispensabile che tutta la documentazione relativa all’intervento, alle comunicazioni operative e alle procedure di sicurezza venga tempestivamente preservata, al fine di consentire una ricostruzione completa e verificabile dei fatti.

USB Vigili del Fuoco considera quanto segnalato di estrema gravità e ritiene indispensabile che l’Amministrazione affronti la vicenda con la massima serietà, senza minimizzazioni, giustificazioni preventive o tentativi di ricondurre a una mera criticità organizzativa una situazione che potrebbe aver inciso direttamente sulla salute dei lavoratori.

I Vigili del Fuoco sono quotidianamente chiamati a operare in scenari complessi e ad affrontare pericoli elevati nell’interesse della collettività. Proprio per questo, chi esercita funzioni di coordinamento e responsabilità ha il dovere di garantire che ogni decisione sia assunta sulla base di un’adeguata valutazione dei rischi e che le misure di prevenzione siano attivate con tempestività.

Non è tollerabile che la tutela della salute degli operatori dipenda dall’iniziativa delle singole squadre, dalla disponibilità occasionale di mezzi o da decisioni la cui adeguatezza non sia stata preventivamente verificata. Ancora meno accettabile sarebbe consentire che personale e automezzi potenzialmente contaminati continuino a essere impiegati senza le necessarie verifiche, trasferendo sulle lavoratrici e sui lavoratori le conseguenze di eventuali carenze nella gestione dell’emergenza.

La conferma della presenza di amianto nella copertura impone di fare piena luce sull’accaduto. L’Amministrazione ha il dovere di chiarire quali misure siano state adottate, quali siano state eventualmente omesse e se le decisioni assunte abbiano rispettato gli obblighi di prevenzione e protezione applicabili.

USB Vigili del Fuoco non accetterà che una vicenda di tale rilevanza venga archiviata senza risposte circostanziate, senza un effettivo accertamento delle eventuali responsabilità e senza concrete garanzie per il personale coinvolto.

Pertanto, qualora il Comando non provveda tempestivamente ad attivare un percorso formale di accertamento dei fatti, a chiarire le circostanze denunciate e ad adottare le necessarie misure a tutela del personale, USB Vigili del Fuoco procederà a segnalare formalmente l’intera vicenda alle autorità competenti, affinché siano svolti gli opportuni accertamenti e siano valutati gli eventuali profili di responsabilità nelle sedi previste dall’ordinamento. Tale iniziativa sarà intrapresa a tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, nonché per garantire la piena trasparenza su quanto accaduto.

La salute dei Vigili del Fuoco non è una variabile secondaria dell’intervento, né un costo da comprimere per ragioni organizzative. È un diritto fondamentale e un obbligo di tutela che deve trovare applicazione concreta in ogni fase del soccorso.

Il principio di precauzione deve essere applicato quando emerge un rischio, non quando le conseguenze potrebbero essersi già verificate. La prevenzione non può essere affidata all’improvvisazione e la responsabilità di garantire condizioni di lavoro sicure non può essere scaricata sui singoli operatori.

 

Per il Coordinamento Provinciale USB VVF Padova

Enrico Marchetto