FORMAZIONE E MANTENIMENTI OPERATIVI: LA SICUREZZA NON PUÒ ESSERE L'ULTIMA PRIORITÀ!
USB Vigili del Fuoco denuncia con forza la situazione ormai insostenibile che riguarda la formazione operativa del personale, con mantenimenti dei livelli operativi e retraining sempre più difficili, se non impossibili, da effettuare.
L'ultimo episodio è emblematico: il settore formazione aveva recentemente organizzato un mantenimento SAF e uno nautico, entrambi successivamente annullati per decisione del Dirigente. Una scelta incomprensibile, considerando che queste qualificazioni operative rivestono un'importanza fondamentale in una regione come il Veneto, ma risultano altrettanto indispensabili in caso di invio del personale in scenari emergenziali fuori regione, nell'ambito della composizione e dell'impiego delle colonne mobili di soccorso. Non si può pretendere di disporre di personale qualificato e pronto a operare in qualsiasi scenario senza garantirne il necessario mantenimento delle competenze.
I mantenimenti e i retraining non sono attività facoltative, ma obblighi formativi indispensabili per conservare il livello di qualificazione operativa e garantire interventi efficaci e sicuri, tanto nell’ordinarietà quanto nelle micro e macroemergenze. Non possono essere considerati attività secondarie da sacrificare per compensare le carenze di organico.
Ma esiste un aspetto ancora più grave, sul quale USB intende richiamare l'attenzione di tutto il personale: chi si assumerà la responsabilità se, durante un intervento, dovessero emergere criticità riconducibili alla mancata formazione? In assenza dei mantenimenti previsti, le squadre di soccorso potrebbero trovarsi esposte a contestazioni per la mancata applicazione delle linee guida operative o per valutazioni e scelte tecniche ritenute non adeguate, pur non avendo avuto la possibilità di aggiornare e mantenere le proprie competenze.
Il rischio concreto è che a rispondere di eventuali errori siano i vigili del fuoco intervenuti, mentre le responsabilità di chi ha impedito o annullato la formazione restino in secondo piano.
A rendere ancora più grave la situazione è la posizione del Comando, che si oppone all'invio dei formatori nazionali a Roma, per i corsi di ingresso e già programmati, quando il dispositivo di soccorso non riesce a sopperire alle carenze di personale. In pratica, le carenze di organico diventano il pretesto per boicottare la formazione nazionale, alimentando un circolo vizioso che penalizza l'intero sistema del soccorso.
Il Dirigente non può limitarsi a prendere atto delle carenze di organico e a cancellare le attività formative. Ha il dovere, nell'ambito delle proprie responsabilità organizzative, di esporsi in prima persona presso gli organi superiori, rappresentare formalmente le criticità e pretendere le risorse umane ed economiche necessarie a garantire la formazione. Chi dirige un Comando è preposto anche alla programmazione, alla tutela e al mantenimento delle capacità operative del personale. Non basta amministrare le carenze: bisogna assumersi la responsabilità di chiedere ciò che serve per superarle. Annullare i mantenimenti è certamente più semplice che rivendicare risorse presso i livelli superiori dell'Amministrazione, ma non può essere questa la soluzione.
E mentre si trovano risorse economiche per iniziative di dubbia utilità operativa, quando si tratta di formazione e sicurezza del personale improvvisamente mancano uomini, risorse e possibilità organizzative.
USB ritiene inaccettabile questa gestione delle priorità e chiede l'immediata riprogrammazione dei mantenimenti annullati, la garanzia dei retraining obbligatori e la partecipazione dei formatori nazionali alle attività previste. La formazione è un obbligo organizzativo, non una concessione del Dirigente. Chi decide di annullarla deve assumersi le proprie responsabilità, senza lasciare che le conseguenze ricadano esclusivamente sul personale operativo.
il Coordinamento USB VVF Padova