EMERGENZA SANITARIA COVID-19 COMANDO PROVINCIALE DI BERGAMO

Bergamo -

 

Al Direttore Regionale della Lombardia

Dott. Ing.  Dante Pellicano

 

                                                                                              e pc.

                                                                              Al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bergamo

Ing.  Calogero Turturici

 

 

Egregio Direttore,

Non sono solo i media ad elencare i casi di contagio e decesso nella provincia di Bergamo a causa di questa pandemia., ma sono anche le continue richieste di aiuto da parte degli enti preposti al soccorso, che ad oggi si trovano al limite del collasso. I Vigili del Fuoco del Comando di Bergamo non sono stati esclusi da questo tragico declino che vede come protagonista una pandemia che difficilmente verrà sconfitta se le decisioni del Comandante non saranno mirate ad una  gestione del dispositivo di soccorso più oculata, che non può assolutamente solo DIPENDERE da linee di comando provenienti da disposizioni di indirizzo Nazionale fatte dal Capo del Corpo. Questa O.S. ritiene che nella gestione dell’emergenza si debba assolutamente tenere in considerazione il territorio e la dislocazione delle sedi di servizio, oltre al fatto che la forza del personale operativo ad oggi è ridotta di circa 70 unità.

A Bergamo non sono diminuiti gli interventi per il personale, piuttosto rimanendo invariati rispetto allo stesso periodo del 2019,  hanno in prevalenza subito un notevole cambio di tipologia di soccorso. Oggi i Vigili del Fuoco di Bergamo si trovano costantemente a supportare il servizio sanitario ridotto all’ultimo confine delle forze e non solo dal punto di vista del personale,  lavorando in sinergia con il personale delle ambulanze per trasportare i malati dalla loro abitazione al mezzo sanitario adibito al trasporto in ospedale; chiaramente l’esposizione al contagio da COVID-19 risulta essere altissimo, poiché  la maggioranza dei soccorsi in questione è rivoltio molto probabilmente a delle persone  positive al virus.

USB chiaramente ritene assurde le disposizioni del Capo del Corpo riguardo al ridimensionamento dei numeri  del personale in servizio riducendo al minimo il dispositivo di soccorso, come riteniamo assurdo che non si sia tenuto conto del territorio e della dislocazione della popolazione nello stesso, oltre al fatto che i  Vigili del Fuoco non abitano tutti in Via Mauro Codussi,9 a Bergamo, ma provengono anche loro da tutta la provincia. 

Egregio Direttore, questa O.S. a Bergamo è radicata in tutto il territorio ed il malcontento, oltre allo stress fisico e psicologico dei lavoratori lo sente tangibile ogni giorno tra i Vigili del Fuoco. Ci chiediamo come mai chi ci deve Comandare non vede le lacrime e la prostrazione fisica e nervosa dei suoi uomini.

USB Le chiede un intervento urgente presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Bergamo, al fine di poter scongiurare  il cedimento generalizzato di tutto il Comando. Per questo motivo ancora oggi come O.S. riteniamo opportuno evitare qualsiasi tipo di conflitto, ma ci mettiamo a disposizione parlando a nome dei lavoratori e proponendo delle  iniziative con l’auspicio che possano essere valutate positivamente:

 

- Di primaria importanza, riteniamo che l’orario imposto dai vertici (senza aver sentito tra l’altro le OO.SS) delle 24/72 debba essere assolutamente modificato permettendo di effettuare un raddoppio dei turni 24/24 come avviene in caso di calamità, al fine di sopperire le gravose assenze per malattia sopracitate. Questo tipo di turnazione permetterebbe anche di far fronte e provvedere alle necessità che elencheremo successivamente.

-  Capiamo la necessità di ridurre la promiscuità e lo spostamento casa lavoro, al fine del contenimento del COVID-19. Suggeriamo di mantenere  le partenze delle sedi distaccate con cinque unità oltre ai carri diversi utilizzando il personale di rimpiazzo, considerando che in una condizione di raddoppio dei turni si ridurrebbe anche la necessità di richiamare personale in straordinario. Quindi, assolutamente da evitare la formazione di partenze ridotte, magari associate ad altri distaccamenti, come ad esempio attualmente avviene su disposizione del Comandante tra Dalmine (che ricordiamo

 

essere la “seconda partenza” di competenza della Centrale) e Zogno che sono addirittura distanti circa  20 km, e  soprattutto tra Clusone e il distaccamento dei Volontari di Lovere, diviso dalla Valle Borlezza con un percorso articolato per un mezzo pesante in soccorso.

- Osservando la situazione di emergenza sanitaria del territorio della Provincia di Bergamo, troviamo assurda la disposizione del Capo del Corpo che chiede di lasciare a casa in ferie/recupero ore più personale possibile, riducendo al minimo il personale nel dispositivo di soccorso. Noi chiediamo che il personale sia mantenuto in numero idoneo per

fronteggiare l’emergenza e garantire il soccorso; inoltre di inserire in aggiunta nel listone, personale in servizio disponibile  presso la propria abitazione (una specie di reperibilità) ad essere chiamato in caso di criticità nel dispositivo di soccorso.

- Sempre nell’idea di evitare promiscuità in sede Centrale ed allo stesso tempo avere una o più partenze, anche ridotte, disponibili per quei servizi necessari come da disposizione del Capo del Corpo  n. 6339 del 20/03/2020, chiediamo la possibilità di distaccare suddetto personale presso la  sede A.I.B. di Curno.

- In questa emergenza  si deve considerare, presso il Comando di Bergamo, la costituzione di un Nucleo NBCR, per far fronte alle esigenze di tutto il personale nella provincia, soprattutto  nel supporto quotidiano di decontaminazione delle squadre di soccorso e sanificazione.

 

USB prende atto della nota n.8602 del 18/03/2020 di codesta Direzione, relativa all’iniziativa del Comandante di Cremona. Considerando che le azioni intraprese dalle singole Aziende Sanitarie Territoriali sono tutelate da quella che è stata la riforma del titolo V della Costituzione, che ne prevede in questo caso sul territorio della Lombardia la possibilità di autonoma scelta e competenza nelle azioni sanitarie; comprendiamo anche la puntualizzazione di codesta Direzione sulla necessità di avere uno schema operativo calibrato per i Vigili del Fuoco disciplinato dal Dipartimento. Tuttavia come precedentemente detto, le disposizioni del Capo del Corpo a livello Nazionale, relative all’attuale emergenza sanitaria, devono essere di carattere generale ma allo stesso tempo dovranno lasciare la possibilità di prendere provvedimenti mirati secondo la  criticità di ogni singolo Comando provinciale al fine di adottare misure congruenti con le realtà locali.

 

Allo stato attuale, chiediamo informazioni sulla notizia che il Comando di Milano, in collaborazione con l’Ospedale Sacco avrà la possibilità di effettuare circa 200 tamponi al giorno con la strumentazione PCR-rt, che permette di rispondere a quesiti diagnostici su target specifici con i reagenti per il SARS-cov-2, e con una risposta compatibile  e  accertata dalle prove e stress test analitici, che potrebbe far diventare il Nucleo NBCR di Milano un supporto importante dell’Ospedale Sacco. Riteniamo essere un’opportunità importante  per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ma soprattutto potrebbe garantire con una gestione SERIA di contenimento della pandemia da COVID-19 tra il personale, la certezza di scongiurare che i Vigili del Fuoco possano essere i vettori del contagio.

Su quest’ultimo punto USB ha formulato un quesito anche a livello Nazionale, chiedendo lo Stato di Calamità per il nord Italia per meglio gestire la criticità della carenza del personale e la gestione degli interventi in questa emergenza sanitaria.

                                                                                                                                 

Per quanto sopra esposto, data la delicatezza dell’argomento, in attesa di una Sua Pronta risposta ci rendiamo disponibili per un incontro costruttivo.

 

per il Coordinamento USB VVF Lombardia     

Enrico Monzini      

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