Dissenteria!

Milano: un caso di stra/ordinaria dissenteria

(emergenza sanitaria in corso)

 

Milano -

Purtroppo l’avevamo previsto e anche questa volta il dirigente di Milano non si è fatto mancare nulla in termini di disinformazione e disorganizzazione.

In tempi non sospetti queste OO.SS. scrissero al dirigente di Milano in termini di prevenzione e protezione sanitaria, soprattutto in merito alle precarie condizioni igienico sanitarie delle caserme, e posero l’attenzione anche riguardo alla catena di comando e responsabilità, che dovrebbe attivarsi in questi casi ed in altri analoghi.

Come tutto il personale sa e anche i media (tranne il sito ufficiale VVF…), c’è stata una intossicazione probabilmente alimentare, che ha coinvolto numerosi colleghi del Comando di Milano.

Nemmeno un incontro col comando in data odierna, per altro chiesto a livello sindacale, ha chiarito i molti punti oscuri della vicenda.

Già dal 13/04 si è incominciato a capire che la situazione era critica, nonostante ciò tutto è stato “scaricato sul personale in servizio”.

I medici del Comando (referenti per le questioni sanitarie) assenti, mentre sono stati i colleghi del SAF (?) il giorno 15/04 a peregrinare tra gli ospedali per cercare di capire il numero dei colleghi ricoverati, e cercare di capirne le necessità urgenti.

Il responsabile del soccorso se ne è ben guardato dal presentarsi in caserma, tant’è che è venuto un funzionario dalla Direzione Regionale a dare man forte.

E che dire degli amministrativi dimenticati, a cui ha pensato una ex collega in pensione, che per due giorni si è prodigata a recuperare i numeri telefonici privati e cercare di contattare colleghe e colleghi del SATI?

In mezzo a questo delirio, non passa inosservata l’assenza della relazioni esterne, il cui lavoro è gestito dai colleghi della sala operativa insieme al capo servizio, il tutto con le testate giornalistiche alle porte a chiedere informazioni. Insomma tutto è stato gestito alla “carlona” e nonostante alcune sbavature, si è riusciti a stabilizzare la situazione.

Alle ore 20 del 15/04, ancora nessuno dava informazioni al personale, ne sui rischi in merito alla propria salute, ne in merito alle probabilità di contagio, insomma un’armata brancaleone approssimata e senza strategia alcuna.

La cosa strana è che alla luce dei numerosi corsi di comunicazione efficace, strategie di intervento Incident Command Sistem, e chi più ne ha più ne metta, la famosa macchina di propaganda del comando, non si è neanche messa in moto.

Questo presunto vento nuovo che doveva portare efficienza e organizzazione, si è dovuto basare su una vecchia brezzolina che comunque è sempre presente e spira con direzione ed intensità costante. Ci viene il dubbio che tutte le menti pensanti si siano ritrovate a gestire il gravoso impegno per gli accessi alla caserma da via Tartaglia/Procaccini, rimanendo cosi’ senza energie per le cose veramente importanti.

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