DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE USB VVF TREVISO

USB A SEGUITO DELLA RIUNIONE DEL 10 SETTEMBRE PRESSO IL COMANDO DI TREVISO DICHIARA LO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE

Treviso -

NOTA A VERBALE

riunione del 10 ottobre 2019 comando Treviso

In riferimento alla riunione di ieri 10 ottobre 2019 presso il comando VF di Treviso, la scrivente Organizzazione Sindacale, intende integrare il verbale con la presente nota.

In merito ai criteri di mobilità interna, illustrati durante la riunione, riteniamo corretta la procedura anche se, in modo più trasparente, abbiamo chiesto vengano rese note le graduatorie prima dell’emanazione dell’ordine del giorno.

Molteplici gli argomenti sviluppati in riunione ma che sono stati trattati con estrema superficialità da parte della dirigenza che non è stata in grado di condurre una seria e composta riunione sindacale.

Ne consegue che i lavori sono proseguiti oltre le tre ore senza che il dirigente rispondesse alle domande.

Le riproponiamo in questo verbale auspicando una risposta.

 

  • Siamo a conoscenza che in diverse occasioni, squadra del distaccamento di Castelfranco Veneto viene dislocata in sede centrale. Sono state attivate le procedure in tal senso? E’ stata comunicata in via ufficiale ai comandi limitrofi e alla direzione la richiesta di copertura territoriale?
  • Il numero minimo della sede centrale, già decurtato in diverse occasioni, viene rispettato? Quali sono le procedure nel caso in cui il capo turno si ritrovi sotto organico minimo? Quando il comando di Treviso viene definito in “emergenza” tale da poter richiedere risorse economiche alla direzione?
  • Quante volte le sedi distaccate restano sotto la composizione minima della squadra e quante volte escono con tre automezzi?
  • Perchè non viene reintegrato, in caso di assenze improvvise, il personale come da disposizioni superiori?

A tutto ciò non abbiamo ottenuto risposta ufficiale da parte del dirigente, anche di fronte alle nostre proposte di regolamentazione e per questo motivo abbiamo ritenuto di non perdere ulteriore tempo in chiacchiere delle quali, facciamo volentieri a meno.

Un’ultima considerazione va fatta sulla mancanza di volontà da parte della parte dirigenziale di uscire da questa situazione. Si inneggia alla formazione sapendo benissimo che è a spese del dipendente; si propaganda il soccorso e si consentono squadre sotto il minimo operativo; non si garantisce il recupero psicofisico del personale. Il tutto in barba al contratto nazionale di lavoro che, ricordiamo, deve essere rispettato anche dal datore di lavoro attraverso la garanzia delle ferie, dei riposi obbligatori, della formazione etc.

Abbiamo l’impressione di esserci confrontati con il solito dirigente “volemose bene, questa è la situazione, io non ci posso fare nulla”.

Attendiamo di essere smentiti al più presto, nel frattempo con la presente anticipiamo lo stato di agitazione del personale del comando di Treviso.

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