DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE USB VVF ROMA

Roma -

 

Al Sottosegretario all’Interno con delega ai Vigili del Fuoco
On. Emanuele PRISCO


Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e Difesa Civile
Prefetto Attilio VISCONTI


tramite: Ufficio I – Gabinetto del Capo Dipartimento
Vice-Prefetto Angelina TRITTO


Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Marco GHIMENTI


Al Prefetto di Roma
Prefetto Lamberto GIANNINI


All’Ufficio Relazioni Sindacali
Vice-Prefetto Floriana LABBATE


Al Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco del Lazio
Ing. Enrico PORROVECCHIO


Al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma
Ing. Adriano DE ACUTIS

 

OGGETTO: PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE PROVINCIALE DI CATEGORIA. VOLONTÀ DI PROMUOVERE LO SCIOPERO PROVINCIALE DELLA CATEGORIA DEI VIGILI DEL FUOCO. RICHIESTA DI ATTIVAZIONE DEL TAVOLO DI CONCILIAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 146/90 E DELLA LEGGE 83/00 E S.M.I.

 


La scrivente Unione Sindacale di Base Vigili del Fuoco – Coordinamento Provinciale di Roma proclama formalmente lo stato di agitazione provinciale della categoria a fronte del grave e persistente deterioramento delle relazioni sindacali all’interno del Comando di Roma. Da mesi la USB assiste a un atteggiamento di sostanziale chiusura da parte della Dirigenza, che si traduce nella sistematica assenza di riscontro alle richieste, alle segnalazioni e alle problematiche formalmente rappresentate dalla scrivente Organizzazione Sindacale.


Un comportamento che, per continuità e reiterazione, non può più essere ricondotto a singoli ritardi o a circostanze occasionali, ma evidenzia una modalità di gestione delle relazioni sindacali che di fatto impedisce un confronto concreto sulle questioni che interessano il personale e l’organizzazione del soccorso.


Ne sono evidente testimonianza le numerose note rimaste prive di riscontro, alcune delle quali trasmesse ormai da diversi mesi:

 

- USB VVF RM 12/26 del 21.05.2026
- USB VVF RM 17/26 del 23.06.2026
- USB VVF RM 18/26 del 03.07.2026
- USB VVF RM 21/26 del 16.07.2026
- USB VVF RM 22/26 del 16.07.2026
- USB VVF RM 23/26 del 21.07.2026
- USB VVF RM 25/26 del 11.08.2026


Il silenzio mantenuto su un numero così rilevante di questioni rappresenta, per la USB, il segnale di una progressiva compressione del confronto sindacale. Le relazioni sindacali non possono ridursi alla mera ricezione delle note senza che alle stesse seguano risposte, interlocuzioni o momenti di confronto, soprattutto quando le problematiche sollevate incidono direttamente sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza del personale e sull’efficienza del dispositivo di soccorso.


La disponibilità al confronto non può, peraltro, essere invocata soltanto formalmente: deve trovare concreta attuazione attraverso risposte, convocazioni e un’interlocuzione effettiva con le Organizzazioni Sindacali. È proprio l’assenza di tale interlocuzione ad aver determinato una situazione ormai non più sostenibile e a rendere necessaria la proclamazione del presente stato di agitazione.


A questo quadro si accompagna la cronica mancanza della copertura dell’Ordinario Dispositivo di Soccorso e di quello previsto dal Piano Provinciale di Difesa Civile.


Il Coordinamento Provinciale della USB aveva già previsto tale situazione, tanto da proclamare lo stato di agitazione in data 25.11.2025. Il Comando, pur non dando seguito alle criticità rappresentate, aveva allora dichiarato che si trattava esclusivamente di una disposizione transitoria, destinata a essere superata nel più breve tempo possibile.


A distanza di mesi, quella condizione non solo permane, ma continua a produrre conseguenze pesantissime sulla qualità e sulla garanzia del servizio e, soprattutto, sulle condizioni di lavoro e sulla tutela della salute dei Lavoratori del Comando. Il personale viene sottoposto a continui e reiterati spostamenti, ormai al limite della vessazione, per sopperire a carenze di organico note da tempo e mai adeguatamente affrontate, generando diffusi sentimenti di malcontento, scoramento e disaffezione.


Una situazione che non può più essere giustificata come emergenziale o transitoria, poiché si è scelto di scaricare deliberatamente sul personale le conseguenze di una gestione incapace di fornire risposte strutturali. Tale modalità di gestione risulta ancora più grave alla luce della violazione di quanto già disposto con O.d.G. n. 297, punto 15, del 23.10.2024, con particolare riferimento all’obbligo di permanenza in servizio al termine del turno:

una disposizione che avrebbe dovuto rappresentare un preciso riferimento organizzativo e che viene, invece, disattesa proprio da chi è chiamato a garantirne l’applicazione.


Ulteriore elemento di forte criticità è rappresentato dalla grave violazione del DPR 76/2004 nell’impiego del personale Volontario all’interno delle sedi permanenti.


Permane, altresì, la continua violazione della D.d.S. n. 11 del 15.07.2026 per quanto attiene al Dispositivo di Soccorso nelle sedi aeroportuali e, in particolare, alla computazione del contingente minimo di personale da garantire nelle stesse, in difformità rispetto a quanto prescritto dalla normativa EASA e a quanto emerso anche in occasione del recente audit svolto presso la sede di Ciampino alla presenza delle Autorità Aeronautiche competenti.


Una disposizione viziata sin dalla sua impostazione originaria, le cui criticità erano state puntualmente contestate dalla scrivente Organizzazione Sindacale già a partire dalla prima bozza e che l’Amministrazione ha, tuttavia, ritenuto di mantenere in vigore senza apportare i necessari correttivi. Particolare rilevanza assume, in tale contesto, anche la questione relativa alla figura del “ROS” e del “capo convoglio”, sulla quale lo stesso Dipartimento ha fornito specifiche indicazioni che confermano ulteriormente le criticità già rappresentate dalla USB. A ciò si aggiunge la costante violazione della Circ. DCFORM n. 10561/23, con particolare riferimento al possesso del terzo modulo di completamento e delle previste abilitazioni in ambito aeroportuale, comprese quelle necessarie alla conduzione degli automezzi. Il perdurare di tale impostazione, nonostante le ripetute contestazioni e le risultanze successivamente intervenute, rappresenta un ulteriore esempio di quella mancanza di confronto e di ascolto delle problematiche formalmente rappresentate che costituisce uno dei motivi principali alla base del presente stato di agitazione.


Si segnala, in ultimo, la difformità emersa nell’attribuzione degli incarichi nell’O.d.G. n. 268 bis, punto 13, del 25.09.2026.


In ordine alle problematiche sopra evidenziate la USB VV.F. Coordinamento Provinciale di Roma dichiara lo stato di agitazione provinciale di categoria chiede l’immediata applicazione la normativa vigente attivando il tavolo di conciliazione in presenza e presso gli uffici della Prefettura di Roma.


Si rammenta, altresì, che, ai sensi delle Leggi n. 146/1990 e n. 83/2000 e s.m.i risulta preclusa l’adozione di atti pregiudizievoli

 


per il Coordinamento Provinciale USB VVF di Roma
Gianluca NETTUNO