DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE USB PRESSO IL COMANDO DI VENEZIA
1) Azione disciplinare nei confronti del personale
2) Interferenze nella gestione sanitaria e sostanziale sovrapposizione alle competenze in ambito medico.
3) Condotte reiterate relative al percorso per il conseguimento della patente terrestre di 3° grado
4) Mancato riscontro sul tema salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Al Sottosegretario all’interno con delega ai Vigili del Fuoco
On. Emanuele PRISCO
Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e Difisa Civle
Prefetto Attilio VISCONTI
Tramite :Ufficio I – Gabinetto del Capo Dipartimento
Vice-Prefetto Angelina TRITTO
Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Eros MANNINO
All’Ufficio Relazioni Sindacali
Vice-Prefetto Floriana LABBATE
Al Prefetto di Venezia
Dott. Darco PELLOS
Al Direttore Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e T.A.A.
Dott.Ing. Cristina D’ANGELO
e, p.c. Al Dirigente del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Venezia
Ing. Alberto MAIOLO
OGGETTO: PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE PROVINCIALE DI CATEGORIA PRESSO IL COMANDO DEI VIGILI DEL FUOCO DI VENEZIA – RICHIESTA DI ATTIVAZIONE DEL TAVOLO DI CONCILIAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 146/90, LEGGE 83/00 E S.M.I.
Spett.li
La scrivente Organizzazione Sindacale USB Vigili del Fuoco – Coordinamento Provinciale di Venezia, per il tramite della struttura regionale, proclama formalmente lo stato di agitazione provinciale di categoria a seguito del perdurare di una gestione del personale caratterizzata da modalità ritenute lesive delle corrette relazioni sindacali, del clima lavorativo e dei principi di imparzialità, correttezza e collaborazione che devono necessariamente contraddistinguere l’azione dirigenziale.
La scrivente evidenzia, in particolare, una serie di comportamenti e iniziative poste in essere dalla dirigenza del Comando che, per modalità e conseguenze prodotte, appaiono configurare un progressivo deterioramento del rapporto fiduciario con il personale e un utilizzo delle prerogative dirigenziali non coerente con il ruolo istituzionale ricoperto.
Alla base della presente proclamazione si individuano i seguenti elementi di particolare gravità:
1) Azione disciplinare nei confronti del personale
Si contesta l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di una lavoratrice in relazione al mancato superamento dell’esame teorico per il conseguimento della patente terrestre di 3° grado. Tale iniziativa, per modalità e tempistiche, viene percepita dal personale come un elemento di forte pressione e intimidazione nei confronti dei discenti impegnati nei percorsi formativi, generando un clima incompatibile con un corretto processo di apprendimento e crescita professionale.
Si evidenzia inoltre come diversi percorsi formativi vengano disposti d’ufficio senza una preventiva valutazione delle reali attitudini professionali dei lavoratori, delle esperienze già maturate e dei percorsi individuali intrapresi, determinando una gestione non condivisa e non rispettosa delle professionalità presenti.
2) Interferenze nella gestione sanitaria e sostanziale sovrapposizione alle competenze in ambito medico.
La scrivente denuncia una grave anomalia nella gestione delle procedure sanitarie, con iniziative della dirigenza che appaiono interferire con competenze attribuite esclusivamente al medico competente/incaricato ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs. 81/2008. In particolare, il dirigente avrebbe richiesto direttamente al lavoratore la produzione di ulteriore documentazione sanitaria e l’esecuzione di accertamenti clinici e strumentali, senza attivare il necessario percorso attraverso i medici e senza limitarsi al ricevimento del solo giudizio di idoneità alla mansione. Si ribadisce che la valutazione delle condizioni sanitarie del lavoratore, la necessità di eventuali approfondimenti clinici e la definizione degli accertamenti necessari rientrano nella competenza esclusiva del professionista sanitario incaricato, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, del segreto professionale e della riservatezza sanitaria.
Nel caso specifico, a distanza di circa tre mesi da un accertamento sanitario effettuato presso le Ferrovie dello Stato ai fini dell’idoneità alla mansione di autista e non di idoneità al servizio di soccorso, il dirigente ha richiesto direttamente al lavoratore ulteriore documentazione sanitaria con atto sottoscritto personalmente, ponendo il medico esclusivamente per conoscenza anziché quale soggetto titolare del relativo percorso valutativo.
Tale modalità rappresenta una evidente alterazione dell’iter previsto dalla normativa vigente e una indebita sovrapposizione tra ruolo amministrativo e competenza sanitaria perseguibile nelle sedi competenti.
3) Condotte reiterate relative al percorso per il conseguimento della patente terrestre di 3° grado
La scrivente evidenzia inoltre il reiterarsi di iniziative vessatorie rivolte a specifici lavoratori per il conseguimento obbligatorio della patente terrestre di 3° grado.
La dimostrazione di quanto esposto è riconducibile all’organizzazione di corso straordinario non previsto dalla programmazione annuale, destinato ad un numero estremamente limitato di partecipanti (tre vigili in servizio presso il Comando di Venezia, un volontario dello stesso Comando e un Ispettore antincendi del Comando di Padova). Chiediamo perchè sia stata permessa la partecipazione di un ispettore, ponendo l'amministrazione nelle condizioni, viste le carenze nel ruolo , di perdere un possibile discente e creare una sovrapposizione di competenze acquisite sulla figura dell'ispettore antincendi.
Tale scelta appare difficilmente conciliabile con l’obiettivo dichiarato di incrementare il numero del personale abilitato alla conduzione dei mezzi di soccorso, appare invece una spesa ingiustificata considerato l’impiego di risorse umane ed economiche dell’Amministrazione dimostrando la mancanza di ottimizzazione e di programmazione: due istruttori professionali, personale dello staff didattico, commissione esaminatrice e impiego di mezzi adibiti al soccorso.
La scrivente ritiene pertanto necessario chiarire le reali finalità di tale iniziativa, che appare caratterizzata da una gestione selettiva e non rispondente ai criteri di trasparenza, equità e programmazione.
4) Mancato riscontro sul tema salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Si rileva inoltre il mancato riscontro alla richiesta di convegno avanzata dalla scrivente Organizzazione Sindacale e previsto per il 22 maggio u.s. presso il Comando di Venezia, avente ad oggetto la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’iniziativa nasceva con spirito costruttivo e di confronto, con particolare riferimento agli approfondimenti condotti in materia di esposizione a PFAS e agli studi scientifici realizzati da USB con il contributo di professionisti del settore medico e scientifico. Obiettivo del convegno, al quale avremmo chiesto la partecipazione di rappresentanti dell’Amministrazione, era di collaborazione e condivisioni dei lavori svolti.
La mancata risposta del dirigente di Venezia rappresenta un’ulteriore conferma della difficoltà nel mantenere un confronto trasparente e collaborativo sulle tematiche riguardanti la tutela della salute dei lavoratori dimostrabile dalla nota inviata all’ufficio relazioni sindacali e per conoscenza al Capo del Corpo (prot. VE 17984 del 28/05/2026) a seguito della nostra segnalazione (prot.75 del 27 maggio 2026 indirizzata all’ufficio relazioni sindacali presso il Dipartimento) e che per errore è stata recapitata alla scrivente. Dalla nota in questione emerge tutta la volontà del dirigente di Venezia di non esporsi in materie che “sono rimesse al prudente apprezzamento” del solo Comandante cercando l’appoggio del Dipartimento e di svincolarsi da argomenti ritenuti scomodi.
Alla luce di quanto sopra esposto, e riservandosi la scrivente di produrre ulteriori elementi nelle sedi competenti, si proclama lo stato di agitazione provinciale di categoria e si richiede l’immediata attivazione delle procedure previste dalla normativa vigente in materia di raffreddamento e conciliazione dei conflitti.
Il clima al Comando è sempre più conflittuale a causa delle scelte dispotiche e ottuse di una dirigenza che ha scelto lo scontro come modalità di confronto
Si richiama inoltre l’obbligo, nelle more dell’esperimento del tentativo di conciliazione previsto dalla Legge 146/90 e successive modificazioni, di astenersi dall’adozione di qualsiasi atto o iniziativa che possa risultare pregiudizievole nei confronti del personale interessato o delle Organizzazioni Sindacali coinvolte.
Si richiede che la prevista procedura di conciliazione venga svolta presso i locali della Prefettura di Venezia, esclusivamente alla presenza del Signor Prefetto di Venezia, in qualità di conciliatore.
Distinti saluti.
per il Coordinamento Regionale USB VVF Veneto
Enrico Marchetto