DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE

Nazionale -

 

Al Ministro dell'Interno
Prefetto Luciana LAMORGESE


Al Vice Ministro dell'Interno
On. Vito CRIMI

 

Dipartimento della Funzione Pubblica - Ufficio per le Relazioni Sindacali

dott. Valerio TALAMO

 

Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile
Capo Dipartimento

  Prefetto SalvatoreMario MULAS

 
Tramite:                                                                                                                          
Ufficio I - Gabinetto del Capo Dipartimento
Capo del Gabinetto del Capo Dipartimento
Viceprefetto Roberta LULLI

Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Vice Capo Dipartimento Vicario
ing. Fabio DATTILO

Al responsabile dell'ufficio Garanzia dei Diritti Sindacali

dott.ssa Silvana LANZA BUCCERI

 

OGGETTO: DICHIARAZIONE DELLO STATO D’AGITAZIONE DI CATEGORIA - VOLONTÀ DI PROMUOVERE LO SCIOPERO NAZIONALE DELLA CATEGORIA VIGILI DEL FUOCO - RICHIESTA DEL TAVOLO DI CONCILIAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 146/90 E/O LEGGE 83/2000 E SUCCESSIVE MODIFICHE.

 

La scrivente Organizzazione Sindacale, in riferimento all'oggetto, con la proclamazione dell'immediato stato di agitazione del personale del CNVVF chiede l'attuazione della procedura di raffreddamento ai sensi della normativa in vigore - Visto che le politiche retributive devono necessariamente articolarsi attraverso la partecipazione attiva del Sindacato, un principio che non necessita di alcuna legittimazione su cui non devono esserci margini di discussione soprattutto dinanzi a qualsiasi tentativo di disconoscimento delle Sue prerogative funzionali.

Visto che lo strumento del confronto tra le parti è l’espressione massima del fenomeno rappresentativo, la cui assenza sarebbe, oltre che un inaccettabile sbilanciamento nelle politiche retributive, una evidente svalutazione delle dinamiche negoziali espressione della maggioranza rappresentativa sindacale disattese dal dipartimento in merito al finanziamento dei 165 milioni di euro finalizzati alla valorizzazione (disposte dall’articolo 1, comma 133 della Legge 160/2019) che si sono tradotte in: 13 e 44€ ai vigili giovani, assorbimento della maggiorazione dei 22 e 28 anni della indennità di rischio per i vigili anziani, blocco quinquennale sulle prime assegnazioni, nessuna assegnazione di fondi previdenziali, istituzione di un incomprensibile istituto dello straordinario a scapito di un miglioramento delle quote fisse da destinare alla base operativa. 

Un confronto necessario per definire un progetto di provvedimento normativo, solo dopo aver siglato il documento di intesa tra le parti, finalizzato ad una maggiore e migliore armonizzazione del trattamento economico, superando la mera comparazione delle qualifiche in considerazione delle funzioni specifiche e peculiari del personale del CNVVF e del fatto che non sussiste alcun preciso termine di raffronto o riferimento con il personale degli altri Corpi. Per la valorizzazione del Corpo Nazionale attraverso istituti di tutela previdenziale atti a garantire ai Vigili del Fuoco la disponibilità di una pensione adeguata e maggiorata anche in relazione agli effetti del lavoro usurante sul personale e la creazione di un equilibrio tra livello retributivo, struttura della retribuzione e dinamica retributiva anche in relazione agli sviluppi di carriera superando delle attuali criticità retributive, ordinamentali e previdenziali e di tutela assicurativa sanitaria che vedono la base soccobente.

In ragione di quanto esposto, e di altro che ci riserviamo di esporre nella sede opportuna relativamente alla ripartizione delle risorse economiche in parola e più precisamente in relazione alle tabelle presentate in videoconferenza nella giornata del 12 marzo u,s, e alle successive tabelle inviate il giorno 26 marzo, le posizione della scrivente sono ben note, e di assoluta contrarietà sia in ordine al metodo che rispetto al merito delle stesse.

Nello specifico, ancora una volta, rappresentiamo come la ripartizione degli incrementi retributivi prospettati dall’Amministrazione, avendo come unico riferimento le qualifiche degli operatori della sicurezza, sia irrispettosa di quegli elementi di equità richiesti dal personale del Corpo, così come di quei principi di omogeneità e proporzionalità e, finanche, irriguardosa, penalizzante e offensiva per talune qualifiche maggiormente esposte al Servizio. Emergono chiarissime le criticità di seguito indicate:

 

1. Risorse economiche insufficienti rispetto l’iniziale previsione di spesa;

 

2. Assenza della questione previdenziale;

 

3. Assenza di risorse economiche finalizzate al correttivo del D.L.vo 127;

 

4. Incrementi retributivi totalmente insufficienti per il personale operativo con minore anzianità di servizio (Vigile del fuoco 0-4anni-vigile del fuoco esperto ecc.);

 

5. Sproporzionati incrementi retributivi per il personale del ruolo Dirigente – Direttivo;

 

6. Eccessive risorse economiche destinate al trattamento economico accessorio (47.5MLN);

 

7. Eccessiva premialità dell’anzianità di ruolo, rispetto all’anzianità di servizio del personale;

 

8. Totale assenza di quei principi di omogeneità e proporzionalità degli incrementi retributivi, peraltro dichiarati nella proposta stessa;

 

9. Incrementi retributivi non reali del personale operativo al compimento del 22° e 28° anno di servizio a causa dell’assorbimento della maggiorazione dell’indennità di rischio;

 

10. Negazione di un doveroso percorso negoziale che, oltre a violare le prerogative sindacali Costituzionalmente previste, impedisce il sacrosanto principio della partecipazione dei lavoratori tutti, per mezzo del principio della rappresentatività sindacale;

 

11.Prevedibili ritardi nella corresponsione degli aumenti retributivi del personale, a causa del percorso Parlamentare previsto.

 

Nello specifico si richiama a quanto contenuto nella N.52/L Dlg del 6 ottobre 2018 n.127 all'art. 138 comma 1,  lettera a), disatteso dall'amministrazione e dal Gabinetto del Ministro, che nel trattare la materia di negoziazione specifica che formano oggetto del procedimento negoziale: "il trattamento economico fondamentale e accessorio, ivi compreso quello di lavoro straordinario, secondo parametri appositamente definiti in tali sedi che ne assicurino, nell'ambito delle risorse stanziate dalle finanziarie per corrispondere i miglioramenti retributivi al personale statale di diritto pubblico, sviluppi omogenei e proporzionali quindi dichiariamo lo stato di agitazione Nazionale chiediamo l’immediata applicazione della normativa vigente.

Si ricorda l'impossibilità di commettere atti pregiudizievoli prima che sia esperito il tentativo di conciliazione ai sensi della normativa in parola.

 

il Coordinamento Nazionale USB VVF

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