VIGILI DEL FUOCO A ROMA: SGOMBERATORI SERIALI?

Dopo pochi giorni troviamo ancora i Vigili del Fuoco della Capitale che si sono resi involontariamente complici di un'operazione di ordine pubblico

 

Roma -

VIGILI DEL FUOCO A ROMA: SGOMBERATORI SERIALI?

Ancora una volta i Vigili del Fuoco di Roma vengono impiegati in operazioni che, di fatto, accompagnano uno sgombero, finendo per diventare, loro malgrado, il volto operativo di decisioni assunte da altri. È accaduto ieri allo Spin Time!

Si tratta di un intervento che coinvolge una realtà sociale complessa, nella quale vivono bambini, anziani e interi nuclei familiari e dove, nel tempo, sono nate esperienze di integrazione e solidarietà costruite dal basso. In questi scenari i Vigili del Fuoco vengono esposti in prima linea, pur non avendo alcuna responsabilità sulle scelte amministrative o politiche che conducono allo sgombero.

È un impiego che USB Vigili del Fuoco contesta da sempre. Il Corpo Nazionale non nasce per essere impiegato in operazioni connesse all'esecuzione di sgomberi né per concorrere ad attività di ordine pubblico.

 La sua missione è il soccorso tecnico urgente, la salvaguardia della vita umana, la tutela dell'incolumità delle persone e la messa in sicurezza degli scenari di intervento.

Eppure assistiamo con crescente preoccupazione a un progressivo slittamento verso funzioni che non appartengono alla nostra storia e alla nostra identità. Non possiamo non rilevare come tale impostazione sia coerente con la linea politica perseguita dall'attuale Governo e dal Ministro competente, orientata a rafforzare gli strumenti di sicurezza e controllo anche attraverso un ampliamento delle funzioni attribuite ai Corpi dello Stato. Una visione che USB respinge con decisione perché rischia di snaturare il ruolo dei Vigili del Fuoco e di compromettere il rapporto di fiducia costruito in decenni di servizio con i cittadini.

Ancora più preoccupante è il nuovo ordinamento del Corpo Nazionale, che attribuisce ai Vigili del Fuoco funzioni riconducibili alla qualifica di agente di pubblica sicurezza. Una scelta che USB ha contrastato fin dalla sua impostazione e che rischia di offrire una legittimazione normativa all'impiego dei Vigili del Fuoco in scenari sempre più estranei al soccorso tecnico urgente. Oggi assistiamo a episodi che sembrano anticipare quella deriva; domani potrebbero diventare la normalità.

Il risultato è un cortocircuito inaccettabile. Gli stessi Vigili del Fuoco che vengono accolti nelle scuole, nelle associazioni e nei quartieri, che organizzano iniziative come Pompieropoli per educare i bambini alla cultura della sicurezza e della solidarietà, finiscono poi per essere percepiti come parte di operazioni che incidono profondamente sulla vita di quelle stesse comunità.

 È l'immagine di uno Stato che utilizza uno dei suoi Corpi più stimati per attività che nulla hanno a che vedere con il soccorso. Un paradosso che richiama il mito di Saturno che divora i propri figli: chi ogni giorno costruisce fiducia con i cittadini viene poi impiegato in contesti che rischiano di incrinare irrimediabilmente quel rapporto.

USB Vigili del Fuoco ribadisce la propria assoluta contrarietà a questa deriva. I Vigili del Fuoco non sono una forza di ordine pubblico, non devono essere utilizzati per conferire forza e credibilità a provvedimenti di sgombero e non possono diventare lo strumento attraverso il quale si affrontano problemi sociali che richiedono risposte politiche, amministrative e abitative.

C'è poi un ulteriore profilo che riteniamo estremamente preoccupante e che riguarda direttamente la sicurezza collettiva. Il rapporto tra i cittadini e i Vigili del Fuoco si fonda su un presupposto imprescindibile: la fiducia. Chi chiama il Numero Unico di Emergenza 112 deve sapere che dall'altra parte arriverà esclusivamente il soccorso, senza il timore che il nostro intervento possa trasformarsi nel presupposto per possibili provvedimenti successivi, percepiti come infondati o pretestuosi, estranei alla nostra missione istituzionale.

Se anche solo una parte della popolazione dovesse maturare il timore che la richiesta di soccorso possa innescare conseguenze diverse dall'assistenza tecnica e dalla tutela dell'incolumità il rischio sarebbe gravissimo. Potrebbero verificarsi ritardi nella richiesta di aiuto, con effetti potenzialmente devastanti per la pubblica incolumità e per la sicurezza degli stessi Vigili del Fuoco. Un principio d'incendio segnalato tempestivamente è un conto; un incendio sviluppatosi fuori controllo a causa di una chiamata ritardata è tutt'altra cosa, con un'esposizione al rischio enormemente maggiore sia per i cittadini sia per il personale di soccorso.

Per questo motivo riteniamo indispensabile preservare la netta separazione tra il soccorso tecnico urgente e ogni attività riconducibile alla gestione dell'ordine pubblico.  

La credibilità del Corpo Nazionale e l'efficacia del sistema di soccorso si fondano proprio sulla certezza, per ogni cittadino, che chiamare i Vigili del Fuoco significhi ricevere esclusivamente aiuto.

continueremo a opporci con determinazione a ogni tentativo di snaturare il corpo nazionale e a difendere il ruolo dei vigili del fuoco come presidio di soccorso, di prossimità e di solidarietà. il nostro posto è accanto ai cittadini nel momento del bisogno, non nelle operazioni che li allontanano dalle loro case.

        LO RIBADIAMO CON FORZA: I VIGILI DEL FUOCO NON SGOMBERANO!

il Coordinamento Provinciale USB VVF Roma