Decreto "brunetta" - finanziaria - sindacati!!

Per quali ragioni dovremmo essere compiaciuti?

Nazionale -

Lavoratori,

questo Governo è partito con un passo  peggiore del precedente. Con le prime iniziative intraprese sono stati  tagliati i fondi ai vari ministeri  tra i quali quello dell’Interno da cui  sono stati prelevati ben 33 milioni di €. Il Governo  precedente tra decreti bersani e finanziarie ha fatto, forse,  un po’ peggio.

Quanto incideranno questi tagli sulla funzionalità del Corpo nazionale lo vedremo da qua a poco. Dobbiamo sobbarcarci un governo di capitalisti ed un opposizione di imprenditori, prefetti e militari e sembra che a questi tutto ciò non basta! Dai noi  vogliono TUTTO! Dall’annichilimento dei lavoratori ai  diritti personali e sindacali per passare allo svuotamento dei contratti di lavoro. Infatti, assistiamo in questi giorni al balletto delle cifre dei mezzi di informazione, sotto il controllo del Governo, che ci fanno sapere quanto siamo ricchi e che abbiamo avuto aumenti  superiori al previsto.

In realtà, i soldi stanziati dal governo per le retribuzioni tabellari sono pari all'1,7% per il 2008 e dell'1,5 nel 2009 (ovvero l'inflazione programmata dal governo). Praticamente, il governo offre al mese 8 euro per il 2008 e 65 euro medi per il 2009.

Quindi, in totale, i soldi a disposizione prevedono un aumento del 3,2% nel biennio 2008/2009.

Se pensiamo che, solo nel 2008, l'inflazione programmata   è al 4%, ci si rende conto di quanto si svaluterà il nostro stipendio (senza dimenticare la decurtazione, per decreto, dei fondi di amm-ne).

In sostanza il governo somma anche gli arretrati del contratto precedente (2006/2007) e come per magia, parla di un incremento del 6%, volendo, come contraccambio, l'allungamento a 3 anni della durata del contratto, come da accordo tra sindacati di regime e precedente Governo!

A ciò si aggiunge il decreto “brunetta” che, senza voler entrare nel merito di tutti gli articoli, a seguito dell’ emanazione della circolare n° 8/2008, in materia di malattie, specifica che in fase di conversione della legge  133/2008, di cui  l’art.71 è stato modificato disponendo che, per il comparto dei lavoratori pubblicistici (difesa e sicurezza ) le norme, in caso di malattie,  conseguenti a lesioni riportate in attività operative, non si applicano.

 

E’ rimasta, per il momento esclusa la componente dei Vigili del Fuoco !!!

 

Senza voler essere  oltraggiosi, circa l’atteggiamento di questo governo che ha escluso parte dei lavoratori, dello stesso comparto pubblicistico, dalle norme  sulla malattia.  Non è possibile tacere che ciò opera  una restrizione dei  diritti soggettivi, una limitazione della libertà e quindi della  vita privata singoli.

Si precisa che  la norma stessa agisce solo in casi veramente limitati quali le lesioni riportate solo in servizio! Per tutti gli altri casi la decurtazione ed il “carcere “ domiciliare rimane a vita.

Non comprendiamo tutte queste note di parziali o completi “appagamenti”,  che a vario titolo i sindacati di stato e quelli corporativi, esprimono al Ministro,  sul fatto che i Vigili del fuoco oggi non ricompresi nella circolare  dovranno aspettare  l’adoperarsi del governo nel prossimo futuro per non rientrare nella cayenna delle disposizioni in materia di malattia.

Ma è mai possibile che ancora oggi c’è chi pensa che i lavoratori hanno l’anello al naso e la sveglia al collo, tale da non capire  se il Governo  ha a cuore o meno  i  Vigili del fuoco? Se un minimo  di attenzione ci fosse stata non ci sarebbe stato bisogno di rimandare ad altro provvedimento  l’esclusione.

Non è che oggi c’è il governo “nero” e cattivo e quindi vuole colpire i lavoratori! Non è cosi! La campagna di odio verso i lavoratori e lo smantellato  “ del posto fisso” è iniziativa dei progressisti del precedente governo, nella persona del “compagno” ichino, parlamentare di opposizione e sindacalista di sinistra!

Lavoratori al posto di farsi prendere per i  fondelli o pendere dalla bocca del sindacalista mestierante di governo, riprendiamoci la nostra dignità senza aspettare  che le cose cambino (in peggio), ma organizziamoci ed imponiamo noi l’agenda a questo Governo.

Siamo in stato di agitazione, se tardano ad arrivare risposte ci avviamo ad intraprendere azioni di sciopero e manifestazioni… altro che soddisfatti!!!

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