CRITICITA' DEL COMANDO DI BOLOGNA
a C.A. del Comandante Provinciale
Arch. Rosa D’Eliseo
Epc alla C.A. del Dirigente Vicario
Ing. Alessandro Granata
Oggetto: Criticità del Comando di Bologna
Nel darle il benvenuto in questo Comando ci è fatto l’obbligo di esporle quelle che per noi sono le maggiori criticità, non ci aspettiamo trucchi di magia ci accontentiamo di un orecchio attento, un occhio critico, una intelligenza pragmatica e una sensibilità particolare. Siamo consapevoli dei continui tagli ai bilanci da parte dell’ennesimo “Governo del fare”, che tanto promette e nulla fa. Non ci aspettiamo miracoli, ma un impegno serio ad affrontare le varie questioni, portandone a conclusione almeno qualcuna. Certo il continuo alternarsi dei dirigenti in questo Comando anche per brevi periodi, non aiuta una coerente presa in carico dei vari progetti, soprattutto quando questi richiedono tempi di attuazione medio lunghi. Comprensibile ma non accettabile che a volte da parte del dirigente di turno ci sia la tentazione di non impegnarsi troppo e non affrontare le questioni più spinose, soprattutto se la permanenza è breve, a volte lasciare tutto come è, può essere la strada meno dolorosa, ma nei fatti è la più deleteria per l’organizzazione del soccorso. Gestire l’esistente non basta più da tempo, ci vuole coraggio ed iniziativa, che a volte è mancata in passato, anche quando vi era la buonafede e le capacità per fare la differenza.
Fatta questa doverosa premessa le elenchiamo alcune criticità che per noi della USB hanno un impatto sulla qualità di vita dei lavoratori e sulla risposta del dispositivo di soccorso, per necessità di sintesi alcuni problemi che la scrivente ha nel tempo rilevato non sono evidenziati nel dettaglio, ma spesso sono la diretta conseguenza di quelli scritti sotto:
Risorse umane
Segnaliamo in primis la carenza strutturale dell’organico del Comando, diventata critica in questi ultimi anni, sia del personale operativo che quello amministrativo. La questione è nazionale, ne siamo consci, ma questo non deve essere l’alibi di un certo immobilismo, ci aspettiamo dal nostro Comandante vigore nel denunciare tali carenze, come fatto già dal suo predecessore, utile valutare con maggiore attenzione le richieste da parte degli operativi al passaggio ad orari differenziati, opportuno migliorare la distribuzione dei carichi di lavoro sia in ambito operativo che amministrativo. La carenza di organico nei ruoli dei qualificati arriva al 40%, in quello dei vigili al 20%, tra la componente logistico gestionale abbiamo carenze che sfiorano l’80%, come per quelle informatiche al 50%. Numeri folli che hanno portato a situazioni critiche, come quella di avere la centrale sfornita di partenze eccetto gli appoggi, fino a quindici anni fa avevamo anche la terza partenza in sede centrale, oggi un miraggio. Vero abbiamo il contributo di tanti distaccamenti volontari, indubbia risorsa, ma ricordiamo che molti di questi in orario diurno, nei feriali , non possono garantire la piena operatività e comunque la componente volontaria non è un sostituto di quella permanente. Capita spesso di ridurre il dispositivo di soccorso sul territorio, dispositivo che è sempre al minimo, dovremmo su questo confrontarci su quali sono le sue idee in merito, quali i distaccamenti in caso di carenza da chiudere o ridurre, nel caso lei ritenga che sia anche questa una possibilità.
Le segnaliamo alcune situazioni che a breve avranno bisogno di trovare soluzione a causa di pensionamenti imminenti, come il laboratorio autoprotezione, l’ufficio automezzi/officina, il magazzino, tutte aree strategiche per il soccorso, ma anche l’ufficio TEP vedrà a breve il pensionamento della responsabile, si dovrà pensare per tempo ad affiancamenti propedeutici alla continuità del servizio gestito da questi uffici. Per quanto riguarda l’ufficio TEP ci preme evidenziamo che con il suo predecessore avevamo iniziato una interlocuzione finalizzata a migliorare la trasparenza e il controllo sulla gestione degli straordinari, trovando da parte dello stesso un interesse a fornire strumenti finalizzati a questo, un modo per averli puntualmente tracciati c’è già ed è il SIPEC (ci riserviamo un incontro apposito su questo per poter esporre nel dettaglio la questione).
In ultimo parliamo di formazione e di specializzazioni, sarà opportuno considerarle in sede di mobilità, soprattutto in ingresso, ma anche per pianificare la formazione e la partecipazione ai corsi stessi si dovrà tenere conto della distribuzione nei turni, dovremmo parlarne serenamente e trovare un criterio che venga incontro alle necessità del personale, alle sue giuste aspettative che si sposino però anche con quelle del soccorso e con quelle della sicurezza sul lavoro, tenuto conto che una cattiva distribuzione delle specialità non ha solo un impatto sul dispositivo di soccorso ma anche sul singolo lavoratore e sul suo carico di lavoro e responsabilità.
Sedi di servizio
La situazione delle sedi di servizio è vecchia, diremo in alcuni casi sclerotizzata. Tralasciamo su Pianoro perché per fortuna a breve la situazione si risolverà, anche l’aeroporto vede da parte dell’amministrazione una interlocuzione in atto con gli enti aeroportuali per lavori di miglioramento, il distaccamento di Imola ha un progetto in essere di cui però non abbiamo al momento aggiornamenti e ci piacerebbe averli, conoscere i tempi per la nuova sede e quindi nel frattempo chiediamo di intervenire per le criticità maggiori. Budrio ha bisogno di interventi di manutenzione importanti, ma è per Vergato e il Carlo Fava che la situazione è drammatica, Vergato è in una sede inappropriata e quindi si deve trovare un’altra sede dove trasferirsi, si spera nello stesso comune, per il Carlo Fava invece si è investito in un progetto ambizioso per fare una nuova sede, prevedendo la demolizione della vecchia, ma i costi sono lievitati tanto da renderlo una chimera. Ora ci troviamo con un progetto da pagare decine di migliaia di euro che rimarrà sulla carta, non vi è una soluzione alternativa all’orizzonte, come USB abbiamo proposto al suo predecessore e al Direttore Regionale di rivedere il progetto e prendere in considerazione la ristrutturazione della sede esistente, partendo dall’antisismica come primo passaggio, al consolidamento della struttura per poi procedere per lotti al rinnovo degli impianti e al totale restayling di tutta la sede, per fare questo però si deve concludere l’iter con il vecchio progetto, rinunciando allo stanziamento attuale che è comunque insufficiente, il suo predecessore aveva visto in questa proposta una sua logica e fattibilità, speriamo di trovare in Lei la persona che può dare una svolta a questo progetto. Oggi la situazione del Carlo Fava e di Vergato è oltre i limiti della decenza.
Per quanto riguarda la sede centrale si attendono da troppo tempo l’inizio dei lavori di efficientamento energetico per il quale vi è uno stanziamento di fondi, i problemi della sede sono molti, tra infiltrazioni, problemi strutturali, infissi inadeguati, portoni rovinati e pericolosi, bagni vecchi. Urgente poi un intervento importante sulla centrale termica e su quella elettrica, per questi due interventi da quello che ci risulta le cifre sono a cinque zeri, non ci risultano stanziamenti all’orizzonte.
Concludiamo ricordando che le sedi di servizio dovrebbe rispettare i dettami del DL81/08, oggi in molte di queste si va in deroga alla legge, esponendo i lavoratori a rischi per l’incolumità e la salute.
Mezzi
La situazione dei mezzi è nota in tutta Italia, ma vogliamo evidenziare che questo comando ha il triste primato del parco mezzi più vecchio del Paese, con una media che supera i 25 anni, in alcuni casi oltre 30 anni. Anche per quanto riguarda le autoscale vi è una criticità, si supplisce spesso con quelle dei volontari, mezzi comunque vecchi e sottratti a quelle comunità che spesso le hanno finanziate con fondi del territorio. Non consideriamo gli ATRID mezzi aerei per il soccorso, in caso li consideriamo utili in specifici scenari. L’arrivo dei nuovi mezzi con il PNRR se possibile hanno complicato più che migliorato la situazione, partendo dalle vetture elettriche per sostituzioni e altri servizi di istituto che non hanno la necessaria infrastruttura di ricarica, non vi è inoltre una carta di credito per rifornirsi fuori dalle nostre sedi e quindi vi sono troppe limitazioni nell’utilizzo, non parliamo poi dei mezzi a GNL, inadeguati proprio per la loro alimentazione che mal si confà con le necessità di versatilità richieste nei contesti emergenziali.
Abbiamo voluto con la presente restituire una fotografia per quanto possibile il più aderente alla realtà attuale, rimanendo nell’analogia, la fotografia risulterà sfocata nei particolari, ma per esigenze di sintesi non potevamo fare diversamente. Come USB siamo a disposizione per affrontare queste problematiche insieme, così da poterle meglio comprendere e magari aiutare a trovare delle soluzioni idonee, anche se utile ricordare che l’onere di trovare una soluzione è proprio dell’amministrazione. Garantiremo per questo fine un leale confronto, un attento controllo sulle azioni dell’amministrazione, una proficua collaborazione nel rispetto dei ruoli a cui ognuno appartiene.
Distinti Saluti
per USB VVF Bologna
Ciro Bartolomei