CONCORSO INTERNO PER L'ACCESSO ALLA QUALIFICA DI CAPO SQUADRA – DECORRENZA 1° GENNAIO 2026. GRAVI CRITICITÀ NELLA VALUTAZIONE DEI RAPPORTI DI INTERVENTO, DISPARITÀ DI TRATTAMENTO E LESIONE DEI DIRITTI DEI CANDIDATI
RICHIESTA URGENTE DI ELIMINAZIONE DEL RELATIVO PUNTEGGIO
Al Ministro dell’Interno
Prefetto Matteo PIANTEDOSI
Al Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno
On. Emanuele PRISCO
Al Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco
Prefetto Attilio VISCONTI
Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Marco GHIMENTI
Al Direttore Centrale per le Risorse Umane
Prefetto Maddalena DE LUCA
Al Direttore Centrale per la Formazione
Ing. Francesco NOTARO
all'Ufficio Relazioni Sindacali
Vice-prefetto Floriana LABBATE
OGGETTO: CONCORSO INTERNO PER L'ACCESSO ALLA QUALIFICA DI CAPO SQUADRA – DECORRENZA 1° GENNAIO 2026. GRAVI CRITICITÀ NELLA VALUTAZIONE DEI RAPPORTI DI INTERVENTO, DISPARITÀ DI TRATTAMENTO E LESIONE DEI DIRITTI DEI CANDIDATI. RICHIESTA URGENTE DI ELIMINAZIONE DEL RELATIVO PUNTEGGIO.
Egregi,
La USB Vigili del Fuoco, in riferimento al bando di concorso interno per l'accesso alla qualifica di Capo Squadra, con decorrenza 1° gennaio 2026, pubblicato nel Bollettino Ufficiale del Personale del Ministero dell'Interno n. 1/36 del 5 ottobre 2026, intende rappresentare le gravi criticità derivanti dall'attribuzione di punteggi ai rapporti di intervento.
La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene che tale criterio, alla luce delle modalità di compilazione e gestione delle schede, non garantisca adeguate condizioni di oggettività, uniformità e verificabilità, rischiando di compromettere la parità di trattamento tra i candidati e il diritto a una progressione di carriera fondata su criteri equi e trasparenti.
NON SI PUÒ AFFIDARE IL FUTURO PROFESSIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO A UN SISTEMA DI VALUTAZIONE CHE NON GARANTISCE A TUTTI LE STESSE CONDIZIONI.
RAPPORTI DI INTERVENTO: ASSENZA DI CONTROLLI INCROCIATI E RISCHIO DI PUNTEGGI NON OMOGENEI
La prima criticità riguarda la mancata integrazione tra i sistemi SO115 e STRATI-WEB.
Secondo le segnalazioni ricevute, i rapporti di intervento vengono compilati senza un controllo incrociato automatico e vincolante con i dati della Sala Operativa, rendendo possibili incongruenze tra il personale effettivamente intervenuto e quello indicato nelle schede.
Una squadra composta da due operatori potrebbe, ad esempio, risultare composta da tre nel rapporto, senza che il sistema rilevi automaticamente la difformità.
Ulteriore elemento di criticità è il mancato incrocio con il foglio di servizio definitivo, sottoscritto dal Capo Turno, dal Funzionario e dal Comandante, che consentirebbe di verificare la composizione del turno, le qualifiche presenti e le responsabilità effettivamente esercitate.
In assenza di tale verifica, un Vigile del Fuoco Coordinatore potrebbe risultare responsabile di un intervento sulla base della sola compilazione della scheda, anche quando nel dispositivo fosse presente un Capo Squadra.
Non si intende mettere in discussione la possibilità che un VFC assuma legittimamente determinate responsabilità, ma evidenziare che la compilazione materiale di un rapporto non può costituire, da sola, prova sufficiente delle funzioni effettivamente svolte.
Si tratta di un problema strutturale di attendibilità dei dati, che assume particolare rilevanza quando questi vengono utilizzati per attribuire punteggi concorsuali.
SDOPPIAMENTO DELLE PARTENZE E DUPLICAZIONE DEI RAPPORTI
Un'altra criticità riguarda le differenti modalità di organizzazione e registrazione degli interventi nei Comandi.
Secondo alcune segnalazioni, in alcuni Comandi è in uso la procedura di sdoppiare una medesima partenza ovvero suddividerla nella compilazione di SO115, ad esempio attraverso un rapporto relativo all'APS identificato come barra 1 e un ulteriore rapporto relativo alla campagnola AIB identificato come barra 2, pur nell'ambito di attività svolte sullo stesso intervento dallo stesso personale.
Queste modalità possono determinare un numero differente di schede a fronte di attività operative comparabili.
Il numero dei rapporti non rappresenta necessariamente il numero degli interventi autonomi, né costituisce una misura oggettiva dell'esperienza professionale.
Non può essere la diversa organizzazione del singolo Comando a determinare maggiori o minori opportunità di punteggio in un concorso nazionale.
COMPONENTI SPECIALISTICHE: SCHEDE MULTIPLE PER IL MEDESIMO INTERVENTO
Particolarmente significativa è la situazione delle componenti specialistiche, come SAPR, SAF, SFA, TAS e delle squadre impiegate nelle emergenze.
Si consideri un equipaggio SAPR in assetto LifeSeeker composto da tre piloti provenienti da Comandi differenti.
Per il medesimo intervento potrebbe essere redatta una scheda dal Comando territorialmente competente e ulteriori schede dai Comandi di appartenenza dei singoli operatori, con possibili duplicazioni e differenti indicazioni delle responsabilità.
La mancata interoperabilità tra SO115 e STRATI-WEB, unitamente all'assenza di una gestione univoca delle squadre extra-Comando, rende difficile garantire che ogni attività venga correttamente identificata e valutata.
Analoghe criticità possono riguardare gli altri settori specialistici, soprattutto durante le emergenze nazionali e regionali.
Una stessa attività di soccorso non può produrre trattamenti concorsuali differenti a seconda del Comando di appartenenza o delle modalità di compilazione delle schede.
RAPPORTI DI INTERVENTO E VERIFICA DELL'EFFETTIVA PARTECIPAZIONE
La mancanza di controlli incrociati potrebbe consentire anche l'inserimento nei rapporti di personale che non abbia materialmente partecipato all'intervento.
A titolo esemplificativo, un operatore di Sala Operativa potrebbe risultare inserito come responsabile di un mezzo di supporto, insieme ad altri operatori della medesima Sala, con successiva compilazione di una scheda recante il riferimento a un altro rapporto, pur senza aver effettivamente preso parte all'uscita.
L'esempio evidenzia una possibile vulnerabilità del sistema, non una contestazione rivolta a specifici lavoratori.
Il punto è semplice: prima di attribuire un punteggio, l'Amministrazione deve poter dimostrare che l'attività dichiarata sia stata effettivamente svolta e che il ruolo indicato corrisponda a quello realmente esercitato.
In assenza di verifiche documentali uniformi, tale garanzia appare insufficiente.
PERSONALE AEROPORTUALE, DISTACCAMENTI SD3, EX ART. 234 E ALTRI SETTORI: UNA DISPARITÀ CHE NON PUÒ ESSERE IGNORATA
Il criterio contestato produce inoltre una evidente disparità tra lavoratori che, per organizzazione del servizio, non hanno le medesime opportunità di maturare rapporti di intervento valutabili.
È il caso del personale aeroportuale, dei colleghi assegnati ai distaccamenti SD3, del personale interessato dall'applicazione dell'ex articolo 234 e di quanti operano in settori con modalità differenti di documentazione delle attività.
Si tratta di lavoratori che svolgono funzioni essenziali per il Corpo Nazionale, ma che rischiano di essere penalizzati per ragioni indipendenti dalla propria preparazione e volontà.
La stessa penalizzazione può riguardare i colleghi che hanno sempre compilato i rapporti attenendosi rigorosamente alle procedure, senza duplicazioni o attribuzioni improprie.
Non è accettabile che il diritto alla progressione di carriera venga condizionato dalla sede di servizio, dalla tipologia di attività assegnata o dalle differenti prassi amministrative dei Comandi.
Un concorso nazionale deve garantire condizioni di valutazione realmente omogenee.
IL MERITO DEVE ESSERE MISURABILE, VERIFICABILE E ACCESSIBILE A TUTTI
La USB Vigili del Fuoco ritiene che le progressioni di carriera debbano valorizzare criteri oggettivi, quali l'anzianità di servizio, la formazione, le abilitazioni, le competenze certificate e l'esperienza professionale.
Particolare attenzione deve essere riconosciuta anche ai formatori, che contribuiscono alla preparazione e alla sicurezza del personale del Corpo Nazionale.
Allo stesso modo, deve essere tutelata la professionalità dei Vigili del Fuoco che affrontano quotidianamente interventi complessi, senza che il loro contributo sia necessariamente rappresentato dal numero di schede compilate.
LE RICHIESTE DELLA USB VIGILI DEL FUOCO
Per quanto esposto, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede con la massima urgenza:
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L'eliminazione dei punteggi attribuiti ai rapporti di intervento dalla valutazione del concorso per Capo Squadra 2026, attraverso gli strumenti amministrativi e giuridici previsti, con conseguente rideterminazione dei criteri di valutazione.
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La sospensione cautelativa della valutazione di tali titoli, nelle more delle necessarie determinazioni, per evitare che dati potenzialmente non omogenei incidano sulle graduatorie.
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Una verifica tecnica nazionale sull'interoperabilità tra SO115, STRATI-WEB e fogli di servizio definitivi, per accertare la corrispondenza tra personale realmente intervenuto, qualifiche presenti e responsabilità effettivamente esercitate.
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L'accertamento delle possibili duplicazioni dei rapporti, comprese quelle derivanti dallo sdoppiamento delle partenze e dalle attività delle componenti specialistiche extra-comando.
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Una valutazione delle disparità di trattamento nei confronti del personale aeroportuale, dei distaccamenti SD3, del personale ex art. 234 e di tutti i lavoratori che, per organizzazione del servizio, non dispongono delle stesse opportunità di maturare tali titoli.
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L'apertura di un confronto sindacale urgente per individuare criteri di progressione professionale realmente oggettivi, uniformi e verificabili, valorizzando anzianità, formazione, abilitazioni, attività formativa ed esperienza professionale.
LA PROGRESSIONE DI CARRIERA È UN DIRITTO DA GARANTIRE CON REGOLE EQUE
Questa iniziativa nasce dalla necessità di tutelare tutti i Vigili del Fuoco, impedendo che differenze organizzative, limiti informatici e modalità di compilazione non uniformi possano incidere ingiustamente sulle loro opportunità di carriera.
Non si possono attribuire punteggi sulla base di dati che non garantiscono controlli incrociati e criteri identici per tutti.
Non si può penalizzare chi svolge il proprio servizio in un aeroporto, in un distaccamento SD3, in un settore specialistico o in qualsiasi altra articolazione del Corpo Nazionale.
E non si può confondere il numero delle schede prodotte con la professionalità e l'esperienza realmente maturate.
CHIEDIAMO REGOLE UGUALI PER TUTTI, VALUTAZIONI TRASPARENTI E IL PIENO RISPETTO DEL DIRITTO DI OGNI VIGILE DEL FUOCO A UNA PROGRESSIONE DI CARRIERA EQUA.
Per queste ragioni, la USB chiede un intervento immediato della Direzione Centrale per le Risorse Umane, considerata l'urgenza determinata dalla procedura concorsuale in corso, e un riscontro scritto sulle determinazioni che l'Amministrazione intende assumere.
per l’Esecutivo Nazionale USB VV.F.
CARMELO COSIMO PETITI