CHIARIMENTO SU COMMA 2 ART.22 DEL D.P.R. 125 DEL 21.06.2025

Solito abuso della banca delle ore

Nazionale -

 

Al Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Ing. Eros MANNINO


Al Direttore Centrale dell’Emergenza il Soccorso Tecnico e AIB
Ing. Marco GHIMENTI


Al Direttore Centrale della Formazione
Ing. Francesco NOTARO


Al Direttore Centrale delle Risorse Umane
Prefetto Maddalena DE LUCA


Al Direttore Centrale per le Risorse Finanziarie
Dott. Fabio ITALIA


All’Ufficio per le Relazione Sindacali
Vice-Prefetto Floriana LABBATE

 


OGGETTO: CHIARIMENTO SU COMMA 2 ART.22 DEL D.P.R. 125 DEL 21.06.2025

 


Gentili in indirizzo,


continuano a pervenire alla scrivente numerose segnalazioni riguardanti il costante ricorso, da parte delle Direzioni Regionali e dei Comandi Provinciali, all’istituto della banca delle ore per la gestione dei mantenimenti delle diverse abilitazioni del CNVVF.
Prima di entrare nel merito della questione, questa O.S. ritiene necessario evidenziare come l’utilizzo della banca delle ore per garantire il mantenimento delle abilitazioni del personale operativo risulti profondamente errato, sia sotto il profilo della tutela dei Lavoratori sia sotto quello organizzativo.
Sotto il primo aspetto, appare inaccettabile che il personale debba utilizzare il proprio tempo per mantenere abilitazioni indispensabili al Corpo Nazionale per garantire il soccorso tecnico urgente e l’efficienza del dispositivo di Colonna Mobile. Il mantenimento delle qualificazioni operative rappresenta infatti un interesse esclusivo dell’Amministrazione e non può tradursi in un sacrificio a carico dei Lavoratori.

Dal punto di vista pratico e organizzativo, il sistema genera evidenti criticità. Un lavoratore che presta, ad esempio, 12 ore aggiuntive destinate alla banca delle ore maturerà un credito che dovrà successivamente recuperare entro i due anni previsti. Tuttavia, lo stesso personale incontra già notevoli difficoltà nella fruizione delle ferie ordinarie; ne consegue che, per consentire il recupero delle ore accantonate, sarà necessario sostituirlo con altro personale, spesso privo delle medesime abilitazioni, ricorrendo ulteriormente allo straordinario. Si determina così un meccanismo distorto nel quale il personale specializzato accumula ore non retribuite, mentre altri lavoratori vengono remunerati per sopperire alle assenze necessarie al recupero della banca delle ore.
Tale situazione diventa ancora più insostenibile per il personale in possesso di molteplici abilitazioni specialistiche, quali SFA, SA, SAF, TAS, SAPR, NBCR e altre. In questi casi, il continuo ricorso ai mantenimenti attraverso la banca delle ore comporta l’accumulo di decine di ore, talvolta anche 50 o 60, rendendo il sistema di fatto ingestibile.
Per questa O.S. i mantenimenti devono essere effettuati durante l’orario di servizio oppure attraverso prestazioni regolarmente retribuite a straordinario per tutto il personale interessato. Mantenere formato ed efficiente il personale operativo è un preciso interesse dell’Amministrazione, che non può continuare a fare affidamento esclusivamente sul senso di responsabilità e sulla disponibilità dei colleghi che operano quotidianamente in prima linea nel servizio di soccorso.
Entrando nel merito della questione, risulta che in numerosi Comandi venga utilizzata la seguente formula per programmare i mantenimenti:
“L’orario reso a straordinario verrà retribuito compatibilmente con il budget assegnato o potrà avvenire attraverso eventuali risparmi di gestione; in assenza delle necessarie coperture finanziarie, le ore eccedenti verranno inserite nella banca delle ore”.
Tale formulazione appare in contrasto con quanto previsto dal comma 2 dell’articolo in oggetto, che rispetto al D.P.R. 7 maggio 2008 introduce l’espressione “...a richiesta dello stesso...”. Tale previsione implica chiaramente che sia il dipendente a dover manifestare preventivamente la volontà di destinare le ore prestate alla banca delle ore e non che tale scelta venga imposta successivamente in caso di mancata retribuzione delle prestazioni effettuate.

Si evidenzia inoltre come, nella prassi, quasi nessun Comando informi preventivamente il personale circa la necessità di presentare domanda per l’inserimento delle ore nella banca delle ore, né comunichi con chiarezza se le prestazioni rese siano state effettivamente retribuite oppure convertite in recupero compensativo.
Resta pertanto incomprensibile come l’Amministrazione possa prospettare il pagamento delle prestazioni straordinarie e successivamente, in assenza di fondi, procedere unilateralmente all’inserimento delle ore nella banca delle ore, nonostante la normativa contrattuale stabilisca espressamente che tale modalità possa avvenire esclusivamente su richiesta del dipendente.
L’Amministrazione ha il dovere di rispettare integralmente quanto previsto dal contratto e non può più proseguire con modalità gestionali che scaricano sui lavoratori le inefficienze organizzative e le carenze di risorse economiche. Il personale deve essere messo nelle condizioni di conoscere preventivamente le modalità di riconoscimento delle prestazioni rese e deve poter scegliere liberamente se effettuare attività retribuite a straordinario oppure destinate alla banca delle ore, senza subire imposizioni successive determinate esclusivamente dall’assenza di coperture finanziarie.
Si resta attesa di cortese riscontro, porgendo i saluti.

 


per il Coordinamento nazionale USB VV.F.
Paolo CERGNAR