AVVICENDAMENTO AL COMANDO DI BRINDISI

LETTERA APERTA

Brindisi -

Il 15 di settembre per il Nostro Comando non potrà essere un giorno qualunque. Si perché con qualsiasi chiave di lettura li si voglia leggere gli ultimi tre anni sono stati anni terribili e questa data non potrà che rappresentare un punto di svolta per ripartire nella direzione giusta.
Adesso sarebbe fin troppo semplice fare l’elenco delle decisioni sbagliate e dell’ostinazione con la quale si è preteso di sostenere queste decisioni senza apporvi il benché minimo spirito critico necessario a chi riveste una così importante carica.

Il suo operato non ha fatto altro che generare scontento, paura e frustrazione, e arroccato nel suo bunker circondato dai suoi fedelissimi, bramosi di offrirle la loro incondizionata lealtà ed allo stesso tempo terrorizzati dalla paura di contraddirla, non si è potuto rendere conto delle rovine che avanzavano e dei danni cagionati, offuscato com’era dal suo delirio di onnipotenza.E’ chiaro che gli errori possono essere considerati un peccato veniale e solo i  folli possono pensare di essere esenti dall’averne commessi, ma questi, come a tutti i comuni mortali le sarebbero stati perdonati, anche in considerazione della sua troppo breve esperienza da comandante. Ciò che invece risulta difficile daperdonare e dimenticare è il suo accanimento nel perseguire quelli che sono stati i suoi dipendenti in special modo quelli a lei maggiormente invisi, l’assoluta mancanza di partecipazione e condivisione delle problematiche, il tempo da lei buttato al vento per alimentare e sostenere dissidi e contenziosi. Mai si è fatto un giro per la caserma o per i distaccamenti, mai come datore di lavoro si è chiesto come potesse vivere il personale. Lei per molti di noi è stato un perfetto estraneo… la parola più ricorrente per commentare le sue pessime decisioni ed il suo modo di fare era: “non è un pompiere, non è un vigile del fuoco”.Ed USB è proprio convinta che sia così, che lei si trovi nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per errore.E’ evidente che adesso ci rallegriamo del fatto che finalmente ci liberi della sua ingombrante presenza, e ancor più ci rallegriamo e ci sentiamo sollevati dal fatto che nel suo immediato futuro non le sarà consentito di causare sconquassi simili a quelli creati nei pochi Comandi da lei amministrati.A questo punto non ci resta che augurarle, nel suo e nell’interesse del Corpo Nazionale, che possa quanto prima transitare in quiescenza e finalmente godersi un periodo di “meritato” riposo affidando all’oblio del tempo il suo triste operato.Per il Nostro Comando non possiamo fare altro che auguraci un miglioramento … ma in fondo ci rendiamo conto di essere fin troppo facili profeti, d’altra parte peggiorare ancora non è proprio possibile…

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