AVEVAMO SEMPLICEMENTE RAGIONE
Si è svolta ieri, 13 aprile, la procedura di conciliazione scaturita a seguito della proclamazione dello stato di agitazione presso il Comando di Rovigo.
Al centro della vertenza, la mancata applicazione dell’art. 30 del CCNL del 24 maggio 2000 (transito temporaneo del personale operativo dai turni all’orario giornaliero per corsi di formazione).
È grave e inaccettabile che un’Organizzazione Sindacale debba arrivare allo stato di agitazione per ottenere il rispetto di una norma contrattuale chiara, vigente e che non necessita di alcuna concertazione.
Nonostante la risposta dell’ing. Bascià (precedente dirigente), che riconosceva pienamente la correttezza della nostra posizione, il Comando ha ulteriormente aggravato la situazione con un ODG che imponeva ai corsisti il rientro dal sabato mattina, in palese contrasto con la normativa contrattuale.
Nel frattempo, il dirigente ha convocato esclusivamente i firmatari del contratto per una presunta concertazione, escludendo USB dal tavolo. Un comportamento che configura chiaramente una condotta antisindacale, oltre che una pratica scorretta e discriminatoria subito “stoppata” da USB.
Le pressioni esercitate dai firmatari sul Dipartimento e le conseguenti note inviate ai dirigenti locali hanno generato un clima di intimidazione, inducendo i dirigenti meno preparati in materia sindacale a ritenere obbligatoria l’esclusione di USB da tutti i tavoli. Un’impostazione gravissima, che espone l’Amministrazione al rischio concreto di reiterate condotte antisindacali.
Nel merito, il Comando non ha potuto fare altro che ammettere la fondatezza delle nostre rivendicazioni, arrivando persino a dichiararne la condivisione e compiendo un clamoroso dietrofront.
Il tentativo di giustificare tali comportamenti sostenendo che la norma non venga applicata presso il Comando di Roma è stato immediatamente smentito da USB, che ha prodotto l’ODG n. 338 del 3 dicembre 2020 del Comando di Roma.
Ancora una volta USB ha imposto il rispetto delle regole, ponendo fine a una prassi illegittima che costringeva i colleghi a rinunciare ai riposi in modo arbitrario.
Ai colleghi di Rovigo diciamo con chiarezza: non fatevi ingannare da chi sostiene che il mancato rientro del sabato comporti una “sottrazione” di ore. Si tratta di affermazioni false, strumentali e offensive dell’intelligenza di tutti.
USB continuerà a vigilare e a intervenire ogni volta che verranno calpestati diritti contrattuali. Senza compromessi.
Per il Coordinamento Provinciale USB VVF Rovigo
Massimo Brizzante