ALBERTO IL TEMPOREGGIATORE
Ancora una volta dobbiamo registrare, con amarezza ma senza alcuna sorpresa, l’ennesimo episodio di immobilismo travestito da prudenza. Al centro della scena c’è l’ingegner Maiolo, Comandante dei Vigili del Fuoco di Venezia, che ormai si distingue non per capacità decisionale, ma per una raffinata arte del rinvio: temporeggiare.
Di fronte a una richiesta chiara, legittima e soprattutto nei tempi, quella di svolgere un’assemblea sindacale presso il Comando di Venezia programmata per il prossimo giovedì 16 aprile, la risposta non è stata un sì né un no, ma il solito, estenuante rimbalzo. Un rimpallo verso gli Uffici Centrali, come se assumersi una responsabilità fosse un rischio troppo grande da correre. Come se decidere fosse diventato un lusso incompatibile con la tutela della propria carriera.
Eppure l’argomento è di quelli che non ammettono tentennamenti: rinnovo del contratto, riordino delle carriere, criticità locali e, soprattutto, il tema drammaticamente attuale della contaminazione e del rischio tumori tra i Vigili del Fuoco. Un tema talmente serio da richiedere il contributo di due esperte, invitate in presenza a portare competenze e conoscenze a tutela dei Lavoratori.
Ma qui entra in gioco la paura. Paura di esporsi, paura di urtare sensibilità, paura di compromettere equilibri e, forse, anche quella “brillante carriera” che non deve essere offuscata da decisioni scomode. E allora ecco il capolavoro: si mette il bavaglio alla USB e si prende tempo, con la speranza neanche troppo velata che l’iniziativa si spenga da sola.
Quando poi, con puntiglio quasi notarile, si è cercato il pelo nell’uovo sostenendo che in un’assemblea dei Lavoratori non potessero intervenire soggetti esterni, la USB ha fatto come quelli che vogliono davvero risolvere i problemi: ha riformulato la richiesta, dandogli il carattere di un convegno aperto ai Lavoratori.
Risultato? A tre giorni dall’evento ancora silenzio. Ancora rinvii. Ancora risposte elusive.
Non è prudenza, è strategia. Una strategia chiara: non decidere per non disturbare, non esporsi per non rischiare, non autorizzare per non assumersi responsabilità. Il tutto mentre si prova a silenziare una voce libera, indipendente e scomoda come quella della USB.
Ma c’è un punto che il Comandante dovrebbe tenere bene a mente: i diritti dei Lavoratori, la loro salute e la loro dignità non possono essere messi in stand-by. Non possono essere subordinati a logiche di carriera o a equilibri di palazzo.
Per questo motivo la USB non resterà a guardare. Se qualcuno pensa che il tempo giochi contro di noi, si sbaglia di grosso. Il tempo delle attese è finito.
Se “Alberto il temporeggiatore” ha scelto la via dell’immobilismo, la USB sceglie quella dell’azione.
E sarà un’azione chiara, determinata e, soprattutto, impossibile da ignorare.
il Coordinamento Nazionale USB VVF