AL NUCLEO NBCR QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO!

Roma -

 

Luigi Pirandello avrebbe sicuramente preso come Capo Comico il Funzionario responsabile del Nucleo NBCR di Roma. La compagnia teatrale che dirige è ben assortita: comici, marionettisti, mimi, burattinai, ma soprattutto registi e teorici del teatro. Di spettacoli se ne fanno tutti i turni e si elucubrano grandi teorie ogni mattina. Attori che recitano senza sapere bene quale sia la loro parte, o meglio fanno finta di non saperla. Quello che riesce meglio è di scaricare colpe e responsabilità addosso agli altri!

La messa in scena viene sempre rappresentata volutamente senza un copione determinato, per l’appunto recitando a soggetto. NON scrivendo il copione, non esistono regole, non esistono procedure chiare e definite e s’improvvisa sempre. Il Capo Comico è sparito mentre la “compagnia” naviga in acque burrascose. Non ha il coraggio di rimettere il suo incarico e continua a vivacchiare lasciando il Nucleo, (ops la compagnia), in una situazione imbarazzante. Ormai da più di un anno è iniziata una vertiginosa caduta verso il basso che sembra essere inarrestabile. Nonostante i continui appelli e le continue sollecitazioni ad invertire le sorti nefaste, nessuno si prende la briga di sanare la situazione. Ormai tutti corrono ai ripari e la frase che circola nel palcoscenico è “se non siamo più in grado, consegneremo le chiavi e andremo via”. Della serie Ubi dolor ibi Vigiles ma riletta in chiave remissiva e patetica di chi non sa più che pesci prendere.

Un’altra figura però si aggira nell’ombra e nell’oscurità del teatro. Un grande burattinaio che sapientemente muove i fili dei pupazzi. Partendo dalla sua posizione di autorità e dall’ascendente che ha su gli altri, li spinge ad agire a suo piacimento riuscendo sempre a  soddisfare il suo degenerato e sadico bisogno di potere e controllo.

          Ma alla fine prima o poi queste figure di guitti, tarpani e figuranti porteranno la compagnia teatrale al fallimento. Rimarranno solo i bauli e le valigie carichi di costumi di scena e l’odore delle tavole del palcoscenico polveroso. Si sentono lontane le eco degli applausi del pubblico che una volta sosteneva i grandi attori. Ormai resta solo il palcoscenico malconcio e abbandonato di una compagnia che non riesce più ad emozionare come una volta. Come se la primavera avesse lasciato il posto all’autunno!

          Per tutti rimane l’amaro in bocca di aver perso quella che era un’eccellenza che ormai tira a campare.

 

il Coordinamento Provinciale USB VV.F. di Roma

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