Adesione del RdB CUB VV.F. alla "campagna di deamiantizzazione"

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

Bologna -

La RdB/CUB settore Vigili del Fuoco, aderisce alla “campagna di deamiantizzazione” promossa dall’Associazione Esposti Amianto (AEA) di Bologna, con l’auspicio che tali iniziative possano essere “esportate” su tutto il territorio nazionale. Il problema dell’amianto e delle malattie correlate, è tristemente famoso per le morti bianche causate per l’inquinamento dei luoghi di lavoro, dove centinaia, migliaia di lavoratori inconsapevoli, purtroppo hanno pagato e ancora a distanza di anni stanno pagando al prezzo della vita. Spesso i datori di lavoro “sapevano”, ma sugli effetti collaterali dell’uso dell’amianto, hanno preferito per anni tacere, in nome del loro profitto. Ora, a distanza di anni dalle prime norme che obbligavano alla dismissione e bonifica, il problema si è trasformato, per l’incuria di chi avrebbe dovuto vigilare, in una questione di salute pubblica. Ancora oggi esistono una miriade di siti industriali e agricoli dimessi o ancora in uso con la presenza massiccia di cemento-amianto, mentre manca una mappatura esaustiva di questi luoghi contaminati. Ai Vigili del Fuoco non è riconosciuto il rischio di esposizione amianto, e nemmeno l’asbestosi come malattia professionale. La categoria non rientra nemmeno fra le attività particolarmente usuranti. Tuttavia, se vi fosse stato uno studio epidemiologico da parte del competente Dipartimento VVF (Ministero dell’Interno), emergerebbe purtroppo tristemente che il rischio amianto per i pompieri è tuttora una realtà e già molti colleghi si sono ammalati e sono deceduti. Per questo anche la RdB/CUB Vigili del Fuoco si associa alla sacrosanta richiesta dell’ AEA di giungere al censimento definitivo dei siti a rischio amianto per consentirne in tempi brevi anche lo smaltimento. Questo permetterebbe inoltre, di avere a disposizione una mappa utile ai fini della pianificazione di un eventuale intervento di soccorso in queste aree ad alto ricschio. Sapere in anticipo quali sono i rischi, permette una migliore attuazione dei protocolli di protezione individuale.

 

 

 

Vedi allegati.

 

 

 

 

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