Al ritorno dalla Sicilia

ALCUNE RIFLESSIONI SULLA GESTIONE DELL’EMERGENZA ETNA 2002

a cura dei coordinamenti provinciali RdB di Lecco Pavia e Varese

 

 

 

 

Pavia -

Come qualcuno ha già riferito è andato tutto bene… ovvero :se ciò è avvenuto è per via del fatto che gli operativi, vuoi per la loro innata passione (scusate la retorica) o vuoi perché comunque “siamo qua per questo”, hanno fatto il loro dovere; anzi: anche più del loro dovere visto che, specialmente negli ultimi giorni gli interventi riguardavano operazioni che esulano dalla nostra competenza. Si sa: la solidarietà è sempre stata nell’animo del pompiere.

Ma la sensazione unanime che ci ha accompagnato in quei giorni era di uno stato di abbandono da parte della dirigenza, i campi e le loro squadre sembravano vivere in una sorta di autogestione del soccorso improvvisando, di volta in volta, a seconda dell’esigenza del momento.

In realtà, con la consapevolezza di avere un supporto di più di duecento dirigenti, tra tecnici e amministrativi, dal nostro dipartimento uno si aspetterebbe un’organizzazione e una pianificazione dell’emergenza lineare e programmata, ma invece…

Ancora una volta ci si trova di fronte ad una impreparazione che alla prima difficoltà si trasforma in gravi carenze logistiche e operative per chi, trattato come la cenerentola del soccorso, in effetti è il protagonista sulla scena.

Come si può pensare che il personale ed i mezzi siano al pieno dell’efficienza e dell’efficacia dopo un viaggio su terra di quasi 1500 chilometri! E infatti qualcuno ha pensato di fare una sosta. E’ proprio utopia pensare alla nave anche per i Vigili del fuoco o è solo una prerogativa della Protezione Civile ?

Visto che la maggior parte del F.U.A. e dell’integrativo va ai funzionari tecnici, e agli operativi le briciole, perché la maggior parte delle verifiche strutturali deve essere effettuata dai CR o dai CS con ciò che ne consegue, responsabilità comprese ? L’invio in zone operative per loro è calcolato anche per questo compito e per la presenza nelle varie sale operative dei campi : per la Lombardia la chiusura è avvenuta addirittura dopo la partenza dei funzionari!

Lo scaglionamento per le partenze delle colonne mobili della Lombardia , deciso chissà come e chissà da chi, visto il balletto delle competenza tra vari Ispettorati regionali e centrali, si è concluso, dopo un giorno di ritardo sull’improbabile programmazione con la trasformazione delle squadre di soccorso in turisti fai da te: il personale della cucina da campo di Varese in giro in cerca di un posto dove dormire ad un prezzo conveniente !

Bel risultato !

Riflettiamoci sopra, specialmente chi vuole fare del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, politici, sindacalisti o semplici colleghi, uno strumento di repressione da usare a piacere da parte dei vari governi : non è più rimandabile una riforma seria del corpo e una rivalutazione del ruolo dei Vigili del Fuoco, con una collocazione di primaria importanza per la gestione della protezione civile.