RESPINGIAMO IL TENTATIVO DI PRIVATIZZARE IL BAR DI CAPANNELLE

Roma -

Lavoratori!

con i saldi è iniziata la svendita del CNVVF, hanno iniziato con i protocolli d'intesa nei quali si appalta il lavoro dei Vigili del Fuoco alle Associazioni di Volontariato, poi hanno preso di mira l'ONA, il 01/01/2013 ci siamo svegliati senza più l'assicurazione sanitaria e ora vogliono privatizzare la gestione dei bar nelle sedi di servizio.

La generazione ribelle francese nel maggio 1968 scriveva sui propri striscioni: “  Ceder un peu c'est capituler beaucoup”, proprio ad indicare che se si cede anche un solo dito, il passo successivo è che si prenderanno  il braccio fino a venirne poi completamente risucchiati. Questo è quanto sta accadendo al CNVVF: Aumento spropositato del volontariato interno, di quello esterno, accorpamento dei nuclei specialistici o loro cessione ai volontari (cinofili), perdita nell'esclusività di alcune funzioni basilari: le omologazioni, le certificazioni, le vigilanze, fino alla riduzione delle attività soggette alla certificazione di prevenzione incendi.

Oggi a rischio non è solo il bar e tutta l'ONA, ma più in generale il nostro futuro lavorativo dalla  nostra presenza negli aeroporti, al nostro contratto nazionale, alle nostre pensioni.

Se questa sciagurata linea dovesse passare il risultato sarebbe una gigantesca operazione di privatizzazione dei profitti e di socializzazione delle perdite, quanto tempo pensate passerà dall'appalto del bar a quello dei servizi di guardiania e vigilanza? E via così fino alla completa demolizione del CNVVF, così come lo conosciamo oggi.

Guardatevi intorno ovunque ci sono segnali di questa devastazione, personale carente, le nostre sedi di servizio al collasso, in totale stato di abbandono così come lo sono i nostri mezzi vetusti ed inadatti, questo non è dovuto solo ad una cronica carenza di fondi ma sopratutto ad una visione  di CNVVF, che dovrà essere, negli intenti dell'amministrazione sfoltita e dismessa a favore quando dei volontari, quando dei privati, quando delle associazioni di protezione civile. E' un processo di smantellamento iniziato già dagli anni 80, col demansionamento, con la cessione delle autolettighe e dell'elisoccorso, la perdita della gestione delle mense e l'incapacità di costruire un centro interno di valutazione sanitaria.

Siamo ad un passo dal punto di non ritorno, o si riforma il Corpo o siamo avviati verso una spirale che se va bene, consentirà a chi è in servizio permanente a malapena di andare in pensione a 62 anni e con pensioni da fame.

Stanno distruggendo un Corpo di élite, fatto di professionisti, riducendolo a mera manovalanza, non possiamo accettarlo. Proprio per questo contrasteremo con tutte le nostre forze questo destino al quale ci vogliono relegare con il benestare del sindacalismo complice e concertativi. Aiutaci a contrastare questa deriva, restituisci la tessera dei sindacati del compromesso e della cogestione. Alza la testa.

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