TERREMOTO: INCONTRO IN DIREZIONE EMILIA ROMAGNA

Bologna -

Ieri in Direzione regionale si è tenuto un incontro tra le OO.SS. e il Direttore per fare il punto sull’emergenza terremoto. La situazione attuale è stabile per quanto riguarda le richieste alla nostra regione e anzi è prevedibile una riduzione dell’impegno, il Direttore ci ha dato il quadro completo delle squadre attualmente impegnate sul ‘cratere’ e ci ha riferito che non si rilevano particolari criticità, in definitiva il sistema ha funzionato e ha dato le risposte nei tempi e nei modi previsti, sempre a detta del Direttore. Ancora oggi siamo in prima fase, il prossimo cambio dovrebbe avvenire tra sette giorni.

Come USB abbiamo denunciato l’assurda situazione dei nostri uomini impegnati nelle zone terremotate che si sono dovuti arrangiare per dormire all’interno dei mezzi di soccorso, in condizioni non accettabili, abbiamo dunque ribadito il fallimento dei moduli logistici leggeri come risposta immediata alle esigenze del personale nelle prime 24/48/72 ore, chi scrive ha partecipato alcuni anni fa alla stesura della modifica della circolare 28 del 1991, in quella sede l’allora direttore all’Emergenza Mistretta ignorò in buona parte il contributo offerto da noi lavoratori operativi e i risultati si sono visti anche in questa occasione, si deve dunque aprire una riflessione sulla necessità di allestire camper moderni (non ci riferiamo ai pochi residuati “bellici” degli anni 80) che rimangono l’unica vera risposta nell’immediato dei primi giorni, delle prime ore, ottimi anche per microemergenze, non ci scordiamo le deplorevoli condizioni nelle quali ci trovammo durante la recente alluvione di Modena.

La USB da anni porta avanti un progetto di riforma che vuole un nuovo  sistema di Protezione Civile, riforma che pone i Vigili del Fuoco al centro di questo sistema, nell’attesa ci accontenteremo di poter realizzare un vecchio progetto, che in Emilia aveva trovato negli anni molti sostenitori, ci riferiamo alle colonne mobili integrate, tra protezione civile e VVF. In fondo solo negli ultimi due anni si sono spesi 150.000 euro, previsti altrettanti per il solo 2016, proprio per manovre congiunte con la protezione civile emiliana, soldi che versa interamente la regione attraverso il POA. Abbiamo chiesto al Direttore un impegno a creare i presupposti presso la nostra amministrazione centrale, di tornare a parlarne, noi come USB ci impegneremo in tal senso presso le istituzioni regionali. Assurdo sobbarcarsi la logistica, quando la nostra prima missione è il soccorso e la protezione civile invece ha già tutto, in termini di logistica, per provvedere anche a noi. Invece puntualmente come all’Aquila, noi da una parte, il campo dell’Emilia dall’altra. Questa volta ci hanno mandato a quindici KM di distanza, con alcuni di noi costretti a dormire sulle auto!  Il Direttore non ha negato la validità del progetto, ma puntualizzando che lo scopo delle esercitazioni è principalmente quello di prepararsi ad una emergenza sul nostro territorio.

Altro punto dolente è quello che vede disatteso il “ piano d’ intervento della colonna mobile regionale” emanato dalla Direzione quest’anno in marzo, il quale ci risulta non recepito da qualche comando. Ci chiediamo a cosa servono piani così articolati di decine di pagine, se poi non si applicano le disposizioni all’interno contenute, per fare un esempio, sono state inviate operative senza tenere conto della distinzione versione “sisma” o “alluvionale”, in particolare gli USAR light devono partire secondo questo piano in abbinamento tra comandi limitrofi, cosa non avvenuta.  Per quanto riguarda invece l’invio dei SATI abbiamo chiesto che si tenga conto di eventuali corsi sostenuti da questi lavoratori, ci risulta infatti che alcuni in regione siano stati formati proprio per queste situazioni, il Direttore ci ha detto che il personale inviato è l’unico che ha dato la propria disponibilità, ma a noi non risulta che sia stata fatta una ricognizione, oggi sono in zona operativa un’  amministrativa ed una informatico. Ci riserviamo sulla questione di tornarci sopra a breve.

Abbiamo chiesto delucidazioni in merito alla richiesta del nostro campo base, il direttore ci ha confermato che da parte sua è stata da subito data piene disponibilità, ma dal CON non è arrivata la richiesta e infatti provvederà la regione Marche.

A questo proposito abbiamo posto la questione del raddoppio di turno in caso di calamità, il Dipartimento aveva dato la possibilità di farlo, ma il Direttore non lo ha ritenuto necessario, dal nostro punto di vista invece avere in questi casi la possibilità di disporre di molto personale, ci potrebbe non solo permettere in caso di evoluzione dello scenario l’immediato invio di forze maggiori, come nel caso del campo base prima citato, ma si potrebbe anche cogliere l’occasione per poter organizzare un momento formativo propedeutico alla calamità, visto che anche per provare i moduli logistici siamo dovuti andare fuori turno a recupero ore!

Concludendo abbiamo chiesto di verificare la situazione del UAMA (unità approvvigionamento materiali e attrezzature) di Ferrara, essendo l’unico operativo dei quattro previsti in Italia, unità che potrebbe partire nella seconda fase dell’emergenza.