STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE

Nazionale -

Al Ministro dell'Interno
On. Angelino ALFANO


Al Sottosegretario di Stato all'Interno
dott. Giampiero BOCCI


Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile
Capo Dipartimento
Prefetto Alberto DI PACE


Tramite:


Ufficio I - Gabinetto del Capo Dipartimento
Capo del Gabinetto del Capo Dipartimento
Viceprefetto Iolanda ROLLI


Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Vice Capo Dipartimento Vicario
ing. Gioacchino GIOMI


Ufficio Garanzia dei Diritti Sindacali
dott. Darko PELLOS

 

Oggetto: dichiarazione dello stato d’agitazione di categoria-volontà di promuovere lo sciopero nazionale della categoria Vigili del Fuoco - richiesta del tavolo di conciliazione ai sensi della Legge 146/90 e/o legge 83/2000 e successive modifiche.


La scrivente Organizzazione Sindacale, con la proclamazione dell'immediato stato di agitazione del personale del CNVVF, chiede l'attuazione della procedura di raffreddamento ai sensi della normativa in vigore.


Il ricorso alla mobilitazione del personale del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco è determinato dall’effettivo stato d’immobilismo amministrativo e il deterioramento costante delle relazioni sindacali, sia sul territorio sia al Centro, che ha portato il dialogo in una fase di stallo a solo danno della categoria.


Allo stato attuale NON conosciamo quale sia l’indirizzo politico di questo governo rivolto al dipartimento VVF, e su quali capitoli di bilancio possiamo fare fronte alle attività di soccorso ed a quanto ammonta il bilancio generale del dipartimento.

 

La scrivente ritiene da tempo che la LEGGE 252 ed il DL 217 siano di fatto una “mannaia” che pende sulla testa dei lavoratori. Condizione che si è maggiormente aggravata sia sul piano dei propri diritti che sullo stato economico, e non solo, si è assistito ad un tracollo nel dispositivo di soccorso, con sperpero di denaro per progetti inutili, acquisto di mezzi ed attrezzature inidonei, mancanza di una visione certa che ci collochi all’interno di un progetto più ampio di Protezione Civile, come quello che l’USB da anni propone ai vari Governi!

Il traghettamento al regime Pubblicistico è di fatto risultata una riforma che ha scimmiottato un sistema adottato da atri corpi dello stato più vicini alle logiche della pubblica sicurezza che a quelle del soccorso e dell’incolumità delle persone, che hanno fatto nascere in seno al Corpo Nazionale u

  • Assistiamo a scene di cattiva gestione sia del soccorso tecnico urgente (vedi emergenze continue e mancate convocazioni per la pianificazione) sia sull’applicazione dei tagli previsti al CNVVF;

  • Il documento di Riordino del CNVVF non tiene in considerazione aspetti importanti per la vita del Soccorso Tecnico Urgente, ma si limita a tagliare 25 sedi sul territorio o peggio ancora sollecita la nascita dei presidi (aperti di giorno e chiusi di notte) oltre ad altri aspetti importantissimi che investono direttamente la vita del CNVVF. Come la riduzione dei centri spesa (da 118 a 18) con il conseguente “esodo” o “sovraccarico di lavoro” dei lavoratori SATI;

  • l’inspiegabile tentativo di chiusura di nuclei TLC in nome della “spending review”;

  • la continua mancanza delle piante/dotazioni organiche del CNVVF (con riferimento specifico anche alle Aree Centrali);

  • il continuo “uso/abuso” di squadre sul territorio composte da numeri inferiori a 6 unità (sono presenti sul territorio OdG che riducono le squadre a 3/4 unità);

  • la non considerazione dei relativi carichi di lavoro che tra emergenze continue ed ordinario amministrativo gravano pesantemente sulle spalle di tutti i lavoratori del CNVVF;

  • la situazione legata alla mancanza di una apertura della piattaforma contrattuale (bloccata inspiegabilmente anche dal punto di vista normativo), a tale proposito si ricorda che l’ultimo triennio si è chiusa una fase contrattuale senza che le parti si siano minimamente incontrate presso il Ministero della Funzione Pubblica;

  • il continuo “demansionamento” dei lavoratori VF che di fatto si trovano rilegati al ruolo di “tappabuchi”;

  • alla mancata professionalizzazione dei lavoratori del Corpo, con specifico riferimento ai SATI i quali si ritrovano nel mezzo di una bufera di cambiamenti che li vedono in prima persona vittime di un Riordino dopo essere state il “simbolo delle nefandezze” della LEGGE 252 e del DL 217 (questi lavoratori vivono addirittura una carriera “al contrario”, effetto unico nella Pubblica Amministrazione);

  • il mancato riconoscimento professionale ed economico che attraversa tutte le categorie del CNVVF, siano esse specialità, specializzazioni, SATI o operativi in genere.

Con l’attuale organico (3.900 unità al giorno) dobbiamo fare fronte a tutti gli interventi sul territorio, oltre 750.000 divisi per 365 giorni, fanno 2060 interventi al giorno!

Solo questi dati ci pongono come Organizzazione Sindacale generale dei cittadini che può solo rifiutare il progetto in questione! A ciò aggiungiamo che degli otto mila comuni del paese molti non sono proprio “serviti”; mentre altri ancora non sono “serviti” in tempi utili. L’ultimo dato registrato ci fotografa questa situazione: su 301 Kmq solo 149 Kmq è servito dai servizi antincendio mentre il restante territorio (ovvero più della metà) non è coperto.

In ragione di quanto esposto, e di altro che ci riserviamo di esporre nella sede opportuna, dichiariamo lo stato di agitazione Nazionale e chiediamo l’immediata applicazione della normativa vigente.