UNICO OBBIETTIVO: LA BUONA RIUSCITA DEL SOCCORSO!

Brescia -

Dal 19 al 29 luglio sull’altipiano di Cariadeghe, (nel comune di Serle, in provincia di Brescia) si è svolta una ricerca persona forse senza precedenti. Abbiamo visto che finalmente si è messo al centro il vero protagonista dell’intervento: il soccorso!

Ci è parso che ciascuno sia stato spronato a mettere le proprie competenze al servizio del “sistema” creando un esempio di soccorso e protezione civile fuori del comune.

L’unico Ente che si può arrogare l’esclusività della gestione di eventi che prevedano l’impiego e il coordinamento di centinaia di soccorritori, è quell’Ente che può garantire questo 365 giorni l’anno H24. Attualmente né in Italia nè in gran parte del globo esiste un’Organizzazione con queste peculiarità!

 All’estero i referenti di vari enti deputati al soccorso si siedono allo stesso tavolo di coordinamento e giocano assieme le loro carte per raggiungere il risultato. Questo è il concetto di Task Force, che ha come obbiettivo finale la buona riuscita del soccorso.

In Italia, invece, da anni vediamo una continua battaglia a chi “ce l’ha più lungo”, giocata su tavoli dirigenziali molto distanti dalle vere necessità del soccorso, ignorando le reali esigenze dei cittadini e dei soccorritori.

Sull’altopiano di Cariadeghe, a Serle, la Task Force c’è stata, e ha funzionato, anche se con un esito che tutti avremmo sperato diverso.

Un salto in avanti è stato fatto nell’organizzazione, gestione e realizzazione di un intervento che ha visto per la prima volta abbandonare sterili diatribe sul “chi comanda”, a favore di una collaborazione tra Enti che in dieci giorni e nove notti di ricerca ha gestito e coordinato mediamente ogni giorno:

 per i Vigili del Fuoco

- 10 SAF 2A,

- 2 TAS2 (Topografi),

- 5 VVF generici,

- 4 VVF cinofili,

- 1 Elicottero con equipaggio,

- 1 Equipaggio droni (con drone a sensore termografico).

 

per il Soccorso Alpino e Speleologico

- 40 operatori tecnici

- 2 COR (Coordinatori di Ricerca),

- 2 TER (Topografi),

- 40 operatori speleo,

- 1 operatore tecnico sanitario,

- 1 equipaggio droni (con drone a sensore termografico).

 

per Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU)

- 1 elicottero AREU con equipaggio,

- 1 ambulanza di base. - 100/150 volontari,

- 28 unità cinofile.

 

per la Protezione Civile

- 100/150 volontari,

- 28 unità cinofile.

 

Carabinieri

- 4 Carabinieri Forestali,

- 32 Carabinieri del battaglione Milano,

- Carabinieri delle locali Stazioni.

 

Guardia di Finanza

- 2 operatori nucleo SAGF

 

Aeronautica Militare

- Un equipaggio con elicottero HH139 (con visori notturni e termocamera).

 

La disposizione di squadre miste (VVF, CNSAS, PC e CC) ha permesso di ispezionare una vasta area di natura complessa sia dal punto di vista morfologico che geologico. Per capire meglio l’entità del lavoro svolto si tratta di circa 750 ettari di terreno, 94 cavità carsiche conosciute e molte altre censite al momento, il sorvolo di un area di circa 1920 ettari sia diurno che notturno con idonei elicotteri e droni. Un solo Ente, attualmente, non potrebbe amministrare tutto questo autonomamente!

La modalità di gestione non ha avuto precedenti: la qualità del lavoro svolto, le risorse coinvolte, la collaborazione fra Enti sono state ottimali.

Una cooperazione nata spontaneamente tra soccorritori, che riconoscendo vicendevolmente le proprie professionalità, hanno creato una sinergia propositrice di un modello efficace, sicuramente perfettibile, ma doverosamente da replicare.

Interventi come questi richiedono un importante dispiego di forze, la “ricerca a persona” va assimilata ad un “soccorso a persona” sia per urgenza che per competenza e necessita, inoltre, di formazione mirata (ad esempio TAS 2) e D.P.I. adeguati.

In questo contesto pesano quindi maggiormente la cronica carenza di personale, la scarsa preparazione/formazione e le inadatte dotazioni/attrezzature.

E’ assurdo sguarnire una caserma per affrontare un intervento ormai classificabile come ordinario!