ACCORDO NAZIONALE SULLE ATTIVITA’ FORMATIVE? NO! FORMAZIONE FAI DA TE

QUANDO PER SOPPERIRE ALLE LACUNE DELL'AMMINISTRAZIONE CENTRALE E DI UNA CIRCOLARE INAPPLICABILE CI SI INVENTA DI TUTTO

Padova -

Martedì 24 ottobre siamo stati convocati in merito ad una proposta del comando per lo svolgimento dei mantenimenti e retraining in ambito provinciale, proposta chiaramente in difformità rispetto “all’accordo decentrato concernente la disciplina delle attività di mantenimento e/o retraining per il personale non direttivo e non dirigente del 6 agosto 2015” che prevede siano le Direzioni Regionali ad organizzare tali attività, oltre ad imporre che sia svolta dal personale durante la normale turnazione di servizio.

Ci è stato illustrato che la finalità è il mantenimento del personale che è in possesso dei soli corsi saf fluviale e saf1b senza tenere in considerazione le altre abilitazioni.

Abbiamo espresso tutta la nostra perplessità in quanto si andrebbe a sovraccaricare il personale fino a 72 ore di lavoro settimanali, contro la direttiva europea sugli orari di lavoro e la legislazione italiana che detta tali norme.

Quello che ci fa dire di no rispetto a questa proposta è principalmente che il personale transiterebbe ad un orario particolare e non previsto dal contratto di lavoro e che lo stesso non può essere concertato ma stabilito attraverso il contratto nazionale di lavoro.

Ad aggravare il tutto, per consentire un rapido svolgimento della programmazione, il rapporto discenti/istruttori non verrà rispettato e, cosa più importante, verranno rivisti i numeri minimi in servizio in sede centrale declassando a 13 unità il soccorso ordinario (una squadra più due supporti).

Immaginiamo cosa potrebbe accadere, sopratutto in orario notturno, se l’unica partenza fosse occupata per un intervento prolungato e ci fosse la necessità, non remota, di un’ulteriore squadra. Si verificherebbe un non accettabile ritardo nei soccorsi dovendo impiegare una squadra dalle sedi distaccate.

La dimostrazione del fallimento della formazione è sotto gli occhi di tutti, il personale deve sacrificare il proprio tempo libero per coprire le carenze dell’amministrazione senza ottenere nulla in cambio. Più volte questa Organizzazione Sindacale ha manifestato l’esigenza di un congruo aumento dell’organico che consentirebbe l’attività formativa in modo regolare, senza ritardi e senza penalizzare il soccorso.

L’orario di lavoro è un diritto contrattuale non uno strumento di ricatto. L’amministrazione è tenuta a rispettare tempi di lavoro e formazione senza dimenticare che dietro tutto ci sono: lavoratori, vigili del fuoco che sono sempre in prima linea e cittadini che hanno il diritto alla salvaguardia attraverso una risposta dei soccorsi adeguata.

Per tutti questi motivi riteniamo la proposta del comando inaccettabile e rischiosa. Come affronteremo interventi complessi con così poca risposta operativa?

Chi si giustificherà dei ritardi alla popolazione?

USB Vigili del Fuoco Provinciale