STATO DI AGITAZIONE TOSCANA

Firenze -

Al Ministro dell'Interno
On. Marco MINNITI


  e p.c. Al Sottosegretario di Stato all'Interno
dott. Giampiero BOCCI

 

Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile
Capo Dipartimento

 Prefetto Bruno FRATTASI

 
Tramite:                                                                                
Ufficio I - Gabinetto del Capo Dipartimento
Capo del Gabinetto del Capo Dipartimento
Viceprefetto Roberta LULLI

Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Vice Capo Dipartimento Vicario
ing. Gioacchino GIOMI

Al responsabile dell'ufficio Garanzia dei Diritti Sindacali

dott.ssa Silvana LANZA BUCCERI

 

Al Direttore Regionale CNVVF Toscana

Ing. Gregorio AGRESTA

 

 

 

Oggetto: dichiarazione dello stato d’agitazione di categoria - volontà di promuovere lo sciopero regionale della categoria Vigili del Fuoco - richiesta del tavolo di conciliazione ai sensi della Legge 146/90 e/o legge 83/2000 e successive modifiche.

 

La scrivente Organizzazione Sindacale, in riferimento all’oggetto, con la proclamazione dell'immediato stato di agitazione del personale del CNVVF, chiede l'attuazione della procedura di raffreddamento ai sensi della normativa in vigore.

Il ricorso alla mobilitazione del personale Vigili del Fuoco della Toscana è determinato dalla disposizione imposta dalla Direzione Toscana relativa ad una volontà di imporre una modalità non prevista dalle disposizioni vigenti in materia di formazione. Il 9 Maggio u.s. con nota prot.17  abbiamo chiesto alla Direzione Toscana, considerata conclusa la fase emergenziale del settore GOS per il Sisma Italia Centrale, uno specifico incontro per “aggiornare” l’impiego dello stesso settore, il quale è basato sulla nota n.10622 del 2015. Nei mesi precedenti, su espressa richiesta della Direzione Toscana,  è stata composta una “commissione” per revisionare il Piano Operativo Regionale di Colonna Mobile con componenti delle oo.ss., commissione che si è riunita alcune volte e della quale però, non abbiamo nessuna notizia e nessun materiale prodotto. Poi, in risposta alle nostre richieste volte ad affrontare temi specifici di CMR e settore GOS, la Direzione ci ha risposto che sarebbero stati effettuati alcuni de briefing sulla materia e che al termine dei quali si sarebbero calendarizzati “specifici incontri”.

A distanza di molti mesi e senza nessun altra informazione in merito la Direzione propone una serie di esercitazioni sul settore ponendo in atto misure coercitive, citando la circ. MI.SA. del 1991, che però è stata implementata ed aggiornata dalla circ. EM 01/2011 e sopratutto da LIFM legato al DL 81/08. Non si capisce pertanto da quale fonte normativa trae la conseguenza di escludere personale formato ed in possesso di LIFM sulle macchine operatrici dislocate in regione. Nella bozza si adottano modalità che impongono, arbitrariamente, lavoro straordinario nel turno antecedente il diurno e dispongono la copertura finanziaria con presunti “risparmi di gestione”.

Segue incontro negoziale svoltosi in Direzione Toscana il 25/10/17 dove sono state affrontate nel merito le proposte contenute, con la nota DIR-TOS 28552 il Direttore Regionale ha emanato la stessa come conclusiva della negoziazione. Riteniamo  l’iniziativa di addestramento e/o retraining sui mezzi MMT, così come avvenuto per gli anni precedenti, estremamente positiva ed auspicabile; la pratica con mezzi movimento terra è necessaria per mantenere i livelli di conoscenza e manovrabilità, oltre che aumentare i livelli di sicurezza per gli operatori, essa consente una efficienza sicuramente maggiore per la funzionalità del settore, estremamente importante all’interno del sistema di Colonna Mobile Regionale.

Quello per cui riteniamo sbagliato il metodo che si intende adottare, è il concetto che si intende imporre in Toscana da parte del Direttore, un tentativo di voler introdurre un sistema coercitivo di partecipazione obbligata al di fuori del normale orario di lavoro normato dal DPR 7/5/2008 e dai precedenti Contratti di Lavoro. Si tenta di imporre la non operatività per il personale che non partecipasse all’esercitazione: “non potrà essere provvisoriamente impiegato in operazioni di soccorso tecnico” vincolando quindi, di fatto, il possesso dell’abilitazione GOS/MMT a criteri imposti dalla Direzione Toscana. Vincoli che pongono  una struttura periferica del CNVVF in contrapposizione con la struttura centrale preposta a normare la disciplina della Formazione e di tutto ciò che possa essere esercitazione o retraining su specialità del CNVVF. Questa impostazione non trova nessun riscontro normativo né disposizioni del Dipartimento VVF le quali prevedono i re-training in orario di lavoro e con modalità stabilite per numero di partecipanti/istruttori e per forma di partecipazione. L’impostazione della Direzione Toscana invece impone, in entrambe le soluzioni, una modifica della turnazione dell’orario di lavoro.

Non si capisce perché una “esercitazione”, il cui scopo letteralmente è esercitare, debba divenire un vincolo che, giustamente, è in seno ad alcune specialità del CNVVF e che, proprio per questo, prevedono “retraining” periodici, che impongono una “riqualificazione” necessaria a mantenere la specialità acquisita. Retraining periodici che infatti vengono effettuati prima della scadenza del periodo, proprio perché l’operatore svolge l’abilità/manovra nel pieno possesso dei requisiti necessari, nel metodo imposto dalla Direzione Toscana invece si suppone che l’operatore effettui la esercitazione con la presunta abilità scaduta o non conforme.

 

Un altra anomalia nel settore GOS è relativa alla nomina arbitraria dei coordinatori regionali non rispondenti a requisiti definiti, più volte richiesti da questa OS e su cui verte un procedimento amministrativo al TAR Toscana dato che il Direttore non ha mai fornito indicazione sui criteri. Basti pensare che alcuni Istruttori MMT/GOS presenti in regione non fanno parte del coordinamento e che all’interno di esso ci sono coordinatori non istruttori. E’ del tutto priva di ragionevolezza e fondatezza l’affermazione del dirigente in merito ad una presunta “sicurezza” degli operatori che non è supportata da nessuna normativa. Con questa affermazione allora dovremmo avere dalla Direzione Toscana la stessa attenzione per  “addestramento” di tutte le altre specialità, in primis il TPSS dato che questo si è normato da scadenze, scadenze assolutamente non rispettate dal dirigente toscano dato che in questo momento il 90% del personale VVF della toscana NON ha il retraining TPSS eseguito, nonostante i DAE in tutte le sedi e su tutte le APS, nonostante l’importanza della disciplina che è, peraltro, normata. Stessa problematica di mancanza assoluta di retraining “ a tutela della sicurezza della persona in qualità di lavoratore” la possiamo ritrovare in moltissime specialità del CNVVF in Toscana. E’ singolare l’interesse “particolare” al settore GOS piuttosto che ad altri che, invece, potremmo definire prioritari. Ma certo non può essere consono il metodo della Direzione Toscana che prevede “esercitazione” ma che essa diventa vincolante al mantenimento della abilitazione GOS. Abilitazione poi disposta a libero giudizio di un “Coordinamento Regionale GOS Toscana” composto da personale non qualificato Istruttore Professionale del settore, e quindi senza una metodologia e uno Skill Test emesso, regolato, disciplinato dalla Direzione Centrale Formazione.

 

Per tentare di chiarire la situazione e capire se i nostri dubbi fossero fondati, abbiamo per 2 volte chiesto un parere esplicito ed argomentato alla stessa Direzione Centrale Formazione, in modo tale da poter dirimere la questione, note inviate il 13/11/17 (prot.30) e sollecito in data 4/1/18 (prot.3).

A queste richieste non è seguita alcuna risposta.

Alla luce di quanto esposto, considerato che i comandi in Toscana iniziano a chiedere agli operatori GOS la scelta della modalità di adesione alla “esercitazione” prevista dalla Direzione Toscana, al fine di tutelare i legittimi diritti dei lavoratori vigilfuoco toscani, questa organizzazione sindacale dichiara lo stato d’agitazione di categoria - volontà di promuovere lo sciopero regionale della categoria Vigili del Fuoco - richiesta del tavolo di conciliazione ai sensi della Legge 146/90 e/o legge 83/2000 e successive modifiche.

 

SI RICORDA CHE ESSENDO UNA DICHIARAZIONE DI STATO DI AGITAZIONE REGIONALE SI RENDE NECESSARIO DESIGNARE DI CONCERTO CON LA SCRIVENTE L'ARBITRO.

 

USB Vigili del Fuoco Regionale